Un Napoli con meno punti, meno gioco e più insicurezze. Il nuovo progetto, iniziato lo scorso anno con Carlo Ancelotti al timone, sembra essersi inceppato. Tra dissidi interni lo spogliatoio, partite un po’ in ombra e tanti infortuni, il Napoli è obbligato a vincere le prossime sfide. Il rischio sarebbe quello di veder sfumare tutti gli obiettivi, già prima del nuovo anno.
Senza più punti di riferimento
Dalla campagna acquisti estiva, il Napoli è uscito molto rafforzato. La sensazione messicana Lozano, il Re Leone Llorente, ma anche Di Lorenzo e soprattutto Manolas. Ad inizio settembre il pensiero era quello di un Napoli al top, a lottare per lo scudetto. Dopo appena 2 mesi il Napoli è già a -8 dalla solita Juve capolista. In Champions invece, è primo nel girone, ma al giro di boa non ha assolutamente la certezza di raggiungere la fase ad eliminazione diretta.

Dopo la cessione di Hamsik dello scorso inverno, la fascia di capitano è passata ad Insigne. Sicuramente un grandissimo calciatore, ma forse non un giocatore adatto a guidare una squadra, con grinta e coraggio. L’ultimo caposaldo di questa squadra è proprio il mister, che però inizia a perdere la fiducia dell’ambiente e anche dei suoi stessi calciatori. Vedasi i recenti dissidi con lo stesso capitano Insigne.
Un Ancelotti in-finito?
60 anni lo scorso giugno, nei suoi quasi 5 lustri da allenatore il tecnico emiliano ha vinto tutto e dappertutto. 3 Champions League, altrettante Supercoppe UEFA, 2 Mondiali per club e un’infinità di coppe nazionali. Italia, Spagna, Inghilterra, Germania, Francia. Letteralmente ovunque. Campioni del calibro di Zidane, Del Piero, Pirlo, Maldini, Lampard, Drogba, Ibrahimovic, Cristiano Ronaldo, Sergio Ramos, Lewandoski, Lahm. Tutti quanti sono passati sotto la guida di Ancelotti.

“Carletto” lo scorso anno ha deciso di tornare in Italia e si è lasciato convincere da De Laurentiis e dal suo progetto. Un progetto di rinnovamento napoletano, con l’obiettivo di riuscire finalmente a strappare la corona di regina d’Italia alla Vecchia Signora. Provare a vincere uno scudetto che a Napoli soltanto una persona è riuscito a portare. E non uno qualsiasi, bensì El Pide de Oro.
Quanto di questo Napoli è realmente di Ancelotti?
La premessa da fare è che Ancelotti non è mai stato un allenatore fissato con un modulo di gioco, ma ha sempre disposto la squadra a seconda di quelle che sono le caratteristiche dei calciatori a sua disposizione. Non c’è da stupirsi che quindi nell’arco di 12 mesi il Napoli sia passato dal 4-3-3 di sarriana memoria, al 4-2-3-1 con Mertens a giocare da falso nueve, fino ad arrivare all’attuale 4-4-2 con il rinato Milik a fare da centravanti. Ancelotti si è sempre contraddistinto per riuscire ad essere un condottiero della squadra, un leader nel gruppo, piuttosto che il boss che tutto decide. Eppure qualcosa sembra essersi inceppato. Un gruppo che non riesce più a vincere ma soprattutto a convincere.

I giocatori forse hanno anche iniziato a non fidarsi totalmente, la recente lite con Insigne ne è un chiaro esempio. Certo, lo strappo sembra ricucito, ma la certezza non la avremo mai. Una situazione non troppo semplice per Ancelotti. Soprattutto se a tutto questo si vanno ad aggiungere i tantissimi infortuni che stanno colpendo il club azzurro. Ultimi in ordine cronologico sono Malcuit, appena operato al crociato, e anche Allan, che ha lasciato anzitempo la gara di mercoledì e non è stato convocato per la trasferta di Roma.
Ancelotti – Napoli: a quando il passo d’addio?
Al momento dell’annuncio lo scorso anno, il contratto prevedeva una durata di 3 anni. Adesso, dopo quasi una stagione e mezza, è il momento della verità per il Napoli ma anche per Ancelotti stesso. Il tecnico di Reggiolo poterebbe perdere la sfida di portare un trofeo a Napoli. Una sfida sicuramente affascinante ma non così semplice anzi, quasi impossibile. Negli ultimi 5 anni il Napoli non è mai sembrato così lontano dalla vetta. Certo, sicuramente i partenopei non possono essere paragonati al Milan, al Bayern e soprattutto al Real di Ancelotti, ma lo scorso anno sicuramente si poteva pensare ad un Napoli più vicino alla consacrazione. Una squadra che però al momento sembra non riuscire ad andare oltre le prestazioni attuali, che ha bisogno di una spinta in più. E chissà che questa spinta non possa darla Ancelotti stesso.


