Quella in corso potrebbe essere l’ultima stagione di Alessio Cragno in difesa della porta del Cagliari, ma l’estremo difensore rossoblu non ci pensa. Le sue dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport.
L’intervista a Cragno
Chi tifava da piccolo?
“Da ragazzino ero abbonato alla Fiorentina. Ora la mia big è il Cagliari e giuro che penso solo a questo club che ha deciso di alzare l’asticella e ha appena avviato un progetto importante”.
Parliamo del Cagliari. Perché stenta a decollare?
“Perché c’è stato un profondo cambiamento. Innanzitutto l’allenatore nuovo, perché ci sono molti giovani. E’ chiaro che dobbiamo andare meno volte in svantaggio e lavorare per essere meno altalenanti. Ma stiamo crescendo”.
Ha fiducia?
“Sì, perché c’è un tecnico come Eusebio Di Francesco che ha un’idea precisa del calcio che vuole. Vuole alzare l’asticella, come il club. Cerca di ottenere da te sempre il massimo e non si accontenta mai”.
È concentrato sulla Nazionale e sulla possibilità di andare all’Europeo? Ora è lei il terzo dietro Donnarumma e Sirigu.
“È il sogno. C’è concorrenza, tanta, ma facendo bene col Cagliari posso arrivarci”.

Domani sfida Silvestri col Verona, un concorrente che negli ultimi due anni ha fatto il 75% di parate, la percentuale più alta. Lei è terzo col 73%.
“Le statistiche sono indicative. Comunque lui è un portiere completo e mi ha colpito la grande spinta”.
La sua difesa: la guida un polacco del 2000, Walukiewicz, che ieri ha rinnovato col Cagliari fino al 2024, ed è arrivato il campione Godin. Come va?
“Walu ha forte personalità e senso della posizione, parla poco, ma c’è sempre. Godin è un leader nato. Un professionista serio che cura i particolari. Fa bene al gruppo”.
Si avvicina il Natale. Da quando non vede i suoi genitori?
“Da settembre. Ma questo virus sta cambiando tutto. A Natale non li vedrò e dispiace per la nipotina che non coccoleranno. Mi consolerò con i suoceri”.
A giugno cambierà maglia? L’accostano sempre alle big…
“Non ci penso. Davvero. E se in Europa andassi col Cagliari? Guardi che qui c’è un progetto vero. Si vuole fare il salto di qualità”.

