Borussia Dortmund, c’è vita dopo Terzic: la rivoluzione dell’allievo Sahin e il mantra del calcio ‘liquido’

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La Champions League 2024/25 è entrata nel vivo e in questi giorni sta andando in scena il secondo turno della ‘first phase’. In attesa delle partite odierne, al momento la classifica vede appena tre squadre a punteggio pieno: il Bayer Leverkusen di Xabi Alonso, la sorpresa Stade Brestois 29 di Éric Roy e il nuovo Borussia Dortmund di Nuri Sahin. In questo approfondimento ci soffermeremo sul nuovo ciclo avviato dal club giallonero, reduce dalla finale persa contro il Real Madrid nella passata stagione e da un’estate caratterizzata da numerosi cambiamenti.

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Dalla fine dell’era Terzic alla promozione del vice Sahin

L’annata 2023/24 del Borussia Dortmund ruota attorno all’incredibile cavalcata in Champions League. Inserita nel Gruppo F con Newcastle, Milan e PSG, la squadra tedesca colleziona 11 punti e si piazza al primo posto. Agli ottavi supera il PSV con un 3-1 tra andata e ritorno e ai quarti batte l’Atletico Madrid in un’epica battaglia terminata 5-4 nel totale, mentre in semifinale incontra nuovamente il PSG e si impone per 1-0 sia nel primo sia nel secondo match. Gli uomini di Edin Terzic sono quindi a soli 90 minuti dalla sorprendente vittoria di un titolo che manca dalla stagione 1996/97, ma in finale se la dovranno vedere con la regina della competizione, ovvero il Real Madrid. La sfida è equilibrata e nel primo tempo il Borussia Dortmund va più volte vicino al vantaggio; nella ripresa i tedeschi accusano la stanchezza e nel finale esce fuori tutta l’esperienza dei Blancos, i quali realizzano due reti con Daniel Carvajal al 74′ e Vinicius Jr all’83’ e conquistano la quindicesima Champions League della loro storia.

Il calcio è uno sport crudele e, come spesso accade, a vincere è il più forte. Il sogno dei gialloneri si trasforma in un incubo e successivamente i tifosi sono costretti a fare i conti con due addii pesantissimi nel giro di appena 48 ore: il 13 giugno, dodici giorni dopo la finale, l’allenatore Terzic comunica a sorpresa le dimissioni (“Ho la sensazione che la squadra debba essere guidata da un nuovo allenatore“) e poco più tardi anche la bandiera Mats Hummels saluta il club dopo 13 anni. Inoltre il 3 maggio Marco Reus, prodotto del settore giovanile del Borussia Dortmund e in prima squadra dal lontano 2012, aveva annunciato l’addio al termine della stagione.

Il BVB perde così tre pilastri ed è costretto ad avviare una vera e propria rivoluzione sia in campo sia in panchina. I piani alti della dirigenza hanno le idee chiare e optano per la soluzione interna: il 14 giugno viene ufficializzato il nuovo allenatore e si tratta di Nuri Sahin, ex calciatore dei gialloneri e vice di Terzic. Terminata l’esperienza biennale in Turchia all’Antalyaspor (prima avventura in panchina), il nativo di Lüdenscheid entra nello staff tecnico del Dortmund nel gennaio del 2024 e dopo sei mesi diventa allenatore della prima squadra a soli 35 anni.

La società crede molto in lui e la durata del contratto (accordo fino al 30 giugno 2027) ne è una testimonianza. Inizia il mercato e le richieste di Sahin vengono accontentate: arrivano Waldemar Anton e Serhou Guirassy dallo Stoccarda, Pascal Groß dal Brighton, Yan Couto dal Manchester City e Maximilian Beier dall’Hoffenheim per una spesa totale di circa 80 milioni di euro.

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Il rendimento del Borussia Dortmund di Sahin: il modulo, i punti di forza e le debolezze

