Bonucci: “Allegri un maestro, Sarri ha capito il mondo Juve. Milan? Scelta poco lucida”

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C’è voglia estrema di tornare in campo e iniziare a vincere trofei: potrebbe essere questo il motto che nasce dalle parole rilasciate da Leonardo Bonucci alla Gazzetta dello Sport.

Sicuramente uno fra i difensori italiani più importanti del nostro calcio, ai microfoni del quotidiano in rosa, ha palato di come abbia vissuto il periodo pandemico causato dal corona virus, della voglia matta di tornare in campo, dell’anno passato al Milan, e poi si è anche lasciato andare ad un grande elogio verso Massimiliano Allegri e ha spiegato di come sia stato sorpreso dal Sarri juventino.

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“Noi siamo pronti a ripartire. La Serie A darà a tutti un grande sollievo”

La ripartenza del 12 giugno è vicinissima e darà subito un vedetto: la prima finalista di Coppa Italia fra Juventus e Milan.

Importante sarà vedere la condizione fisica delle due squadre, dopo due mesi di inattività. La Juventus c’è, parola di Leonardo Bonucci che ha spiegato anche il suo periodo chiuso in casa: “Io e i compagni siamo già in forma. Il tecnico fa un calcio diverso dagli altri. La Serie A darà a tutti un po’ di sollievo. Io ho fatto le prime due settimane completamente a riposo. Per la positività di Rugani siamo stati costretti all’inattività totale. Dopo ho iniziato in casa un percorso di ricostruzione della forma fisica. Ma era difficile, perché non c’era un obiettivo al quale traguardare un programma. Ogni settimana col preparatore cercavamo di fare la cosa più giusta, ma navigavamo a vista. La Juve ci è stata vicina. Comunque sono riuscito ad arrivare al 18 maggio in forma fisica accettabile. A casa ti alleni sul tapis roulant, la cyclette… Attrezzi per noi, di solito, quasi sconosciuti. Penso sia stato giusto riprendere, il calcio, specie in Italia, è importante. Certo, ci mancheranno i tifosi. Sono rimasto favorevolmente impressionato dalla serietà di tutti i miei compagni. Nessuno si è lasciato andare, è arrivato sovrappeso o scarico”.

Uno sguardo al prossimo di futuro, alla ripartenza, alla lotta serrata con la Lazio per il campionato e quello 1-0 di Lione, in Champions, da ribaltare: “Io spero che si arrivi alla fine normale del campionato. Se non fosse così nascerebbero un sacco di storie, polemiche, ricorsi… Io non sono favorevole ad altre ipotesi. Se ci si ferma, meglio finirla lì e non assegna- re nulla. Speriamo di arrivare al 2 agosto e decretare un vincitore. Sperando sia la Juve”. E sulla Lazio. ”Si, mi preoccupa. In questo campionato ci ha tolto un trofeo, è una bella squadra, Inzaghi è un grande allenatore. Ma adesso, dopo questa inattività, è difficile fare previsioni. Magari chi era in forma prima della pausa ora non lo è più, o viceversa. Sarà bello, entusiasmante. Come un campionato che ricomincia, con una griglia di partenza definita”.

Capitolo Champions: “Dovremo essere bravi a non farci condizionare da questo. È facile pensare che troveremo una squadra in difficoltà. Ma non dobbiamo farlo. Ci giochiamo in una gara il 90% della stagione. È troppo importante per cedere a inutili e pericolose sottovalutazioni”.

Uno sguardo, anzi un grandissimo elogio, poi alla guida tecnica del passato, Max Allegri e un’opinione verso il primo Sarri juventino: tra stupore e meticolosità. “Allegri è bravissimo a gestire lo spogliatoio, i momenti più difficili di una stagione, a far capire alla squadra come gestire il tempo di un match. Lui, nei suoi cinque anni, in questo è stato un maestro. Sarri è un meticoloso, appassionato di tattica, a cui piace far giocare bene la squadra. Ha imparato anche lui, in questi mesi di Juve, cosa significa stare nel mondo bianconero, in cui, per l’esposizione, non viene mai perdonato nulla. Da quando è con noi ho visto una crescita importante. Ha un gran bagaglio di conoscenze calcistiche ma ha saputo mettersi in discussione, ha avuto l’umiltà di capire le dinamiche di questo collettivo. Sono stato piacevolmente sorpreso, davvero. Abbiamo contatti quotidiani, momenti di confronto. È uno che vuole migliorare”.

E poi l’ammirazione provata verso la disponibilità e la tenacia verso gli allenamenti di Cristiano Ronaldo: “Lui è un super atleta, grande professionista. Mi ha raccontato quel- lo che ha fatto per mantenere la forma durante la quarantena. Si è presentato in condizione perfetta. Lui non riesce a stupire, è un fuoriclasse”.

E poi il ricordo, per lui scevro di emozioni , del periodo passato al Milan, che aveva fatto sognare i tifosi rossoneri e che però poi si è tramutato in vero e proprio incubo per tutte le parti interessate. Un anno da dimenticare sul campo per Bonucci, ma non per la crescita e per aver conosciuto persone speciali, come l’allenatore della seconda parte di stagione di quel Milan “Fu un anno difficile per me. C’erano stati screzi e io, alla fine, specie dopo la sconfitta in Champions, ho preso una decisione poco lucida. Però devo dire che quella scelta, che certo mi ha condizionato la carriera, mi ha migliorato come uomo. Quei mesi al Milan mi hanno consentito di guardarmi dentro e capire che il mio posto era nella Juventus. Ho conosciuto al Milan persone belle, prima tra queste Rino Gattuso”.