Il Parma è in piena lotta per la salvezza e a nove giornate dal termine del campionato si trova al sedicesimo posto in classifica a quota 25 punti (+3 sull’Empoli diciottesimo e attualmente retrocesso). I crociati hanno vissuto un momento di flessione negli ultimi mesi e a pagare è stato l’allenatore Fabio Pecchia, esonerato e successivamente rimpiazzato da Cristian Chivu.
Le difficoltà della squadra sono coincise anche con l’infortunio di Milan Djuric, centravanti arrivato dal Monza nella sessione invernale di calciomercato per garantire un’ulteriore soluzione offensiva. L’avventura del gigante bosniaco con la maglia del club emiliano è stata piuttosto sfortunata fino a questo momento, dato che è fermo dal 9 febbraio a causa del trauma distorsivo a carico del ginocchio destro con interessamento del legamento collaterale mediale rimediato nel corso della partita contro il Cagliari: “Abbiamo perso Djuric per tutto il campionato”, le parole di Pecchia datate 16 febbraio.
A oltre un mese di distanza l’attaccante ha sorpreso tutti ed è pronto a tornare in campo in tempo record: “Sono arrivato pochi mesi fa e purtroppo mi sono infortunato. Ora sono sulla via del recupero e tornerò a disposizione per la partita di lunedì contro l’Hellas Verona o per la prossima – le sue dichiarazioni ad alcuni tifosi presenti alla cena organizzata dal Parma Club Alessandro Melli -. Abbiamo stretto un po’ i tempi”.
In esclusiva a Ok Calciomercato abbiamo intervistato Vittorio Sabbatini, agente di Milan Djuric. Nel corso della conversazione il procuratore ha toccato diverse tematiche: il duro colpo dell’infortunio, la riabilitazione, il rapporto con Chivu e la concorrenza di Mateo Pellegrino e Ange-Yoan Bonny.

L’intervista a Vittorio Sabbatini
Come sta Djuric dal punto di vista fisico e mentale? Si parlava di stagione finita, mentre ora è pronto a tornare in campo a circa due mesi dall’infortunio…
“Le dichiarazioni fatte circa un mese fa erano un po’ eccessive, perché parlare di stagione finita mi sembrava un’esagerazione dal momento che si trattava di una brutta elongazione del collaterale e non di altro più grave. Di solito un infortunio del genere richiede un mese e mezzo o due mesi di stop. La stagione termina a fine maggio, quindi era difficile pensare che il suo campionato fosse già finito a causa di questo problema fisico. Dal punto di vista emotivo Djuric ha una grandissima voglia di rientrare, è un ragazzo che getta sempre il cuore oltre l’ostacolo e che dell’impegno e dell’abnegazione fa le sue armi principali. Si tratta di un giocatore molto determinato e sa benissimo che in questa fase del campionato il suo apporto può essere molto importante per la squadra”.
Quanto è stata dura la riabilitazione?
“È stato molto duro accettare di infortunarsi alla terza partita con il Parma, praticamente è arrivato e si è subito dovuto fermare. Questo problema fisico ha provocato un momento di sconforto, ma Djuric è un uomo che si rialza subito e per raggiungere un obiettivo mette tutto se stesso. Non posso dire nulla sulla determinazione e la voglia. Si è impegnato molto, ha lavorato tutti i giorni attenendosi alle prescrizioni dei medici per cercare di accorciare le tempistiche del rientro in maniera logica”.
Quando se lo aspetta di nuovo in campo?
“Non faccio previsioni, mi auguro soltanto che il giocatore sia al più presto a disposizione. Chiaramente deve esserci l’avallo da parte dei medici del Parma per essere tranquilli, ma non vedo l’ora di vederlo in campo”.
Come si trova a Parma? Che ruolo ha avuto la società durante la fase di recupero?
“La società è stata molto vicina a Djuric, così come Chivu che non lo ha mai avuto a disposizione. Sia il club sia il tecnico lo hanno fatto sentire importante e incluso nel progetto, come avvenuto in fase di calciomercato, e questo ha giocato un ruolo fondamentale nell’ottimismo e nella fiducia nei confronti del giocatore”.
Pecchia, l’allenatore che ha portato Djuric al Parma, è stato esonerato: che rapporto ha il suo assistito con Chivu? Il tecnico ha dato delle rassicurazioni all’attaccante sul minutaggio?
“Minutaggio assicurato non lo può dare nessuno perché il campo è sempre il giudice supremo. Djuric è comunque un giocatore importante e di spessore, la società lo ha comprato perché è certa del suo valore. Il nuovo allenatore lo ha considerato perché sa che può essere un’arma in più per raggiungere l’obiettivo della salvezza”.
Con Bonny e Pellegrino c’è tanta concorrenza nel ruolo di centravanti…
“Sono giocatori forti. In una fase così delicata della stagione e dovendo affrontare avversari complicati nelle ultime giornate di campionato c’è bisogno del maggior numero possibile di attaccanti bravi. Non è concorrenza, bensì si parla della possibilità di aiutarsi a vicenda e di avere numerose armi a disposizione”.
Quanto può essere importante Djuric nella lotta salvezza?
“Djuric può dare molta esperienza e portare quel pizzico di cinismo nelle partite importanti, che è un elemento fondamentale per il Parma in vista del finale di stagione. Milan è un uomo spogliatoio e può svolgere un ruolo da protagonista compattando ancor di più l’ambiente. L’esperienza può garantire la concretezza che serve per portare a casa determinati risultati, dato che si tratta di una squadra molto forte dal punto di vista tecnico ma allo stesso tempo particolarmente giovane. Avere a disposizione un attaccante consolidato nella categoria può dare qualcosa in più e in questo momento non guasta”.

