Bayern-Borussia Dortmund: der klassiker tra geografia, calcio e mercato

Ci siamo, a breve andrà in scena der klassiker, la partita più importante del campionato tedesco. Le protagoniste saranno, ovviamente, Bayern Monaco e Borussia Dortmund.

Le due eterne rivali sono protagoniste nell’avvincente corsa al primato, nella quale sono coinvolte almeno 7 compagini racchiuse in 5 punti. Il Bayern per ricominciare il proprio cammino dopo l’esonero di Kovac; il Borussia per dare continuità alla splendida rimonta in Champions League ai danni dell’Inter.

Bayern-Borussia: la rivalità dalla geografia alla finale di Champions

La rivalità tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund ha radici molto profonde ed è sostanzialmente a tutto tondo. Una rivalità che nasce prima di tutto geograficamente con il feeling mai nato tra la gente di Monaco e quella della Ruhr, regione della Renania Settentrionale (Vestfalia).

Sì, perché come in molte importanti regioni poco distanti tra loro, c’è sempre qualche attrito su chi sia “dominante” sull’altro e quale valvola di sfogo migliore del calcio per sancire tale dominio?

Accantonando il lato geografico, il conflitto tra queste due fazioni è antichissimo e trova le sue ragioni proprio nella loro importanza nel calcio tedesco ed europeo. Il primo match fu giocato nel 1965 e vide vincitori i gialloblu.

Non solo, nel 1966 il Borussia fu la prima squadra teutonica a vincere un trofeo continentale, la Coppa delle Coppe. Il Bayern invece arrivò dopo, vincendola nel 1967.

La dicotomia tra i due club però si è accesa a partire dagli anni ’90 e possiamo riconoscerne due fasi. Una, appunto alla fine del XX secolo, in cui il Borussia vinse due titoli nazionali, una Champions League e un pesantissimo quarto di finale proprio ai danni del Bayern, al termine dei supplementari.

La seconda fase, più recente e attuale riguarda gli anni dal 2010 in poi. Da quando il Dortmund torna competitivo ai massimi livelli, vincendo ancora due titoli di Germania e raggiungendo un’altra finale di Champions.

Stavolta però i bavaresi ottengono la tanto agognata vendetta, più di 10 anni dopo, sconfiggendo i rivali per 2-1, forse nella sfida più importante che ha visto le due compagini fronteggiarsi.

Der Klassiken, lotta anche sul mercato: quanti “tradimenti”!

Restiamo proprio sulla seconda fase di questa storica rivalità, perché è da questo periodo in poi che i toni si accendono ulteriormente. Nel 2012, dopo la vittoria in Bundes del Dortmund, Hoeness tuonò così:

Restano un fenomeno di rilevanza regionale. Potranno paragonarsi a noi quando si faranno valere in Europa

Insomma, la consapevolezza di essere il Bayern Monaco e la convinzione di essere superiori, che si manifesta ormai storicamente anche sul mercato.

La strategia dei bavaresi è risaputa: l’avversario è forte? Indeboliscilo. Come? strappandogli i migliori. Un po’ come ha fatto la Juventus in Italia con i vari Pjanic e Higuain. D’altronde si può contare su uno strapotere economico ed un blasone che difficilmente permette alle rivali di trattenere i propri gioielli.

Il caso che fece più scalpore ai tempi fu quello di Mario Götze. L’allora giovane talento tedesco, dopo aver perso la finale con il Borussia, si trasferì proprio in Baviera per 37 milioni di euro.

La vicenda ebbe ripercussioni anche a lungo termine perché, insieme a Götze, Rumenigge cercò di prendere anche l’astro nascente Lewandowski. I gialloblu vollero dimostrare la loro forza rifiutando ogni offerta.

Mossa lungimirante? Non proprio, visto che il campione polacco ci si trasferì l’anno dopo addirittura a parametro zero. Pensarci ora, considerando il valore inestimabile del giocatore, sembra quasi follia.

Altro caso clamoroso fu quello di Hummels, protagonista del Dortmund dei miracoli di Klopp, che grazie a lui diventò grande dopo lo scarto proprio da parte del Bayern. Il forte difensore tedesco fu infatti scartato dal Monaco perché non convinceva nel suo vecchio ruolo da centrocampista centrale.

A Dortmund iniziò a giocare difensore e con Klopp diventò uno dei migliori al mondo ma non bastò: nel 2016 l’improvvisa decisione di tornare in Baviera, forse per un senso di rivalsa nei confronti di chi non credette in lui.

Nell’estate del 2019 però Mats fa ritorno in Vestfalia, in virtù del cambiamento generazionale che il Bayern ha voluto iniziare.

Cosa hanno in comune Götze ed Hummels? Che entrambi hanno fatto ritorno a casa: il primo dopo un fallimento dichiarato; il secondo da giocatore ancora più completo e maturo. A dimostrazione che, forse, non sempre vincere con il più forte ha il fascino di farlo lottando al fianco dei “più deboli”.