Community Shield, Wenger batte ancora Conte: l’Arsenal vince ai rigori

Ecco la “bella”. Così è chiamata tra amici, magari tra concittadini inglesi di quella Londra così piena zeppa di rivalità calcistiche. Nella finale di FA Cup, Arsene Wenger si è preso la gloria e la riconferma sulla panchina del suo Arsenal. Poi, nel calcio d’estate, Antonio Conte si è preso una piccola rivincita subissando gli avversari durante un’amichevole. Ora il verdetto: la finale di Community Shield. C’è qualche volto nuovo; Lacazette dall’inizio, Kolasinac, Rudiger e Morata a partita in corso. Al termine della lotteria dei calci di rigore sono ancora i “Gunners” a festeggiare un trofeo.

IL TABELLINO

Arsenal (1) d.c.r. 4
Chelsea
 (1) d.c.r. 1
Marcatori
: 1’st Moses (C), 37’st Kolasinac (A)
Rigori(ABBA): Cahill (C), Walcott (A), Monreal (A), Chamberlain (A), Giroud (A)
Arsenal: Cech; Holding, Mertesacker (33’pt Kolasinac), Monreal; Bellerin, Elneny, Xhaka, Chamberlain; Welbeck (43’st Nelson), Lacazette (21’st Giroud), Iwobi (20’st Walcott)
Chelsea: Courtois; Azpilicueta, David Luiz, Cahill; Moses, Fabregas, Kante, Alonso (35’st Rudiger); Willian (38’st Musonda), Batshuayi (30’st Morata), Pedro

L’ANALISI

Classica partita dai ritmi inglesi. Le trame di gioco sono frenetiche sin dai primi minuti di gioco. Nel primo tempo, in generale, molto meglio l’Arsenal. I “Gunners” mettono alle corde gli avversari con il marchio di fabbrica di Wenger: il giro palla. Passaggi veloci, semplici ed intelligenti con la sfera che viene toccata massimo due volte. La ragnatela avvolgente dei biancorossi stordisce il Chelsea che fatica ad uscire dalla sua metà campo. L’apogeo di tale predominio arriva con il palo colpito dall’uomo più atteso: Alexandre Lacazette. Non riuscendo a cavarsela palla a terra, Conte suggerisce ai suoi di girare la palla direttamente verso Batshuayi. Le poche fiammate dei “Blues” non impensieriscono la retroguardia capeggiata per mezz’ora da Mertesacker, costretto ad uscire per un duro scontro di gioco.

Il primo tempo si conclude con un nulla di fatto, all’intervallo è ancora 0 a 0.

Ma nel calcio sono le motivazioni che contano, al di là delle qualità tecniche dei singoli. Motivazioni che il condottiero Antonio Conte è abituato a dare ai suoi giocatori. Il Chelsea rientra in campo con la ‘bava alla bocca’. Dopo sessanta secondi arriva il vantaggio. È Victor Moses a sbloccare la gara, proprio lui, proprio l’uomo dell’allenatore ex Juventus.

I ragazzi di Wenger però non si scompongono. Il tecnico francese butta nella mischia Walcott e Giroud perché i suoi hanno iniziato ad alzare il pallone dentro all’area. Due bordate dalla lunga distanza permettono all’estremo difensore dei “Blues” di esibirsi in tuffo difronte ai fotografi. Nel frattempo Pedro si fa espellere. Appena due minuti dopo, la superiorità numerica sui calci piazzati fa la differenza. Kolasinac, subentrato nel primo tempo a Mertesacker, svetta su tutti (complice la distrazione di Rudiger) e pareggia i conti a pochissimo dal triplice fischio. Anche qui, come in Germania, si va ai rigori con la nuova formula ABBA.

Dagli undici metri il disastroso tiro di Courtois e l’imprecisione di Morata condannano il Chelsea con Wenger che si dimostra, sempre più, bestia nera per Antonio Conte.