Ancelotti: “Dopo il Real Madrid smetto di allenare. Serie A? La Roma se la può giocare”

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Carlo Ancelotti, allenatore del Real Madrid e fresco vincitore della Supercoppa Europea (2-0 contro l’Eintracht Francoforte), ha rilasciato un’intervista in esclusiva ai microfoni del quotidiano Il Messaggero. Tra i vari temi trattati, il tecnico dei Blancos si è soffermato sul suo futuro, annunciando che dopo la parentesi con il Real Madrid dirà definitivamente addio al calcio.

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L’intervista ad Ancelotti

Il The End alla panchina?
«Questa tappa al Real concluderà la mia carriera. Dopo i Blancos, smetto».

Chiusura alla grande.
«Il Real è il top del calcio. Ha un senso mettere la parola fine dopo questa esperienza».

Benzema ha in tasca il Pallone d’Oro.
«Meritato. Stagione straordinaria».

Sei trofei a disposizione e l’obiettivo dichiarato è lottare su tutti i fronti: il più importante?
«La Champions. Per la storia e per il grado di difficoltà. La dimensione del Real è quella. Il Real è un club speciale per questa connotazione europea. La prossima sarebbe la numero quindici».

Eccoci alla serie A: la griglia di partenza?
«Le solite tre in pole position, magari con equilibri diversi. Il Milan ha preso un talento interessante come De Ketelaere e prosegue sulla linea tracciata da Maldini, ovvero i giovani: Tonali e Leao sono state grandi intuizioni. L’Inter ha il motore potente ed è tornato Lukaku. La Juventus sta ancora lavorando sul mercato, ma già l’arrivo di Di Maria è un’operazione intelligente: campione integro, di qualità e di esperienza. Occhio poi alla Roma. Si è rinforzata molto. Dybala, Wijnaldum e Matic sono colpi importanti. Spinazzola e Zaniolo sono usciti dall’ombra degli infortuni. La Roma può giocarsela con le altre, sebbene con i nuovi acquisti ci siano sempre le incognite legate ai tempi dell’inserimento».

Nella biografia di Mourinho, la seconda stagione alla guida di un club coincide spesso con i grandi successi.
«Mourinho è entrato molto bene nella storia della Roma. Ci sentiamo spesso, ci mandiamo messaggi. La Roma aveva bisogno di un allenatore come lui e lui aveva bisogno dell’affetto di una piazza come quella romana. Un matrimonio perfetto. Aggiungerei una considerazione: la società che sta gestendo la Roma mi pare estremamente seria. Hanno le idee chiare».

Alle spalle di queste quattro?
«La Lazio ha cambiato molto. In generale, attenderei la fine del mercato per le valutazioni: alcune operazioni potrebbero incidere sulle gerarchie attuali. Ci sono poi novità assolute come il Monza: sarà un bel campionato».

Le nazionali favorite al Mondiale?
«Brasile e Francia sono le nazionali più forti, poi dico Argentina. La squadra di Scaloni è tornata al top e poi c’è sempre Messi. La Spagna è l’altra big da tenere d’occhio. Aggiungo Inghilterra e Germania, dove è stato avviato un percorso di rinnovamento».