Antonio Cassano: storia di una fenice troppo spesso tornata cenere

L’epilogo più triste per una carriera costellata dai rimpianti. Antonio Cassano ha dato ufficialmente il suo addio al calcio giocato. Troppo pesante a 35 anni tornare sul campo ed essere così lontano dalla sua famiglia. Soprattutto dopo un anno passato nel salotto di casa sua. L’opportunità calcistica offertagli romanticamente dall’Hellas Verona è stata ripagata con un nulla di fatto.  La “cassanata” più grande che mette la parola fine alla carriera di uno dei più grandi talenti sprecati del nostro calcio.

Le fasi del percorso calcistico di Fantantonio assomigliano molto all’iter moto-meccanico delle montagne russe. Periodi rosei alternati a picchi di irrisoluta capacità di autogestirsi, insieme ripercorriamo le varie tappe del suo tragitto.

LA BARI E LA ROMA

Parte tutto da lì, dalla sua Bari. Un ragazzo prodigio, “l’erede di Baggio” diceva qualcuno. Quel ragazzino nato nel quartiere di San Nicola ci sapeva fare con il pallone. La Juventus e la Roma se ne accorgono ed iniziano le trattative. Sono i giallorossi a spuntarla: Cassano passa alla Roma per 50 miliardi di vecchie lire e la comproprietà di Gaetano D’Agostino. Nella Capitale il frutto ancora acerbo del talento pugliese matura, le giocate di coppia con capitan Francesco Totti sbalordiscono tutto il palcoscenico internazionale. Più avanti con gli anni il protagonista di questa storia si rammaricherà dicendo: “Se avessi dato retta ai consigli che mi aveva dato ‘Checco’ avrei fatto tutt’altro tipo di carriera“.

LA FIGURACCIA COL REAL E LA RINASCITA A GENOVA

Nel 2006, dopo tantissime voci di mercato, Antonio passa al Real Madrid per 5 milioni di euro. A soli 23 anni il fantasista si ritrova in mano la più grande opportunità della sua vita. A quell’età “Los Blancos” sono già un punto d’arrivo, un treno che potrebbe non passare più. Al ritiro pre-campionato Cassano si presenta sovrappeso e con una forma davvero scadente. La sua esperienza spagnola terminò ben presto quando venne messo fuori rosa dallo stesso Fabio Capello che lo aveva avuto in quel di Roma. Dopo il biennio su suolo iberico, l’ormai 25enne fa ritorno in Serie A, di preciso alla Sampdoria. Qui Cassano vive probabilmente la sua miglior stagione da professionista. Con Giampaolo Pazzini formano una coppia-gol che rimarrà nella storia. I due calciatori e amici fuori dal campo trascineranno, di fatto, i blucerchiati ai preliminari di Champions League. Un duro screzio avvenuto con il presidente Garrone porrà fine anche a questa straordinaria fase della sua carriera calcistica.

L’INCOMPIUTEZZA DELLA FASE MILANESE E IL PASSAGGIO AL PARMA

Negli anni successivi Fantantonio passa dal Milan all’Inter come se nulla fosse. Ma le prestazioni offerte in Liguria sono ormai un lontano ricordo. Come una fenice che si rialza dalle proprie ceneri, nel 2013 Antonio Cassano rinasce grazie al Parma. In tutta la stagione coi crociati mette a segno ben 12 gol e 7 assist contribuendo significativamente al sesto posto raggiunto dalla squadra allenata da Roberto Donadoni. L’eterno incompiuto sembra finalmente aver trovato la giusta dimensione per esprimere tutto il suo potenziale. Complice l’imminente fallimento della società, l’attaccante barese rescinde non appena possibile il suo contratto con il club di Ghirardi.

IL RITORNO ALLA SAMP E L’ULTIMO ATTO VERONESE

Dopo quattro anni e mezzo dalla sua dipartita, Cassano e la Samp ufficializzano il tanto atteso ritorno. Crescono gli abbonamenti, in città scatta un entusiasmo contagioso. Aspettative che verranno deluse. Antonio non è più lo stesso e Massimiliano Ferrero lo mette fuori dai piani tecnici della squadra. Il patron dei liguri gli propone un ruolo da dirigente sampdoriano che il numero 99 non esista a rifiutare. Il resto è roba dei giorni nostri. Antonio torna a giocare dopo un anno sabbatico. L’Hellas riforma la coppia con il “Pazzo” al quale aggiunge pure Alessio Cerci. Ci sono tutti i presupposti per finire bene il proprio percorso calcistico lasciando un buon ricordo di sé. Un piccolo barlume di speranza all’inizio, qualche sparuta giocata incantevole, i primi tentennamenti, il passo indietro e la decisione definitiva.

Antonio Cassano lascia ufficialmente gli scaligeri e smette con il calcio giocato. Una decisione fatta risalire alla sofferta lontananza dai suoi cari. Noi sappiamo che c’è qualcosa in più. L’ultimo giro di montagne russe si è fermato ancor prima di cominciare: l’ultima ‘cassanata‘, l’ultimo colpo di scena prima che si chiuda definitivamente il sipario…