Champions League: Juventus, il bicchiere è mezzo pieno?

Compleanno amaro per la Juventus, che il primo novembre ha festeggiato i suoi 119 anni di storia. Pareggio 1-1 in casa con il Lione e bianconeri costretti a rimandare i festeggiamenti per il passaggio del turno. Allegri: “risultato positivo”.

HIGUAIN NON BASTA, JUVENTUS FRENATA DAL LIONE

Partita ostica per la Juventus, che pure era riuscita a passare in vantaggio al 12’ grazie al rigore messo a segno da Higuain, a quota 8 in stagione. Padroni di casa che vedono svanire la qualificazione anticipata all’ 84esimo, a causa del pareggio di Tolisso che devia la punizione dalla trequarti di Ghezzal. La Juve perde la testa della classifica, complice la vittoria casalinga per 4-0 del Siviglia sulla Dinamo Zagabria, fanalino del girone con 0 punti e 0 gol fatti. Trasferta importante ma non decisiva, quella al “Sanchez Pizjuan”, che  Torino non evoca bei ricordi: proprio in quello stadio lo scorso anno i bianconeri persero la testa del girone, venendo poi sorteggiati  da secondi in classifica con il Bayern Monaco.

Il match contro i francesi avvicina la Juventus alla fine del tour de force iniziato dopo la sosta per le nazionali, e che avrà il suo epilogo domenica, con la trasferta di Verona. Tour de force cominciato il 15 ottobre, che ha visto i bianconeri affrontare nell’ordine: Udinese, Lione, Milan, Napoli, ancora Lione e appunto Chievo il 6 novembre. 7 partite in 22 giorni, quasi una ogni tre. Dopodiché terza pausa stagionale per le nazionali; per Allegri è sinonimo di tempo prezioso per ricaricare le batterie, magari recuperare qualche infortunato e riordinare le idee.

Il match di ieri sera ha messo in evidenza carenze e virtù della compagine bianconera, andiamo ad analizzarle.

Cosa va – Il risultato. Secondo Allegri troppo spesso ci si dimentica di quanto in coppa sia importante fare sempre punti; ai microfoni di PremiumSport parlerà di “Risultato positivo che permette di non giocarsi tutto nella partita di Siviglia”. Dopotutto, ammette il tecnico toscano: “La Champions si vince a maggio, né ora né tra un mese”. Molto buona la prestazione di Marchisio (seconda partita in 7 giorni per lui) tornato in condizione dopo 6 mesi fermo ai box. Allegri può essere soddisfatto di come la squadra abbia reagito al cambio di modulo, con Pjanic più a suo agio nel ruolo di trequartista. Seconda marcatura consecutiva per Higuain, che sembra iniziare a trovarsi in sintonia con il compagno di reparto Mario Mandzukic. Prestazione grintosa quella del croato (4 palloni recuperati nella metà campo difensiva).

Cosa non va – Marchisio a fine gara commenterà amaro: “Dovevamo portare a casa la partita ma era importante non perdere. Stanchezza? Ci può stare”. Proprio la condizione fisica è uno dei punti dolenti per la Juventus. È normale che dopo un mese passato a questa intensità la squadra ne risenta, soprattutto se l’infermeria continua ad essere punto di ritrovo per parecchi giocatori. Il reparto offensivo è quello che più ne ha risentito, con Allegri costretto a schierare gli stessi due attaccanti per tre partite. La mancanza di un’alternativa offensiva si fa sentire sul resto della squadra. La Juventus rischia troppo e i 5 gol subiti nelle ultime sei gare non sono una casualità: la squadra non è brillante e non riesce a tenere un’intensità alta per tutti i 90’. Ovviamente per una squadra costruita per essere competitiva proprio in questi casi, infortuni e stanchezza non possono essere un alibi. Da sottolineare il quarto gol stagionale subito da palla inattiva, troppi per una squadra che fa della fisicità una delle sue armi.

La sosta rappresenta ossigeno puro per la Juventus, che per arrivarvi dovrà prima affrontare lo scoglio rappresentato dal Chievo Verona. Trasferta notoriamente ostica che però rappresenta il culmine delle fatiche dei bianconeri.