L’esordio ufficiale di Nuri Sahin sulla panchina del Borussia Dortmund è datato 18 agosto 2024 e al Volksparkstadion va in scena la sfida contro il Phönix Lübeck, valida per il primo turno della Coppa di Germania. Il divario tra le due compagini è troppo ampio e all’intervallo il punteggio è di 0-3, con Anton che sigla la prima rete della nuova era. La partita termina 1-4 e il BVB inizia con il piede giusto. Una settimana più tardi arriva l’esordio in Bundesliga e si parte subito con il big match contro l’Eintracht Francoforte: Sahin conferma il suo 4-2-3-1 e la gara si sblocca al 72′ grazie all’ingresso in campo di Jamie Bynoe-Gittens, il quale chiude i conti al minuto 93 e firma il definitivo 2-0. L’impegno seguente è in casa del Werder Brema ed è avaro di emozioni, tanto che si conclude con un brutto 0-0 e con appena 5 tiri in porta totali. Nella terza giornata l’Heidenheim viene schiantato al Signal Iduna Park con un perentorio 4-2 e il buon momento di forma accompagna la squadra al debutto in Champions League contro il Club Bruges: la difesa rischia ripetutamente di subire gol ma alla fine arrivano i tre punti grazie alla super prestazione del solito Bynoe-Gittens, il quale entra dalla panchina e timbra il cartellino in due occasioni. La sfida viene successivamente chiusa dal rigore di Guirassy e, dopo un inizio positivo in campionato, anche l’avventura in Europa parte al meglio. Il 22 settembre il Borussia Dortmund è ospite dello Stoccarda e il pomeriggio alla MHP Arena si trasforma in un massacro. I padroni di casa dominano dal 1′ e umiliano i gialloneri con un clamoroso 5-1, infliggendo a Sahin la prima sconfitta stagionale e scatenando la furia del tecnico nel postpartita: “Sono mancate le basi. Abbiamo fatto male dal primo all’ultimo minuto e il modo in cui siamo scesi in campo non dipende dalla stanchezza fisica. Si possono trovare un milione di scuse ma nessuna è valida. Il Borussia Dortmund non può giocare così e non voglio mai più vedere una partita del genere”. L’impegno successivo è contro il Bochum e l’impatto è scioccante: al minuto 21 il BVB si trova sotto di due reti e il gol di Guirassy al 44′ dà il via alla rimonta. La sfida termina 4-2 per il Dortmund ma la solidità difensiva sembra ormai sparita. L’ultimo test è contro il Celtic in Champions League e la forza del reparto offensivo dei gialloneri si abbatte senza pietà sugli scozzesi: il primo tempo si chiude sul 5-1 e il trascinatore è Karim Adeyemi, autore di una tripletta. Nella ripresa il Borussia gestisce le forze ma non si ferma e va a segno in altre due occasioni fissando il punteggio sul 7-1.

A poco più di un mese dall’inizio della nuova stagione l’impatto di Sahin si può quindi definire positivo e il momentaneo primo posto in classifica in Champions a punteggio pieno con 10 reti realizzate e 1 subita aumenta ancor di più il valore del lavoro svolto dall’allenatore. Nonostante il pesante ko contro lo Stoccarda, il Borussia Dortmund si trova in quinta posizione in Bundesliga con 10 punti in 5 giornate e la vetta dista solamente tre lunghezze. Nel complesso in 8 partite Sahin ha ottenuto 6 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta con 25 gol segnati e 11 subiti.

Soffermandoci su questi dati possiamo notare che il 4-2-3-1 scelto dal tecnico valorizza particolarmente la fase offensiva (media di 3 reti a match) ma allo stesso tempo la difesa non sembra così impenetrabile (1.3 gol incassati a incontro). La motivazione principale è legata allo stile di gioco e alle caratteristiche dei calciatori: Nico Schlotterbeck è un difensore centrale che ama sganciarsi e partecipare all’azione, così come i terzini (Yan Couto su tutti), i quali si spingono spesso in avanti lasciando però scoperta in alcune occasioni la retroguardia; la mediana garantisce qualità ed equilibrio ed è composta da Emre Can e Pascal Groß, mentre la trequarti è dotata di giocatori super offensivi (Karim Adeyemi, Julian Brandt, Jamie Bynoe-Gittens e Donyell Malen) e solamente l’inserimento di Marcel Sabitzer fornisce maggiore stabilità e aiuto al centrocampo.

Il Borussia Dortmund è una squadra a cui piace avere il controllo del pallone (57% in Bundesliga, meglio solo Bayern Monaco, Stoccarda e Lipsia) ma è devastante in contropiede grazie alla velocità supersonica delle sue frecce sulle fasce. Il gioco è molto verticale e l’obiettivo è compiere transizioni rapidissime verso la porta avversaria sfruttando anche la grande capacità nell’uno contro uno degli esterni per creare superiorità numerica. Per quanto riguarda la fase difensiva il reparto deve essere molto alto (quasi sulla linea di centrocampo), motivo per cui a volte si rischiano delle imbucate o delle corse all’indietro per coprire la profondità. Inoltre una delle caratteristiche principali è sicuramente il pressing asfissiante, soprattutto nei secondi successivi alla perdita del possesso.

Il modulo di partenza, il 4-2-3-1, è solamente un riferimento iniziale dato che il calcio di Sahin può essere considerato ‘liquido’: durante la costruzione dal basso diventa un 4-2-1-3, che poi si evolve in un 3-2-5 (o 3-1-5-1) in fase di possesso, con Can che si abbassa tra i due centrali di difesa per impostare e dare maggiore qualità alla manovra. Nella fase di non possesso, invece, la squadra passa al 4-4-2, con gli attaccanti esterni che scalano sulla linea dei centrocampisti.

Nonostante Sahin sia il nuovo tecnico del Borussia Dortmund da pochi mesi è immediatamente riuscito a dare alla squadra un’identità e uno stile di gioco riconoscibile e al momento anche i risultati lo premiano. Ovviamente non si tratta dell’allenatore perfetto e probabilmente commetterà anche degli errori a causa della giovane età e della poca esperienza, ma resta senza alcun dubbio uno dei tecnici più interessanti della nuova generazione e con il tempo potrà solamente migliorare.