Cagliari, Giulini è una furia: “Se retrocediamo i big dovranno restare qui”

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È un Giulini arrabbiato, frustrato ma soprattutto deluso quello che, nelle scorse ore, ha parlato a Radiolina. Il presidente del Cagliari ha parlato della pessima stagione che sta affrontando il suo club, sottolineando come tutto ciò sia inaspettato e deludente.

Sempre Giulini però, ha anche lanciato un monito ai suoi stessi giocatori. Vale a dire che, in caso di retrocessione, sarebbero quasi costretti a rimanere in Sardegna. Vediamo le sue parole.

“Non voglio una squadra di figurine, voglio la fame”

LOTTA PER LA SALVEZZA
“I ragazzi si concentreranno nei prossimi giorni per la partita di sabato sera. È la partita della vita, in campo devono mettere ciò che non hanno messo nelle precedenti trenta partite. Noi crediamo nella salvezza ma soprattutto crediamo nella vittoria di sabato”.

CHE È SUCCESSO 
“Abbiamo fatto un percorso in cui non sono arrivate le giuste soddisfazioni. Con il cambio allenatore abbiamo fatto delle buone gare per poi ricadere nei difetti del passato. Se avessimo giocato con la Juventus come contro l’Inter il risultato sarebbe stato diverso”.

DELUSIONE E CADUTA LIBERA
“Più che delusione sono avvelenato, faccio fatica ad esprimere la rabbia che ho dentro, non tanto per il monte ingaggi. Abbiamo dei campioni, a maggior ragione non ci si aspettava di essere qui. Quest’anno si voleva fare meglio dell’anno scorso, volevamo creare un’identità, consci del contesto in cui ci troviamo e consci delle nostre debolezze. Un conto però è trovarci in cui siamo. Spero che questo furore, questa fame, questa forza di disperazione la abbiano anche i giocatori”.

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MONTE INGAGGI
“Al di là del monte ingaggi, non voglio una squadra di figurine, conta la fame con cui si scende in campo. È quello che chiedo da mesi, è quello che non ho visto ad esempio contro la Juventus. Faccio fatica a capire il perché, arrivati a questo punto della stagione, non abbiamo ancora trovato una quadra e non siamo ancora una squadra. Il tempo ormai è finito, si deve correre e giocare”.

RESPONSABILI
“La mia analisi l’avevo già fatta nel momento in cui presentai Semplici. Per salvarsi, probabilmente, ci vogliono valori diversi rispetto a chi è abituato a giocare in Champions. L’infortunio di Rog ci ha penalizzato tanto, lui era il nostro centrocampo, la nostra dinamicità. Con Radja e Duncan abbiamo trovato altre caratteristiche, diverse rispetto a quelle di Marko. C’è stato il Covid e abbiamo fatto un mese con una situazione complicata senza Nandez e senza Godin, siamo sprofondati nuovamente dopo aver trovato la quadra. Le cause sono tante”.

RASSEGNAZIONE
Secondo me non c’è rassegnazione, c’è sempre stata una reazione da parte della squadra. Qui tutti ci credono, qui vogliamo l’impresa. Non è tanto crederci o non crederci, quanto vincere sabato. Dopo la vittoria si può pensare al futuro”.

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FUTURO
“Il futuro non è da programmare adesso. Non sapendo in quale categoria si andrà a finire, si pensa a sabato. Calciatori importanti in Serie B ci saranno, non ci si può smobilitare per poi andare in Lega Pro. Non sono qui per pensare a scenari che non voglio immaginarmi”.

GIULINI AI SALUTI?
Qualche riflessione la devo fare, soprattutto perché per l’anno del Centenario mi aspettavo qualcosa di diverso. Questo non è successo, è giusto fare delle valutazioni su tutti, è giusto metterci in gioco e capire perché il nostro progetto non ha portato ai risultati sperati”.

