Champions League, l’Atalanta espugna Kharkiv e vola agli ottavi

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L’Atalanta di Gian Piero Gasperini centra un’incredibile storica qualificazione agli ottavi di Champions League, battendo nettamente in trasferta lo Shakhtar Donetsk per 3-0. I nerazzurri non partivano di certo con i favori del pronostico, poiché erano obbligati a vincere e, soprattutto, a sperare in un risultato negativo della Dinamo Zagabria, impegnata in casa contro il City di Guardiola, già qualificato con due turni di anticipo. La vittoria maturata a Kharkiv e la sonora sconfitta interna della Dinamo hanno promosso l’Atalanta alla fase finale del torneo, obiettivo che sembrava proibitivo dopo le prime 3 sconfitte consecutive in 3 partite.

Le formazioni schierate

La Dea si presenta in Ucraina con 7 undicesimi della rosa reduci dalla vittoria in rimonta contro il Verona nell’ultima di campionato, con le varianti Pašalić, al posto di Ilicic nel ruolo di trequartista di fianco al Papu Gómez, Castagne dirottato sulla fascia destra al posto di Hateboer, e Masiello che parte titolare a svantaggio di Toloi. Le talpe, invece, scendono in campo con la stessa formazione della partita precedente, il derby contro l’Olimpik Donetsk, vinto per 3-0, con le due ali, Taison e Tete, e il trequartista Kovalenko ad agire alle spalle della punta Moraes.

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Analisi della partita

Nella prima parte di gioco, i padroni di casa tengono meglio il campo e cercano di rendersi pericolosi, ma senza successo. Verso la fine del primo tempo l’Atalanta si affaccia in area avversaria ma anch’essa non riesce ad incidere. Il secondo tempo vede le due squadre alternarsi nel controllo della palla, ma la svolta arriva al 68’: Castagne firma il goal del vantaggio in seguito ad un’azione iniziata fuori area da un passaggio di Muriel per Gómez, il quale piazza il belga davanti al portiere con un cross basso a rientrare. Lo Shakhtar resta in 10 per l’espulsione del terzino Dodo, e gli orobici ne approfittano per ipotecare la vittoria, siglando il 2-0 sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Malinovsky e concretizzato da Mario Pašalić, anticipando Pyatov in uscita. Al 94’ Gosens realizza il terzo goal grazie ad un grossolano disimpegno di Stepanenko, che gli consegna di testa il pallone a tu per tu con l’incolpevole portiere ucraino.

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Un miracolo targato Gasperini

Lo straordinario risultato dell’Atalanta è soprattutto merito di Gian Piero Gasperini, che si è dimostrato il vero condottiero e l’asso vincente di questa squadra. Dal giugno 2016 ad oggi ha guidato i nerazzurri alla conquista della prima storica qualificazione in Europa League nel campionato 2016/17, alla terza finale di Coppa Italia dopo 23 anni dall’ultima volta, alla prima storica qualificazione in Champions League, ed ora a un’entusiasmante qualificazione agli ottavi. Ha l’indiscusso merito di aver valorizzato tantissimi giocatori che ora militano nelle squadre più blasonate d’Italia, come Kessié (Milan), Gagliardini (Inter), Conti (Milan) e Mancini (Roma). La sua impronta di gioco è votata all’attacco, con incursioni centrali e scambi sulle fasce, coadiuvati da un pressing costante sugli avversari, caratteristiche che rendono la sua squadra una delle più difficili da affrontare, in Italia come in Europa; non a caso Pep Guardiola, nella conferenza stampa post Atalanta-City ha dichiarato: “Giocare contro l’Atalanta è come andare dal dentista”.