Coronavirus, allargata la zona rossa. Tommasi e Balotelli: “Fermiamo la Serie A”

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L’Italia si trova a fronteggiare una situazione che, giorno dopo giorno, sembra farsi sempre più complessa: il Covid-19, noto ai più come Coronavirus, sta mettendo a dura prova tutto il sistema italiano.

Nelle scorse ore i il premier Giuseppe Conte ha comunicato ufficialmente la firma di un decreto che allarga la zona rossa e “chiude” la Lombardia insieme ad altre 14 province.

Riportiamo di seguito il testo con i punti per le zone coinvolte, che regola tutte le attività: dall’istruzione agli esercizi commerciali, passando, ovviamente, per lo sport.

Conte firma il decreto: restrizioni in tutta la zona rossa ma la Serie A non si ferma

a) evitare ogni spostamento delle persone in entrata e uscita dai territori individuati e negli stessi territori, anche se la mobilità è consentita «per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute», anche se «è consentito il rientro presso il domicilio, abitazione o residenza»;
b) in caso di infezioni respiratorie e e febbre (superiore a 37.5°) è «fortemente raccomandato» di restare a casa e limitare i contatti;
c) divieto assoluto di mobilità per le persone in quarantena;
d) sono sospesi eventi e competizioni sportive, con l’eccezione per atleti professionisti e di categoria assoluta, purché le attività si svolgano a porte chiuse e sotto controllo di personale medico delle società sportive;
e) si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di permettere ai dipendenti di fruire delle ferie e dei congedi ordinari;
f) sono chiusi gli impianti da sci;
g) sono sospese tutte le manifestazioni in luogo pubblico o privato, dalla cultura allo sport, dalle attività religiose alle fiere. Restano chiusi cinema, teatri, pub, sale scommesse, discoteche;
h) restano chiuse tutte le scuole e le università, che possono però continuare l’attività formativa a distanza. Non si fermano invece i corsi per specializzandi in medicina e le attività di tirocinio per le professione sanitarie;
i) i luoghi di culto possono essere aperti solo se permettono di mantenere la distanza di un metro fra i presenti. Sono sospese le cerimonie civili e religiose, compresi i funerali;
l) sono chiusi i musei e gli istituti culturali;
m) sono sospesi i concorsi pubblici e di abilitazione, con l’eccezione di quelli legati alle professioni mediche e alla protezione civile;
n) le attività di ristorazione e bar sono consentite dalle 6 alle 18 sempre nel rispetto della regola della distanza di almeno un metro fra le persone

Ciò che risalta all’occhio, oltre la gravità delle restrizioni, è che le manifestazioni sportive a livello professionistico potranno continuare. Ovviamente anche queste ultime con delle limitazioni. Questo è il provvedimento che sta dividendo il mondo del calcio.

C’è chi vorrebbe fermare il campionato, in virtù di un’epidemia che rischia di diventare ingestibile e chi invece si fida delle misure prese dal governo.

Coronavirus, Tommasi e Balotelli non ci stanno: “Stop alla Serie A”

Damiano Tommasi, presidente dell’AIC ha le idee molto chiare e la esprime con questo tweet:

Della stessa idea è Mario Balotelli. Il calciatore del Brescia si sfoga su instagram e scrive:

“Amo il calcio più di voi, ma giocare vuol dire viaggiare in pullman, treno, aereo, dormire in hotel, entrare comunque in contatto con altre persone al di fuori della tua società lavorativa. Già non vedo i miei figli per questo maledetto coronavirus, perché come sapete non vivono in Lombardia e già è snervante e triste per me.

Di sicuro non vorrei mai che in più mia madre, con la quale mangio quasi tutti i giorni, non è una mia coetanea per quanto possa amare il calcio (al quale devo tutto), non mi va e tassativamente non voglio attaccarle niente! Per cosa? Per far divertire qualcun altro? O per non far perdere soldi? Ma dai, non scherzate! Ripigliatevi, avete rotto adesso. Non si scherza con la salute ragazzi”