Succede sempre nel calcio. Ogni volta che un nuovo talento emerge al grande pubblico, viene sempre etichettato come “il nuovo qualcun’altro”. Capita sempre. 15 anni fa Messi era “il nuovo Maradona”. 10 anni fa un certo Bojan Krkic era “il nuovo Messi”. E capita sempre, per tutti i ruoli. Quasi 25 anni fa Buffon era “il nuovo Zoff”. 8 anni fa Simone Scuffet era per tutti “il nuovo Buffon”. Da qualche stagione Gigio Donnarumma è “il nuovo Buffon”. Insomma, avete capito l’antifona.
Dalla Spagna, come ormai risaputo, non sono di certo io che vi informo a riguardo, viene annunciato che Messi lascerà il Barcellona. Quantomeno la prossima stagione a meno di clamorosi cambi di rotta. Allora viene subito da pensare cosa ci sia nel futuro dei blaugrana. Riavvolgendo il nastro della storia ricordiamo come, quando Ronaldinho lasciò il Barca per accasarsi al Milan, a prendere il suo posto (e il suo 10) ci fosse proprio la Pulce, Leo Messi. Catapultiamoci già nel futuro e pensiamo ora a cosa accadrà tra qualche mese. Quando Messi lascerà la Catalogna, chi prenderà la sua 10? Chi prenderà il suo posto? Proviamo a rispondere.
Ok, dai. La risposta la sapete. Nessuno. Nessuno può prendere il posto di Messi. Però in campo un calciatore a sostituire l’argentino ci dovrà andare. Il posto da “nuova stella” è già occupato. Un ragazzo spagnolo, ma di origini guineane, è pronto a diventare la nuova punta di diamante del Barça. Classe 2002. Una sola stagione per farsi conoscere e il progetto blaugrana che potrebbe (e dovrebbe) essere incentrato su di lui: Ansu Fati.

Chi è Ansu Fati?
Riassunto breve. Anssumane Fati Viera nasce a Bissau il giorno di Halloween del 2002. Nella famiglia Fati il calcio è vita. Il padre, Bori Fati, era anch’egli un calciatore, e anche abbastanza famoso in Guinea Bissau. Come detto, per questa famiglia il calcio è vita. A dimostrazione di ciò è il 2007 quando il fratello maggiore, Braima, viene scelto dagli scout del Siviglia. Occasione d’oro per il ragazzo e per tutta la sua famiglia che infatti sfrutta l’opportunità e si trasferisce definitivamente a Siviglia.
3 anni più tardi anche il piccolo Ansu viene scelto per entrare nelle giovanili del Siviglia, a 8 anni. Passano altri 730 giorni circa e Ansu Fati viene prelevato dalla cantera più importante e famosa di tutte, quella del Barcellona e continuerà a fare tutta la trafila del settore giovanile con la maglia blaugrana.
Arriviamo ad un anno e mezzo fa. Marzo 2019, a 16 anni Ansu Fati viene convocato per la prima volta con il Barça B. Non scende però in campo e, a dirla tutta, rimarrà anche l’unica convocazione con la squadra. Tutto sommato ci sta, ha soltanto 16 anni, deve ancora crescere. Succede qualcosa però quell’estate. Nel ritiro pre-stagionale il Barcellona, quello “dei grandi”, quello di Messi e Suarez per intenderci, ha bisogno numericamente di giocatori per allenarsi e ovviamente, come succede ovunque, tanti giocatori del settore giovanile si aggregano al gruppo squadra.

E Ansu Fati viene chiamato e si allena con loro. E loro, quando lo vedono giocare, rimangono stupiti.
“Quanti anni ha il ragazzo?”
“16!”
“Come 16? Ma non è possibile. Questo è bravo davvero. Questo deve giocare qui con noi”.
Detto fatto. Ansu Fati è nella prima squadra del Barcellona, direttamente dalla cantera ma senza aver giocato con il Barca B. A 16 anni.
La sua “carriera” al Barça
Agosto, prima partita di Liga. Non convocato. Alla seconda giornata non solo è convocato, ma esordisce anche, sostituendo l’ex blaugrana, ora romanista, Carles Perez. Non fa molto eh, 12 minuti per mettersi in mostra, la partita poi è già sul 5-2. Ma, grazie a quei 12 minuti, Ansu Fati diventa, a 16 anni e 298 giorni, il secondo più giovane calciatore del Barcellona ad esordire in prima squadra.
Passa una settimana, questa volta il ragazzo viene buttato nella mischia ad inizio secondo tempo. Neanche 5 minuti e fa gol. Diventa così il più giovane marcatore del club blaugrana. Finisce agosto, come al solito c’è la pausa per le nazionali in mezzo. Il Barca ricomincia il 14 settembre. In casa contro il Valencia. Fati parte da titolare e ricomincia da dove si era fermato 2 settimane prima. Passano 2 minuti ed è già gol. Di nuovo. Ne passano altri 5…assist. Bastano 7 minuti e la gara è già indirizzata. Indirizzata da Ansu Fati. Partita che poi finirà 5-2, ma questi sono solo dettagli. Il ragazzo stabilisce un nuovo record: è il più giovane calciatore in Liga ad aver segnato e fornito un assist nella stessa partita.

