UEFA, Boban: “Mondiale ogni due anni idea assurda, peggio della Superlega”

zvonimir-boban

Zvonimir Boban, Head of Football dell’Uefa, ha rilasciato un’intervista a Sportweek in cui ha trattato diversi temi fra cui la possibilità di organizzare il Mondiale ogni due anni. La sua posizione è contraria a questa idea, di comune accordo con Ceferin, presidente della UEFA. Altro tema toccato da Boban è il Milan, squadra a cui l’ex calciatore croato è molto legato dato il suo trascorso in rossonero sia come calciatore che dirigente.

zvonimir-boban

Il Mondiale ogni due anni

“Io sono favorevole alle novità che migliorano il calcio, ma non bisogna essere ossessionati dal cambiamento. Questa idea del Mondiale ogni due anni di Infantino e Wenger è assurda, peggiore anche dell’idea della Superlega, e sarebbe disastrosa per i giocatori. Spaccherebbe tutte le istituzioni calcistiche, un progetto con i paraocchi che non rispetta nessuno. L’Uefa non proporrà mai un campionato europeo ogni due anni anche se le porterebbe denaro. Il calcio non è di Infantino o di Wenger, non è mio né tuo, è di tutti quelli che lo amano”.

Il cuore rossonero

“Il Milan era, è e sarà sempre un grande amore, seguo tutte le partite. Erano necessari i classici tre anni per ripartire: nel primo si fa pulizia, il secondo è quello della costruzione, nel terzo puoi competere. Quello che è successo a noi tra errori, correzioni e processo di crescita. Quando dico noi penso al Milan, a me, Maldini e Massara: una bella squadra con uno spirito forte. Di ciò che ho fatto io, non mi pento di nulla. Per amore puoi sacrificarti, ma la dignità non va svenduta mai. Sulle scelte fatte poi dal club, il tempo mi ha dato ragione e la strada intrapresa adesso è corretta. Però servono sempre ambizioni da grande Milan”.

esultanza-milan

L’addio di Donnarumma e il primo gol di Daniel Maldini

“Mi sono emozionato tanto anche io. Tutti avremmo esultato come Paolo. Nessuno come la famiglia Maldini rappresenta la storia del Milan. Meno male che Paolo è rimasto in società. È cresciuto tanto, ora è un dirigente di alto livello. È necessario, tra tanti amministratori, uomini di marketing, esperti di numeri e gente che non ama il calcio e capisce poco del Milan. Ma non è stato giusto rinunciare a Donnarumma. Non è da Milan. Fatico ad accettarlo pur essendo Maignan un ottimo portiere. Se pensiamo al Milan come grande club, allora non può perdere il migliore al mondo nel suo ruolo. Gigio è un fenomeno che può entrare nella storia del calcio. Non riesco a giustificare la sua partenza”.