Conta solo vincere

alessio-romagnoli

Non è importante come, bisogna solo vincere. Lo storico motto della Juventus è riassumibile così. Possono alternarsi dirigenti, allenatori, giocatori, ma il credo non cambia: in determinati contesti conta solo la vittoria. Un tempo, neanche troppo lontano, questa sete ossessionata di vittorie era rintracciabile anche dietro i cancelli di Milanello. Ora no: sono cambiate tante, troppe cose, ed ecco che alla brama di vittorie si è sostituito l’assoluto bisogno di ripartire. La differenza di ieri sera sta tutta in questo: la Juventus non si accontenta mai, il Milan, seppur ottimo, in questo momento sembra avere smarrito la strada del successo.

La partita

juventus-milan

Certe sfide presentano storicamente il loro fascino, indipendentemente dalla posizione in classifica che si occupa. Juventus-Milan è una di queste. Ecco perché ieri era una partita attesissima sia dall’una che dall’altra parte: la Juventus per aggiornare la vetta della classifica, il Milan per riprendere quota. I 16 punti che distanziavano le due squadre prima del match non si sono evidenziati nella prima ora di partita. Un Milan presente, ben messo in campo, con le distanze giuste ha avuto, infatti, le palle per poter andare addirittura in vantaggio. Un sopito Piatek, lontano parente di quello ammirato la scorsa stagione, un impreciso Bonaventura, poco reattivo a fornire a Leao un cioccolatino da scartare, e un grande Szczesny, decisivo in un paio di situazioni, hanno barrato le porte al vantaggio rossonero.

Poi il copione sembra essere sempre lo stesso. Come contro la Lazio, la qualità alla lunga trionfa. Al 55’ fuori Cristiano Ronaldo, sì proprio il pluri pallone d’oro, dentro l’eletto di Laguna Larga, Paulo Dybala. Scelta coraggiosa, impopolare, ma decisiva. È lui a regalare a Sarri la decima vittoria in campionato con la Juventus. Al Milan restano solo i rimpianti del “poteva, ma non è andata” e il disperato bisogno di fare punti. Crudele certo, ma questa è la legge del calcio.

La smisurata qualità

ronaldo-dybala

Sembra banale dirlo, ma la Juventus, quando è in difficoltà, estrae sempre dal cilindro il colpo decisivo. Troppo ampia come rosa, troppi pezzettini di puzzle che si incastrano perfettamente fra di loro. A Mosca ha colpito Douglas Costa, ieri Dybala. Entrambi usciti dalla panchina, entrambi decisivi. I bianconeri non sbagliano un colpo, hanno fame di vittorie, pur non potendo contare sul miglior Cristiano Ronaldo. Il portoghese non sta attraverso un buon periodo, causa il fastidio al ginocchio, ma non per questo bisogna metterlo in discussione. Ricordiamoci di chi stiamo parlando. Criticare e dare giudizi negativi su di lui significherebbe non voler bene all’intero mondo calcio. Un periodo di appannamento ci sta, passerà e ritornerà ad essere decisivo.

Quanto al Milan, il leitmotiv è ridondante: ora importanti sono le vittorie, non le prestazioni. Cinismo e pragmatismo servono come il pane ai rossoneri. La classifica è incalzante, non c’è più tempo per cincischiare. Si riparte a metà a novembre, dopo la sosta. Contro il Napoli, in uno scontro che si prospetta essere decisivo per tutti.