Andiamo un paio di mesi più avanti e cambiamo competizione. Parliamo di Champions League e sapete già cosa sto per dire. È il 10 dicembre ed un Barcellona molto più che rimaneggiato avendo già vinto il suo girone va a fare visita all’Inter che invece quella partita deve vincerla. La partita va male però, perché tra l’Inter e la vittoria si mette di mezzo il solito Ansu Fati. Gol e 2-1 che frantuma i sogni Champions dell’Inter. A 17 anni, 1 mese e 10 giorni e potete già immaginarlo: è il più giovane calciatore ad aver segnato una rete in Champions League.
Ma i suoi record non finiscono mica qui. Perché appena una settimana dopo si gioca El Clasico e Ansu Fati entra in campo. E diventa il più giovane calciatore ad aver giocato questa partita. Dai vi prometto che con il dire di questi record ho quasi finito. Manca solo che ad inizio febbraio contro il Levante segna una doppietta e diventa il più giovane ad averla fatta in Liga.
E poi per quanto riguarda la nazionale esordisce il 3 settembre, diventando il più giovane a giocare con la maglia delle Furie rosse. 3 giorni dopo segna anche, a 17 anni e 311 giorni, il suo primo gol. Diventando il più giovane marcatore nella storia della Nazionale Spagnola. Roba da tutti i giorni insomma.
Una sola stagione, così tanti record, 33 presenze e 8 gol. A 18 anni non ancora compiuti.
Il nuovo Messi o il nuovo Bojan?
Qualcuno che era partito così forte a Barcellona lo hanno già avuto. Anche più di uno. In ordine cronologico è il 2005 quando un ragazzino argentino incanta il Camp Nou con le sue giocate e i suoi gol. Ha il numero 30 sulle spalle e il suo nome è Lionel Messi. A suo tempo era diventato lui il più giovane calciatore a segnare e giocare con il Barca. Non vi racconterò la storia di Messi in questo pezzo. Non basterebbe un libro per raccontare le sue gesta.

Però posso dirvi che appena 3 anni dopo, siamo nel 2008, Messi era già il Re di Barcellona. Si era preso la 10 del Gaucho Ronaldinho e la squadra sulle sue spalle. Nella “Masia” intanto c’era un ragazzo che faceva vedere cose pazzesche. Lui è spagnolo ed è alto esattamente quanto Messi. Nei suoi 8 anni trascorsi lì segna 648 reti in partite ufficiali, con una media di 3 gol a partita, affermandosi come il miglior realizzatore nella storia della cantera catalana. Parliamo di Bojan Krkic, ricordato da tutti come “il nuovo Messi”. Che poi con Leo era anche cugino di quarto grado. Ma torniamo al calcio giocato.
Il ragazzo parte molto forte, ma poi si spegne. Bojan diventa, a 17 anni e 25 giorni, il più giovane esordiente nella storia della Champions League. Conquista altri due primati di precocità della storia del Barça: diventa il titolare più giovane e, grazie al gol segnato al Villareal, è a 17 anni e 2 mesi, il più giovane marcatore nella Liga, battendo il precedente record detenuto da un certo Lionel Messi. A novembre segna il suo primo gol al Camp Nou diventando il più giovane giocatore del Barça a segnare nello stadio di casa. Il 1º aprile arriva anche la prima rete in Champions League, nell’andata dei quarti di finale contro lo Schalke 04, che lo fa diventare il secondo più giovane marcatore nella storia della Champions.
E poi stop, inizia la sua lenta decadenza, a 18 anni appena compiuti. Certo, trovare spazi nel Barcellona quando a contendersi il tuo posto ci sono Messi, Ibrahimovic, Henry e Pedro non è di certo la cosa più semplice del mondo, ma da Bojan, vista la sua carriera nelle giovanili, ci si aspettava qualcosa di più. Chiude la sua carriera al Camp Nou con 41 gol in 163 match.

Dopo 4 anni tra “i grandi” Bojan lascia la catalogna e inizia a girare per l’Europa. Roma, Milan, Ajax, Stoke City, Mainz, Alaves, ancora Stoke e adesso Montreal. Bojan si è letteralmente perso tra le città d’Europa in un calcio che forse neanche lo vuole più. Correndo dietro un pallone e ad un calcio che di lui ricorderà solo l’etichetta di “nuovo Messi” e lo sancirà probabilmente come uno dei giocatori più sopravvalutati della storia. Si contende questo primato forse solo con “il nuovo Pelè” Freddy Adu, ma non è questo lo spazio per parlarne.
Chi sarà Ansu Fati?
E allora chi sarà Ansu Fati? Quale sarà il suo futuro? Seguirà le orme di chi? Sarà il più forte calciatore della sua generazione o ne sarà il suo più grande flop? Sicuramente i numeri, i record e le giocate sono da predestinato. Ma solo questo non basta, serve soprattutto la costanza. Solo il tempo potrà dirci se Ansu Fati alla fine sarà “il nuovo Messi” oppure “il nuovo Bojan”. Ciò che però è certo e che soprattutto dobbiamo capire è che Ansu Fati sarà sicuramente “l’unico Ansu Fati”.


