Cagliari, Zenga: “Se Nainggolan resta mi bacio i gomiti”. E su Joao Pedro…

Intervistato da Tuttosport, l’allenatore del Cagliari Walter Zenga ha espresso parole di profonda stima per Radja Nainggolan. Il centrocampista belga di proprietà Inter farà ritorno a Milano, con ogni probabilità, dopo la fine del campionato. Il Cagliari e il suo allenatore tuttavia sognano la conferma.

La permanenza del Ninja e Joao Pedro

Queste le parole dello storico portiere interista: “Radja è un giocatore di categoria superiore. A me piuttosto ha stupito il fatto che non sia rimasto all’Inter. Per me lui, l’ho detto, è un giocatore da Inter tutta la vita e sappiamo benissimo che a Cagliari è di passaggio: se poi il passaggio dovesse durare un altro anno, beh mi bacerò i gomiti. In caso contrario farò sempre il tifo per lui perché, conoscendolo, ho trovato proprio una bella persona“.

Su Joao Pedro: “Il problema è che piace a molti ma piace soprattutto… al Cagliari. Noi ce l’abbiamo e ce lo teniamo stretto. La cosa buffa piuttosto è un’altra: sento parlare di un mercato ristretto che si aprirà a settembre, ma la verità è che il mercato è sempre aperto e questo per noi allenatori è un bel problema. Però questo dipende anche dalle persone e vi posso assicurare che Joao Pedro in questo momento è arrabbiatissimo, ma perché non potrà giocare a Verona. Questo dà l’idea del senso di appartenenza che ha maturato per il Cagliari e della voglia che ha di finire bene una stagione che per lui può essere straordinaria“.

radja-nainggolan

Il momento

Il seguito l’allenatore ha continuato l’intervista: “Sono uno che cerca di trovare soluzioni piuttosto che pensare ai problemi. Mi sono ritrovato in un momento delicatissimo per tutto il paese ed, essendo chiuso tutto, non potevo tornare a Dubai dove vive la mia famiglia. Quindi ho eletto Asseminello come domicilio e sono stato lì con Max Canzi che è il mio secondo, con Gianni Vio, che è il preparatore per le palle inattive, e con il ds Carli. Abbiamo fatto lavoro di squadra anche perché, stando in quattro sotto lo stesso tetto, era difficile che tutti fossimo giù di morale. Abbiamo così pensato di sfruttare questo tempo per conoscere in profondità un gruppo che ha molto valore, ma dovrebbe credere ancora di più in sé stesso. I cinque cambi? Credo siano un aiuto in più se una squadra che ha giocatori che più o meno si equivalgono“.

Il rapporto con i giocatori e Maran

La fortuna di aver girato il mondo mi aiuta nel approccio con i ragazzi: io propongo, non impongo nulla. E so sempre adattarmi immediatamente a tutte le cose, quindi siamo entrati subito in sintonia. Chi vorrei allenare? La mia è una risposta da ruffiano. I giocatori che ho trovato qui a Cagliari non li cambierei con nessuno in questo momento”. Maran? Sarebbe tanta roba riuscire a ripetere quanto fatto da Rolando nella prima parte di stagione. A lui va tutto il mio rispetto per come ho trovato la squadra“.

Il sogno europeo e il futuro

Io sono appena arrivato e devo pensare solo a dare tutto quello che ho e a far sì che la mia squadra in campo possa dare battaglia. Però quando hai un sogno e una strategia magari l’obiettivo non arriva subito ma col tempo. E il Cagliari possiede una bellissima struttura, grandi idee e una società giovane e brillante“.

E poi: “Se un allenatore riuscisse a stare a Cagliari per due-tre anni potrebbe fare grandi cose. Quest’anno fa 100 anni di storia e io 100 panchine da allenatore ed è chiaro che mi piacerebbe essere qui quando lo stadio sarà inaugurato. Ma quello che succede domani è solo conseguenza di quello che si fa oggi“.

Balotelli

Infine gli è stato chiesto se allenerebbe un giocatore come Mario Balotelli: “Perché no. Non vedo perché uno debba porre dei paletti senza nemmeno conoscerlo un giocatore“.