CONI, Malagò: “Sono il primo tifoso della ripresa del calcio, ma serve anche un piano B”

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L’Italia sta iniziando a ripartire sotto tutti i punti di vista a seguito dei due mesi di piena emergenza coronavirus, ma il mondo del calcio non ha ancora le idee molto chiare. Ne è testimone il presidente del CONI, Giovanni Malagò, il quale ha parlato riguardo l’argomento ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

Il calcio deve riprendere

“Il calcio, un po’ perché è un mondo a parte e un po’ per interessi economici, ha voluto continuare la sua partita e chiudere i campionati. È un suo diritto e un dovere: conosco le carte, le deleghe, l’autonomia della Figc e il rimando della Federazione alla Lega dell’organizzazione dei campionati. E dico, bene, benissimo: sono il primo a fare il tifo perché il calcio riprenda.

Serve un piano B

“Dopo pochi giorni alla parola calcio si è sostituita la parola Serie A. Dilettanti e Lega Pro, hanno capito abbastanza presto che con certe dinamiche di protocollo non erano in condizioni di riprendere. La Serie B ha votato da poco per ricominciare. Da mesi insisto: puntiamo a ripartire ma non essendo possibile fare previsioni di lunga scadenza, viste tutte le variabili esistenti, deve esistere anche un piano BNon averlo è un errore. All’estero i campionati o li hanno chiusi oppure chi ha deciso di riaprirli o intende farlo, nel frattempo, ha messo tutto in sicurezza nel caso di un nuovo stop. Parlo di accordi con le varie componenti e con i broadcaster. Come la Bundesliga…”