La Dea che sogna l’Europa: la grande ascesa del fenomeno Atalanta

Al termine della quinta giornata di campionato la classifica, vista dal basso verso l’alto, recitava: Crotone 1, Atalanta 3, Empoli e Cagliari 4. La squadra bergamasca aveva collezionato ben quattro sconfitte nelle prime cinque partite ed il neoallenatore Gasperini era già sulla graticola all’indomani della beffarda sconfitta casalinga subita per mano del Palermo all’89esimo minuto. 21 partite dopo, dall’alto verso il basso, qualcosa è cambiato: Juventus 66, Roma 59, Napoli 54, Atalanta 51. Mai avremmo immaginato che lo scorso 21 settembre sarebbero state gettate le basi di una meravigliosa rimonta che fa sognare in grande i tifosi nerazzurri e rende la “Dea” il fenomeno sportivo dell’anno nel panorama nazionale.

I paragoni tra il Leicester di Ranieri e l’Atalanta di Gasperini, per quanto impropri e per certi versi azzardati, non si sono fatti attendere. Contesto e risultati sono evidentemente differenti, ma ciò che accomuna le due realtà è l’affetto con il quale gli spettatori neutrali ed i tifosi di altre squadre hanno adottato ed esaltato la loro sorprendente ascesa. Però, se quello di Sir Claudio può essere considerato un autentico miracolo (e purtroppo per lui se n’è dovuto rendere conto troppo presto), la “dea bendata” non ha sicuramente dovuto strafare con la squadra dello storico ex Genoa, lasciando che la meticolosa programmazione a lungo termine del club lombardo potesse finalmente dare meritati frutti.

I SEGRETI DELL’ATALANTA FORMATO EUROPEO

Com’è ormai noto da anni, la politica del club bergamasco è fortemente incentrata sullo sviluppo dello splendido settore giovanile di cui dispongono, notoriamente il migliore in Italia e quello che più si avvicina al concetto di “Academy” portato avanti soprattutto in Inghilterra e Spagna ed introdotto con alcune varianti in Francia e Germania. A Bergamo i giovani talenti hanno la possibilità di studiare ed allenarsi in strutture di livello ma soprattutto con personale altamente qualificato: per i “canterani” è la situazione migliore per arrivare pronti al grande salto e la rosa di quest’anno ne è la prova cristallina, con ben otto giocatori provenienti dal vivaio prima della sessione invernale di calciomercato.

Ed è proprio la sorprendente personalità con la quale i giovani, coadiuvati dai veterani giusti nel posto giusto e nel momento giusto, stanno guidando la squadra verso i migliori risultati della sua storia recente ad aggiungere un ulteriore tocco magico alla storia, che finalmente si propone come uno spot a favore del calcio italiano ed un monito per le istituzioni nazionali affinché si investa di più e meglio sulla formazione dei nostri futuri campioni (Germania docet).

Questi “terribili” ragazzi sono diventati in pochi mesi l’oggetto del desiderio dei migliori club europei, pronti a fare follie pur di accaparrarseli. È l’anno di Caldara, centrale difensivo da 5 gol al suo anno da rookie nella massima serie e già di proprietà della Juventus che ne vuole fare il perno del futuro reparto arretrato insieme a Rugani; Gagliardini, venduto a gennaio all’Inter per oltre 20 milioni e già uomo simbolo del presente ma soprattutto del futuro della società meneghina; Kessié, autentico crack di questo campionato per il quale si scatenerà una folle asta in estate; Conti, terzino destro classe ’94 in esponenziale crescita e sul quale la Nazionale punta molto in ottica futura; Spinazzola, 23enne di proprietà juventina e pronto a rientrare alla base a fine stagione, che con personalità è riuscito a guadagnarsi una maglia da titolare scalzando Dramè sulla corsia di sinistra; Grassi, tornato dalla sfortunata esperienza napoletana voglioso di riscatto; e Petagna, autentica promessa milanista che finalmente sembra aver trovato la sua dimensione dopo tanto girovagare.

A dare sostegno a questa nidiata di anni ’90 in rampa di lancio ci sono autentici veterani di questo campionato che garantiscono l’apporto di esperienza necessario alla gestione dei risultati. A partire dall’anima della squadra dentro e fuori dal campo, il nuovo fenomeno social Papu Gomez (anche lui possibile partente a fine stagione, si è parlato tanto di Milan e Roma), passando per Kurtic, Zukanovic, Masiello e Berisha, quest’ultimo capace di vincere i ballottaggi con due giovani talenti come Sportiello e Gollini.

Infine, una menzione non può che essere per il condottiero che col nerazzurro aveva toccato il fondo e che oggi con gli stessi colori sta vivendo l’annata del riscatto. Mister Gasperini ha portato a Bergamo il suo 3-5-2 spumeggiante trovando gli interpreti perfetti. È la rivincita personale di un professionista umiliato che adesso vuole dimostrare una volta per tutte di poter guidare una squadra che punta in alto.

CORSA ALL’EUROPA E POSSIBILI SCENARI

Con la lotta alle competizioni UEFA che è entrata nel vivo, l’Atalanta è tornata a macinare gioco e risultati dopo un dicembre da quattro punti in altrettante partite, issandosi sino alla quarta posizione ed insidiando prepotentemente addirittura la zona Champions League, distante solamente tre lunghezze. Ma dopo la splendida prova di forza contro il Napoli, il tour de force nerazzurro non si ferma qui: per gli uomini di “Gasp” arrivano gli scontri diretti con Fiorentina ed Inter in rapida successione mentre nelle ultime dieci giornate toccherà anche a Roma, Juventus e Milan.

A dodici giornate dalla fine e con tante sfide decisive in programma il sogno europeo della “Dea” è ancora possibile, ma molto passerà dalle prossime due settimane in cui vanno ricacciate prepotentemente indietro le dirette concorrenti per poter affrontare le ultime big con relativa serenità. Con l’Inter protagonista di un trittico infernale il mese prossimo (derby col Milan, Fiorentina e Napoli una dietro l’altra), la Fiorentina allo sbando dopo la clamorosa eliminazione dall’Europa League, la Lazio ancora troppo altalenante per poter essere considerata favorita ed un Milan promettente ma non ancora maturo, sognare non costa nulla.

Ma a Bergamo preferiscono i fatti alle parole: nessun sogno, nessuna fantasia. Solo duro lavoro, programmazione intelligente, grande gruppo e soprattutto tanto entusiasmo. Tutti insieme, compatti verso il grande traguardo, per poter finalmente sentire il profumo dell’Europa dopo quasi trent’anni.