Certi amori regalano un’emozione per sempre: Licata, una storia da raccontare

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Licata è un comune siciliano di circa 37 mila abitanti e, in ogni angolo della città, si respira tanta aria di calcio, specialmente nelle ultime settimane. Circa due mesi fa, la redazione di Ok Calciomercato vi aveva accompagnato nei meandri di un’altra piccola realtà del calcio siculo, Gela. Adesso, ci spostiamo di 33 km verso Agrigento e facciamo sosta proprio nel piccolo centro di Licata, perché anche li c’è una grande storia da raccontare.

Dal nulla alla Serie B: un’emozione per sempre

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Licata nasce ufficialmente nel 1931 grazie ad alcuni studenti che avevano conosciuto il calcio grazie a marinai svedesi. Per quale motivo, vi chiederete voi? Semplicemente perché questi ultimi importavano lo zolfo estratto dalle miniere dell’agrigentino, difatti a essi viene affidata la scelta dei colori sociali: il giallo e il blu della bandiera svedese.

I primi decenni di vita della squadra sono abbastanza piatti: le aquile, infatti, si districano nel campionato di Promozione interregionale fino allo “sbarco” in Serie D del 1981. Da quell’anno, i gialloblu vivranno una gioia dopo l’altra: dalla promozione in C2 un anno dopo fino all’arrivo in C1 nel 1985 grazie all’ottimo lavoro di un giovanissimo Zdenek Zeman in panchina. La cavalcata dei siciliani non finisce di certo lì, perché tre anni dopo arriva l’apoteosi: la conquista della Serie B. L’annata trascorsa nella seconda serie del campionato italiano di calcio regala un misto di emozioni indimenticabili ai supporters licatesi. Le innumerevoli vittorie ottenute nel girone di ritorno permettono alla compagine di ottenere un nono posto che ha del clamoroso viste le aspettative iniziali. A partire dall’anno successivo, però, il Licata vivrà un declino clamoroso che lo riporterà a galleggiare nelle serie inferiori; una cosa, però, è certa. Come cantava Eros Ramazzotti nel 2003: “certi amori regalano un’emozione per sempre, momenti che restano così impressi nella mente”. Ovviamente, in questo caso, non si tratta di una storia d’amore tra un uomo e una donna, bensì del rapporto tra tifosi e la squadra della propria città che, nel proprio DNA, non ha di certo lo stampo di un undici da vertici del campionato italiano. La Serie B, quindi, resterà un traguardo indimenticabile, ma difficilmente raggiungibile di nuovo. Rimarrà, comunque, un’emozione per sempre.

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Il ritorno nell’oblio

Dalla retrocessione in C1 del 1990, come anticipato, il Licata torna nei bassifondi del calcio italiano senza mai riuscire a risalire. Più precisamente, i gialloblu a partire dagli anni 2000 alternano presenze tra Promozione, Eccellenza e Serie D fino al fallimento del 2014. La squadra sicula, dopo la retrocessione in Eccellenza ottenuta sul campo al termine della stagione 2013-14, non presenta la domanda di iscrizione al campionato entro i termini stabiliti e viene, dunque, radiata. Agli inizi dell’annata sportiva successiva, una cordata di imprenditori licatesi acquista il titolo dell’Accademia Empedoclina, società di Porto Empedocle, trasferendolo a Licata e ripartendo dal campionato di Promozione. In sole quattro stagioni, le aquile della provincia di Agrigento ritrovano ossigeno e luce: con il primo posto conquistato in Eccellenza nel 2019, la Serie D diventa (di nuovo) realtà.

