Orsolini: “Futuro alla Juve? Dipenderà dalla società, ma io amo Bologna”

riccardo-orsolini

Riccardo Orsolini è sicuramente un astro nascente del nostro calcio, specie dopo una stagione fino a qui indubbiamente perfetta: 26 partite giocate con la maglia del Bologna condite da ben 7 reti e 5 assist per il classe 1997.

Domande, quindi, legate al futuro legittime: proprio in seno a ciò, ai microfoni della Gazzetta dello Sport, il giovane esterno offensivo rossoblù ha risposto in maniera chiara e precisa sottolineando sia il suo amore e attaccamento verso la città di Bologna, sia il fatto che ora la Juventus, che potrebbe esercitare il diritto di recompra sul giocatore, possa attendere.

Non solo mercato, ma tanti altri spunti sul passato, sul presente e sul futuro di Riccardo Orsolini.

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Bologna, la città dell’esplosione

Riccardo Orsolini è da tanti anni definito come un possibile crack del nostro campionato: in questa stagione in Emilia ha trovato veramente un ambiente giusto ed adatto per l’esplosione, tanto da attirare a se le attenzioni della Juventus, che lo ha ceduto al Bologna a titolo definitivo, conservandosi però la possibilità di esercitare il diritto di “recompra”.

La Gazzetta dello Sport, ha voluto un’opinione, sul Bologna e sulle voci di un approdo alla Juventus, del diretto interessato che a specifiche domanda ha così risposto: “L’ultima parola spetta alla società. Io a Bologna sto da dio, la amo, ho scelto di restare. Per il Bologna non sono sul mercato? E allora non ne parliamo nemmeno. Qui vado al campo col sorriso, mi sento importante e capisco benissimo chi gioca poco. E’ frustrante. Qui sono felice. Mi diverto. Gioco”.

Ai microfoni del quotidiano in rosa l’esterno non ha parlato solo del suo futuro nei club, ma ha anche voluto sottolineare tutto il dispiacere sul fatto che l’Europeo non si giochi questa estate e ha voluto anche lanciare un chiaro messaggio al ct Mancini per Euro 2021: “Capisco, ma sono sincero: ho rosicato. Ci credevo, mi piaceva immaginare la vita dentro una manifestazione così, in azzurro. Mancini? Non mi aveva detto nulla, ma ero ansioso di giocarmela. Continuerò a farlo”.

Orsolini ha voluto risposto anche in merito a domande al suo passato, e quella esperienza infelice e poco proficua, ma che lo ha fatto crescere a Bergamo con l’Atalanta: “Non ero pronto. Giocavo poco, una gara ogni sei, e quando entri vuoi dimostrare tutto il tuo mondo: e t’impappini. Da allora a oggi, comunque, sono cambiato tanto. Mi sento meno bambino. Sono capace di affrontare di petto le situazioni. Se c’è un problema ora lo dico. Ho imparato a rispettare educatamente tutti ma anche a farmi rispettare”.

A tutto Riccardo Orsolini, che cercherà soprattutto di confermarsi cercando di non essere influenzato dalle voci sul suo futuro. L’Italia spera che possa sbocciare definitivamente un fiore.