Come sta andando Icardi al PSG

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Mauro Icardi ha rappresentato uno dei nomi più caldi dell’ultima sessione di calciomercato. Oggetto del desiderio (ma anche misterioso) di molte squadre europee è passato al PSG il 2 settembre. Proprio i parigini sono riusciti a convincere l’argentino, cercato anche da Juve, Roma e Napoli, ad abbracciare la causa francese.

Le notizie circolate circa il suo futuro nella stagione estiva sono state le più disparate, da chi ipotizzava uno scambio con Dybala a chi invece uno con Dzeko. Da non dimenticare le supposizioni di chi diceva sarebbe andato a giocare in Cina. Tante voci ma un’unica certezza: Icardi non avrebbe fatto parte del progetto di Antonio Conte, come esplicitato dal tecnico salentino sin dal primo momento.

Le cause del divorzio

Capire le cause del perché l’attuale mister nerazzurro si sia voluto privare di un calciatore così forte è difficile, considerando anche la scarsa presenza in rosa di calciatori offensivi. Senza malizia si potrebbe parlare di semplice scelta tecnica dal momento che Conte ha sempre amato giocare con centravanti di peso, che interpretassero il ruolo del numero 9 in modo moderno.

A tal proposito si ricordi che negli anni scorsi Icardi quando non segnava è sempre stato accusato di essere troppo assente nella partita, incapace di incidere nel match con sponde e assist. Se a ciò si aggiungono le problematiche apportate allo spogliatoio dall’argentino (e non solo da lui) è facile capire perché allenatore e società l’abbiano voluto allontanare. Sappiamo quanto l’ex Chelsea tenga alla coesione dei suoi uomini e non è un caso che insieme all’attuale centravanti del PSG siano stati allontanati anche Perisic e Nainggolan, considerati i principali fautori della spaccatura della squadra lo scorso anno.

“Lauta-ku” per non rimpiangere Icardi

Col senno di poi la scelta di passare dal Duomo ai Champs Elysees ha portato dei vantaggi ad ambedue le squadre. Il nuovo spogliatoio nerazzurro crede perfettamente nel suo tecnico così come l’attacco sta dando i suoi frutti. La coppia offensiva allestita quest’anno sta mettendo in difficoltà numerosi reparti difensivi sia italiani che europei. La dirompenza fisica di Lukaku abbinata alla sua velocità e freddezza sotto porta si sposano felicemente con le qualità tecniche di Lautaro.

Il binomio “Lauta-ku”, come amano chiamarlo gli interisti, ha finora garantito 22 reti, 11 a testa, e dunque il 58 per cento dei centri complessivi realizzati dalla squadra. Tra i due c’è grande intesa e l’esperienza del belga sembra essere l’elemento giusto per catalizzare la definitiva consacrazione del Toro Martinez. In pochi mesi i due stanno quindi riuscendo a far dimenticare quanto di buonissimo fatto dal vecchio centravanti nerazzurro.

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Da San Siro al Parco dei Principi, la formula d’acquisto

Prelevato dalla Sampdoria nel 2013 per 13 milioni di euro, Icardi ha realizzato in poco più di un lustro 124 reti in 219 presenze con una media di 0,57 centri a partita. Nonostante i numeri, come detto, il 2 settembre passa dalla squadra di Zhang a quella di Al-Khelaifi. La formula è quella del prestito con diritto di riscatto fissato a 70 milioni.

Trovare una squadra disposta a pagare subito l’intero cartellino del giocatore, oltre che al ricchissimo stipendio, era improbabile vista la situazione creatasi e alcune problematiche fisiche avute dal calciatore. Intelligentemente, l’attuale ds parigino Leonardo se ne è assicurato le prestazioni per un anno adottando una soluzione lungimirante e sagace, volta a valutare le condizioni fisiche e mentali dell’argentino nel corso della stagione. Successivamente, dopo le osservazioni di allenatore e società, sarà possibile stabilire se affondare l’oneroso colpo o meno, affidando nel primo caso definitivamente l’attacco a un ragazzo di 26 anni e con ancora grandi margini di miglioramento.

Un giocatore finalmente ritrovato

Attualmente, dopo difficoltà iniziali dovute al doversi calare in un contesto totalmente nuovo, l’ex perno nerazzurro sembra essere totalmente rinato. In quanto a rapporto tra tiri tentati e gol segnati non ha nulla da invidiare né a Messi né a Lewandowski. Tra Champions e Ligue 1 ha totalizzato 10 reti in 11 partite, alzando la già citata ed encomiabile media di 0.57 gol a partita.

Indubbiamente il livello delle difese francesi non equivale a quello delle italiane ma restano comunque dei numeri che stanno sorprendendo un po’ tutti. L’approccio con questa nuova realtà è stato dunque più che positivo ma resta comunque difficile maturare al momento un giudizio finale. Meglio infatti attendere i prossimi mesi e vedere quanta continuità riuscirà a trovare.

Qualche rimorso in casa Inter

La questione Icardi, come detto inizialmente, ha infiammato l’ultima sessione di mercato e sembra non essersi ancora spenta. C’è infatti ancora dialettica in casa Inter circa la gestione di tale situazione. Molti abbracciano la posizione di Conte ritendendo fondamentale la separazione. Altri, ancora innamorati e legati a chi ha trascinato la loro squadra del cuore anche nei momenti più bui, sono invece di altro avviso.

Questo perché ritengono fosse preferibile trattenere l’argentino piuttosto che puntare sul nuovo nove belga per tutta una serie di fattori. Nonostante le 10 reti, infatti, Lukaku a detta di questi supporters ha “toppato” contro Lazio e Juve riuscendo a incidere solo contro le medio piccole. A ciò si aggiunga la delusione, eccezion fatta per il match esterno contro lo Slavia Praga, del basso rendimento a livello realizzativo in Champions. Dire attualmente chi ne abbia guadagnato tra Inter e PSG è difficile. La miglior soluzione resta quella di attendere e vedere l’evoluzione della stagione delle due squadre e dei loro due rispettivi centravanti. Solo a giugno si potrà fare un bilancio definitivo, per il momento ambedue si godono due straordinari campioni lì davanti. Chissà se li vedremo mai sfidarsi in un match di Champions, sarebbe una vera e propria prova del 9.