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La stagione odierna

Il Licata, per la stagione 2019-20, viene inserito all’interno del girone I di Serie D insieme al Palermo appena fallito. Già dagli albori i tifosi licatesi conoscono le difficoltà e le insidie di questo campionato, sopratutto per una neopromossa con poche certezze in tasca. Alla guida c’è il mister Giovanni Campanella che, nelle prime sei giornate, porta a casa dei risultati sorprendenti. Quattro vittorie e due pareggi; un inizio niente male per una squadra che ha come obiettivo principale la salvezza. Le successive due sconfitte contro le prime della classe Savoia (in casa) e Palermo (al Barbera), però, rallentano la marcia dei gialloblu che, nelle seguenti due uscite, porteranno a casa solamente un punto contro l’ACR Messina tra le mura amiche. Le aquile non ci stanno e tornano a spiccare il volo grazie a tre vittorie consecutive contro Troina, Acireale e San Tommaso fino allo stop subito in Calabria contro il Castrovillari per 2-0. Il Licata chiude, poi, il girone d’andata con due vittorie e un pareggio contro Marsala (4-2), Roccella (1-1) e Marina di Ragusa (2-1), totalizzando nel complesso ben 31 punti in 17 giornate; un bottino niente male per conquistare una salvezza tranquilla e sperare, addirittura, nei playoff. Al giro di boa, le aquile perdono colpi conquistando soltanto quattro punti nel medesimo numero di uscite, ma la classifica è talmente corta da farle rimanere sempre in agguato per gli spareggi promozione. La quinta giornata di ritorno vede i siculi perdere con un pesante 2-0 sul campo del Nola, facendo crollare quelle tante certezze che si erano venute a creare nello spirito della squadra e dei tifosi. Il sesto ed il settimo turno portano due risultati opposti: prima lo spumeggiante 5-1 conquistato al Dino Liotta di Licata contro il Corigliano, poi la batosta del Giraud di Torre Annunziata contro il Savoia per 4-0. I supporters gialloblu non sanno più cosa pensare: è un problema di testa o di organico? Al turno successivo arriva il Palermo ormai con un piede e mezzo in Serie C: si prospetta un massacro rosanero in quel di Licata con conseguente addio al sogno playoff promozione per la squadra di Giovanni Campanella. Il calcio, però, ci ha insegnato quanto possa essere strano ed incomprensibile.

Licata-Palermo: una festa a tema playoff

Domenica 23 febbraio 2020 non è un giorno come tutti gli altri per la città di Licata, perché trenta lunghi anni dopo il Palermo torna a far visita ai gialloblu. Come detto, i rosanero sono primi in classifica a +7 dal Savoia secondo, dunque con un piede e mezzo in Serie C in un campionato dove hanno perso pochissimi punti fino ad allora. Il Licata è settimo a quota 38 punti a -5 dalla zona playoff e vincere vorrebbe dire avvicinarsi ancora di più a quello che all’inizio della stagione era solo un sogno. Il Dino Liotta è pieno, 5.000 anime sono pronte a scatenare una grande festa. Il match parte subito a vele spiegate grazie a un goal da cineteca di Gabriele Daniello che, con un missile di controbalzo dal limite destro dell’area di rigore, trova l’incrocio dei pali e fa 1-0 per i padroni di casa all’undicesimo minuto. La prima frazione si chiude con poche altre azioni degne di nota e con un Palermo in totale balia di sé stesso. Il secondo tempo, invece, vede gli ospiti all’attacco alla ricerca del goal del pareggio prima con un sinistro di Floriano da posizione defilata in area di rigore respinto dal portiere licatese Ingrassia e poi con una traversa di Ficarotta a seguito di un sinistro da fuori. Il Palermo continua ad asfissiare i padroni di casa costringendo ad una serie di parate il numero 1 gialloblu sempre impeccabile. Al minuto 83, però, arriva un fulmine a ciel sereno per la squadra del capoluogo siculo. Cassaro recupera un pallone sanguinoso all’altezza del centrocampo, serve poi Daniello che tocca per Civilleri il quale, con un filtrante a tagliare mezza difesa rosanero, scova l’accorrente Convitto che con un pallonetto morbidissimo trafigge Pelagotti e fa esplodere il Liotta. 2-0 per il Licata e partita in ghiaccio, la grande festa può ufficialmente cominciare. Passano inesorabili i 7 minuti più recupero restanti e l’arbitro fischia tre volte. Scacco matto alla capolista e tre punti fondamentali per rincorrere il sogno playoff in cassaforte. Adesso le lunghezze di distacco dal Troina quinto sono soltanto due, tutto è di nuovo possibile.

Il piccolo grande comune siciliano ora sogna e lotta con le unghie e con i denti pallone dopo pallone, partita dopo partita. Prima di questa stagione nessuno avrebbe scommesso un soldo su questo undici, un team che adesso si ritrova ad un passo da una zona spareggi che fa sognare, che fa tornare alla mente dei suoi tifosi quelle emozioni vissute trent’anni prima con la Serie C e poi con la Serie B. Mancano ancora tante partite e una serie di sconfitte può mandare tutto all’aria, ma come ci hanno esortato gli Aerosmith: “Dream on”. Continua a sognare, Licata; tutto è possibile.