SEMPLICI E IL CAMBIO DI ATTEGGIAMENTO
“Ho analizzato queste quattro partite. Con lo Spezia e con il Verona non abbiamo fatto prestazioni all’altezza. Questi sono i fatti. Spendiamo tante parole ma dobbiamo dare nuovamente orgoglio ai nostri tifosi facendo tre punti sabato. Ci vuole amor proprio e dignità, non va bene così. Ho sempre avuto la fortuna di camminare a Cagliari a testa alta e non mi va di avere paura, di provare vergogna”.

TIFOSI
“Dobbiamo essere forti e intelligenti e non trovare alibi. Per una squadra come la nostra, poter avere il pubblico dentro a questa piccola arena fino all’ultimo secondo sarebbe stato sicuramente diverso, avrebbe portato ad altri risultati ma dire così sarebbe giustificare il ritrovarsi in questa situazione. Gli stadi vuoti, le poche motivazioni di fine stagione, il fatto di poter giocare con meno pressioni fa sì che i ritmi diventino diversi: chi è disperato, chi ci crede veramente ha più possibilità in questo momento. Questa cosa la dobbiamo far giocare a nostro favore, non un motivo per essere con così poche vittorie”.

DAL PINO
“Non capisco cosa ci sia dietro, secondo me è una carognata. Dal Pino ha portato una grande opportunità con grande professionalità, stava a noi votare e dare approvazione. Con tutto il rispetto per il presidente della Serie B, mi auguro di avere ancora Dal Pino”.

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RIMPIANTI
“Senza nulla togliere a Eusebio, avrei voluto cambiare allenatore prima della partita contro il Torino. Pensavo che fosse arrivato il momento per una svolta. Ho preso la giusta decisione troppo tardi”.

RETROCESSIONE 2014/2015 ANALOGIE
Analogie ben poche, quella era una squadra molto giovane con tanti nuovi acquisti, con Conti e pochi altri della vecchia guardia. Una squadra senza esperienza per potersi salvare. Quest’anno, invece, abbiamo fatto un mercato dove abbiamo speso circa dieci milioni. Sia Marin che Zappa hanno dimostrato le loro qualità, di poterci dare una mano. Non penso che abbiamo sbagliato nel prendere giocatori. Abbiamo riconfermato quelli importanti dell’anno precedente e aggiunto tanta esperienza. A parte il parallelismo Zeman-Di Francesco vedo ben poche analogie. Per questo sono convinto che non finirà come allora. Sabato dobbiamo vincere, non ci sono seconde spiagge”.

GIULINI TRADITO?
“È sbagliato parlare dei singoli. Tradito dalla squadra? Mi è capitato ultimamente. Tutti i giocatori vogliono la salvezza a tutti i costi ma me lo devono dimostrare sabato. Sono avvelenati quanto me”.

MERCATO SBAGLIATO, RUOLI SBAGLIATI, ASSENZA DI UN REGISTA
“In questo momento è normale che i tifosi siano avvelenati quanto e più di me, soprattutto quelli che hanno il Cagliari nel cuore da generazioni. Sul regista posso dire che ci sono altri giocatori con le stesse caratteristiche o che nella carriera l’hanno fatto, ci sono tanti allenatori che giocano senza un play. È chiaro che se si vuole trovare il pelo nell’uovo, questa non è una squadra né da Europa né da 22 punti. Non me lo aspettavo. Se questo è successo, ci sono stati dei problemi, non sfortuna. Solo credendoci possiamo salvarci”.

CHI HA IL SANGUE NEGLI OCCHI?
“Io credo che gran parte di questa rosa quest’anno abbia performato sotto il livello, sotto le aspettative. I giocatori lo sanno e questo è il reale motivo per cui ci troviamo in questa situazione. Se tutti avessero giocato per i campioni che sono, ora non saremo qui. Sono proprio i campioni che ora devono trascinare i più giovani, questi sono i giocatori da cui mi aspetto la voglia di mettere in campo tutto ciò di cui c’è bisogno per salvarsi”.

PROSSIMO ALLENATORE
“L’allenatore ha gli stessi meriti e demeriti della squadra. In questo momento c’è una simbiosi totale, il che è una cosa positiva. L’allenatore verrà giudicato a fine stagione come ogni singolo. In questo momento non ho voglia di pianificare scenari che non siano nella massima categoria”.

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