Cagliari, Nainggolan: “Mi piacerebbe tornare a Roma. In futuro potrei diventare allenatore”

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Tempo di coronavirus, tempo di dirette Instagram. Radja Nainggolan, come molti colleghi di Serie A e non solo, ha parlato di passato, presente e futuro in diretta sul proprio profilo IG: di seguito le dichiarazioni riportate dalla Gazzetta dello Sport.

“Qualcuno a Roma ha fatto le cose a mia insaputa”

“Se ci fossero le condizioni mi piacerebbe tornare a Roma. Lì sono stato davvero bene, era il mio mondo naturale. Non c’è niente come il derby di Roma. Sono andato via perché qualcuno ha fatto le cose a mia insaputa e, visto come sono fatto, non accetto queste cose e allora ho deciso io dove andare. Coronavirus? Fosse per me tornerei a giocare, se si potesse. Stare così in casa non fa per me”.

Sul ritorno in rossoblu: “Dopo l’Inter ho scelto Cagliari perché è una piazza dove sono cresciuto, dove ho famiglia e amici e perché il presidente Giulini mi ha chiamato più volte per raccontarmi il progetto e per dirmi quanto credesse in me. Qui sono cresciuto grazie a Daniele Conti e Alessandro Agostini. Un giorno mi hanno portato negli spogliatoio, io pensavo mi volessero riempire di botte e invece mi hanno parlato. Da lì ho rigato dritto dopo un periodo complicato. Fu difficile lasciare Cagliari all’inizio, e Roma non la scelsi per i soldi ma perché amavo l’ambiente giallorosso. Mai alla Juventus? Lo penso ancora. Ho tanti amici che giocano lì, come Pjanic, ma per come sono fatto io meglio perdere uno scudetto da protagonista che vincerne 10 da riserva”.

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A proposito della stagione in corso: “Da Cagliari-Lazio è cambiato tutto. Io sapevo che prima o poi quella striscia di risultati utili doveva finire, però per il modo in cui è successo ci ha fatto perdere la fiducia. Ci può stare perdere contro la Lazio però il modo in cui è arrivata quella sconfitta ci ha lasciato qualcosa dentro. Se riprendessimo a giocare sarebbe tutta un’altra musica e sarebbe strano con le partite a porte chiuse. Scudetto? Credo che la favorita sia sempre la Juventus, ma attenzione alla Lazio che ha già fatto qualcosa di straordinario. Nel calcio mai dire mai, la Juve prima o poi dovrà perderlo uno scudetto. L’inter? Appena dietro. Sono una squadra molto diversa dall’anno scorso, molto fisica e con giocatori fortissimi come Lukaku. Conte è uno che mi ha sempre detto le cose in faccia. Fa allenamenti estenuanti e in un mese ha dato il suo volto all’Inter”.

Poi la conclusione: “Ho sempre detto che non sarei rimasto nel mondo del calcio, una volta appesi gli scarpini al chiodo. Ma in questo anno a Cagliari ho capito l’importanza per i giovani da parte dei senatori. Quindi forse mi piacerebbe allenare i ragazzi. Mia moglie? Sta molto meglio, anche se in questa situazione per lei non è facile perché ha un sistema immunitario più debole degli altri”.