C’è una squadra, anzi, un club in particolare che, negli ultimi giorni, è finito – letteralmente – sotto i riflettori: è la Palmese, una società calcistica con sede a Palmi, in Calabria, protagonista indiretta dell’ultimo film firmato Manetti Bros. Non si tratta di una pellicola interamente dedicata alla storia del sodalizio sportivo calabrese, bensì incentrata principalmente sul percorso di reinserimento nel mondo del calcio di un giocatore dal carattere complicato, ma dal talento stellare. La domanda che tutti si pongono, però, è la seguente: perché proprio Palmi e la Palmese, che ruolo ha avuto nella storia del calcio italiano? Proviamo a ricostruire la storia della piccola realtà della provincia di Reggio Calabria, tra i campi dilettantistici e raccolte fondi.

La storia
L’Unione Sportiva Palmese fu fondata nel 1912 e, dopo iniziali incontri amichevoli, partecipò al primo campionato ufficiale nel 1932-1933, vincendo la Seconda Divisione e salendo in Prima Divisione. Negli anni successivi, la squadra affrontò formazioni di Serie A come Roma e Fiorentina in amichevoli prestigiose. Dopo un periodo di inattività durante la Seconda Guerra Mondiale, la Palmese riprese a giocare nel 1945, conquistando promozioni fino alla Serie C negli anni ’50. Negli anni ’60, di contro, attraversò un periodo difficile, retrocedendo e risalendo più volte tra categorie regionali e nazionali. Nel 1965, vinse la Prima Categoria Calabria e fu promossa in Serie D, ma retrocesse poco dopo. Nonostante le difficoltà, la squadra continuò a essere una presenza importante nel calcio calabrese. Nel 1970-71, la Palmese cambiò nome in Club Calcio Palmi e venne promossa in Serie D. Dopo diverse stagioni tra la suddetta categoria ed Eccellenza, la squadra visse alti e bassi mantenendo, comunque, una solida presenza nel calcio regionale calabrese. Nel 2014-15, dominò l’Eccellenza, conquistando la promozione diretta in Serie D dopo 27 anni dall’ultima volta, con record straordinari: 28 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta. Numeri talmente altisonanti da portare Eurosport a paragonarla, goliardicamente, alla Juventus dei record. Da quel momento, la Palmese alternò buoni piazzamenti a difficoltà, con una retrocessione nel 2020, a causa della pandemia, dopo cinque stagioni consecutive nella massima serie dilettantistica.
L’impegno nel sociale
Nel 2012, l’Unione Sportiva Palmese ha avviato il progetto “Mettersi in gioco” per avvicinare gli ospiti del centro diurno “Presenza” di Palmi allo sport. Nello stesso anno, ha organizzato un’amichevole tra i giovani palmesi e studenti egiziani partecipanti al progetto “Pitagora Mundus”, promuovendo l’integrazione culturale. Nel 2014, la Palmese ha partecipato all’evento “Regaliamo 1 sorriso”, insieme ad associazioni locali, donando giocattoli ai bambini meno fortunati durante le festività natalizie, contribuendo così a iniziative solidali e di inclusione sociale. Tutto questo attaccamento alla causa è stato dimostrato anche a livello numerico dal Sole 24 Ore dato che, nel 2016, la Palmese è stata la prima società in Italia per donazioni tramite il cinque per mille. Oltre 4.000 cittadini hanno scelto di contribuire, donando oltre 80.000 euro.

