Che cos’è l’ischemia cerebrale, la patologia che ha colpito Zeman?

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Zdenek Zeman, ex allenatore di Foggia, Lazio, Roma e Pescara, è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma a causa di un’ischemia cerebrale. Il 77enne ha accusato problemi respiratori e le sue condizioni, pur essendo stabili, richiedono ulteriori esami. Lo scorso ottobre, il boemo aveva già subito un ictus che gli aveva provocato una parziale emiparesi al braccio destro. Secondo il direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale in cui è ricoverato, Alessandro Olivi, il tecnico è vigile e comprende la situazione, anche se fatica a parlare. Risponde ai medici con cenni del capo e collabora durante le cure, ma non è ancora chiaro se riuscirà a recuperare completamente il linguaggio. I medici restano cauti e monitorano attentamente la sua condizione, in attesa di ulteriori test per capire l’entità dei danni cerebrali e il potenziale recupero. Esattamente, però, che cos’è un’ischemia cerebrale e, soprattutto, che cosa comporta, come si previene e si cura? Scopriamolo insieme

Che cos’è un’ischemia cerebrale

L’ischemia cerebrale si verifica quando il cervello non riceve abbastanza sangue per soddisfare le sue necessità di ossigeno, il che può portare alla morte del tessuto cerebrale e, se non trattata, a un ictus ischemico. Esistono due tipi di ischemia: focale, che colpisce una zona circoscritta a causa di un trombo o embolo, e globale, che coinvolge più aree del cervello a causa di una diminuzione o blocco del flusso sanguigno. Tra le cause più comuni ci sono l’aterosclerosi, le malattie cardiache (come la fibrillazione atriale), e la patologia dei piccoli vasi, spesso associata a ipertensione e diabete. Tra i sintomi principali si annoverano disturbi visivi, difficoltà nel parlare e muoversi, debolezza a un lato del corpo e perdita di coscienza. È fondamentale un trattamento tempestivo per prevenire danni permanenti.

Come si previene?

Per prevenire l’ischemia cerebrale, è fondamentale adottare uno stile di vita sano: evitare il fumo, mantenere un’attività fisica regolare, controllare il peso corporeo e limitare il consumo di alcol. Un’alimentazione equilibrata, povera di sale, è altrettanto importante, così come il monitoraggio costante della pressione sanguigna e della glicemia. Superati i 50 anni, è consigliabile sottoporsi a un’ecografia delle arterie carotidi e fare un elettrocardiogramma, insieme a una visita cardiologica. In presenza di fattori di rischio specifici, il medico può prescrivere trattamenti preventivi, come farmaci antiaggreganti o anticoagulanti, per ridurre il rischio di eventi ischemici.

Come si cura?

La terapia acuta per l’ischemia cerebrale prevede l’assunzione di farmaci che devono essere somministrati entro 4 ore e mezza dall’evento per favorire la riapertura del vaso ostruito. Dopo questo periodo, vengono utilizzati farmaci antiaggreganti o anticoagulanti, con monitoraggio continuo della pressione sanguigna e della glicemia. Un aspetto cruciale del trattamento è la riabilitazione, che deve essere avviata il più presto possibile per favorire il recupero delle funzioni motorie e cognitive compromesse. Un intervento tempestivo e un adeguato supporto medico sono fondamentali per ridurre i danni permanenti.