Atalanta, Pessina: “Giusto andare via dal Milan. Mi ispiro a Kroos. Sull’Europeo…”

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L’uomo della stagione dell’Atalanta, Matteo Pessina si è raccontato ai microfoni de La Repubblica. Divenuto centrale soprattutto dopo la partenza del Papu Gomez, il talento ex Milan è sbocciato come un fiore all’improvviso, facendo sorridere mister Gasperini che da sempre aveva sottolineato l’importanza che potesse avere nei canoni bergamaschi.

Tra i temi trattati ai microfoni della testata romana, il centrocampista ha parlato anche del passato al Milan, della sfida imminente di Champions League con il Real Madrid e delle sue sensazioni in vista del prossimo Europeo.

Le parole di Pessina

Il suo ex allenatore Juric aveva fatto di tutto per portare nuovamente in questa stagione Pessina in gialloblu, all’Hellas Verona, ma il padre putativo dell’allenatore croato, Gasperini lo ha trattenuto all’Atalanta. Scommessa vinta e ripagata a suon di prestazioni e di assist.

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Il ventitreenne, tra le altre cose anche studente universitario, ai microfoni de La Repubblica ha sottolineato dell’ambiente bergamasco per la sua crescita: “Il club è partito dal settore giovanile, poi ha fatto il centro sportivo e lo stadio. È una società solida, lungimirante, organizzata. E noi siamo un gruppo unito e con un unico pensiero: farci entrare in testa le idee di Gasperini. Corriamo l’uno per l’altro. Cosa abbiamo di speciale? Forma fisica e organizzazione tattica. Lavori di forza e atletici che nessun altro fa in A e pressing altissimo, sull’uomo. Così gli avversari vanno in difficoltà, soprattutto nel secondo tempo. E poi fase difensiva: la nostra parte dal primo attaccante e arriva fino al portiere“.

Sulla sfida di Champions con il Real Madrid e sul modello: “Forse era il sogno più grande. Io, poi, mi ispiro a Toni Kroos. Real decimato? Lasciamo perdere le assenze del Real. L’essenziale è affrontarlo come abbiamo sempre fatto con tutti, senza snaturare il nostro gioco“.

Sul passato al Milan: “Ero giovane e senza esperienza, era giusto che la facessi altrove. Col Milan ho cercato di fare i passi più giusti in quel momento: non è andata nel migliore dei modi, ma nel calcio succede. Oggi sono contento di essere all’Atalanta e di tutto il mio percorso. Credo anche di avere lasciato buone tracce ovunque io sia stato“.

Sul Papu Gomez: “Addio dopo la mia esplosione? Ma no, quello che ho fatto io non è nemmeno paragonabile a quello che ha fatto qui il Papu“.

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La scuola e quell’Europeo…

Pessina è anche uno studente universitario che coltiva l’amore per la matematica, non certo una materia banale. A riguardo: “Mi piace pensare che lo studio mi sia servito a tenere la mente allenata sul campo. E a mantenere il distacco necessario. Se mi considero ancora uno studente che gioca a calcio, tengo i piedi per terra. L’ho detto ai ragazzi del mio vecchio liceo: se uno punta tutto sul pallone, rischia di ritrovarsi allo sbando. Nelle scuole pubbliche, in genere le più importanti, spesso si pensa che uno debba studiare e basta. Dad? Ne usciremo, vedo una luce. Serve l’aiuto di genitori e professori: i ragazzi non devono mollare. Vale anche per gli allenamenti degli sport non professionistici, bloccati“.

Giugno 2021 sarà Europeo e il fantasista atalantino sta facendo di tutto per mettere in difficoltà il Ct Roberto Mancini: “Io sto dando tutto. Siamo in tanti, ma così è ancora più stimolante. Facta, non verba? Esatto, lo dico da sempre. È il modo migliore per dimostrare le cose, in questo mondo dove tanti parlano troppo“.