Dal Perù all’Indonesia: le più gravi tragedie nella storia del calcio

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L’1 ottobre 2022 si è consumata una delle peggiori tragedie nella storia del calcio. Al termine della partita tra Arema Fc e Persebaya Surabaya, valida per l’undicesima giornata del principale campionato indonesiano e conclusasi con il punteggio di 2-3, i tifosi della squadra di casa hanno invaso il terreno di gioco dello Stadio Kanjuruhan, infuriati per la sconfitta contro i rivali di sempre. Gli agenti della polizia hanno provato a calmare la situazione, ma non c’è stato nulla da fare, soprattutto dopo il lancio dei lacrimogeni, che ha creato il panico tra il pubblico e ha dato il via a un fuggi fuggi fatale. Il bilancio parla di almeno 180 morti e 100 feriti. Quanto accaduto in Indonesia, però, è solamente una delle tragedie che si sono verificate all’interno degli stadi nella storia del calcio. Ripercorriamo insieme i peggiori incidenti:

Perù, 24 maggio 1964: Perù-Argentina

Il 24 maggio 1964, all’Estadio Nacional di Lima, andò in scena il match tra Perù e Argentina, valido per le qualificazioni all’Olimpiade di Tokyo. Poco prima del 90′, la squadra di casa segnò ma, dopo le veementi proteste degli argentini, l’arbitro Pazos decise di annullare il gol. Due tifosi, ovvero Víctor Melasio Campos ed Edilberto Cuenca scavalcarono le recinzioni per scagliarsi contro il direttore di gara. La polizia intervenne in modo brusco per fermare gli invasori e il pubblico iniziò a lanciare oggetti contro di essa poiché lo considerò un abuso di potere. Nel tentativo di calmare le persone vennero lanciati dei lacrimogeni, che generarono il panico tra i tifosi. Gli spettatori provarono a scappare dagli spalti, ma il comandante Jorge Azambuja decise di bloccare le uscite. Ecco il motivo per cui si consumò la tragedia con il numero più alto di vittime mai registrato in un evento calcistico: 328 persone morirono a causa dell’asfissia provocata dallo schiacciamento della folla e ne rimasero ferite altre 4000.

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Argentina, 23 giugno 1968: River Plate-Boca Juniors

Il 23 giugno 1968 morirono 71 persone nella più grande tragedia della storia del calcio argentino. All’Estadio Monumental di Buenos Aires si stava disputando la partita più importante dell’anno, River Plate-Boca Juniors e, poco prima della fine del match, i tifosi del settore ospiti decisero di iniziare ad abbandonare lo stadio. All’ingresso della “Puerta 12”, ovvero una delle uscite dell’impianto, il deflusso dei tifosi si bloccò e questo provocò una calca enorme, che portò alla morte di 71 supporters del Boca. Le cause sono ancora ignote.

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Scozia, 2 gennaio 1971: Rangers-Celtic

Il 2 gennaio 1971 morirono 66 tifosi all’Ibrox Stadium di Glasgow durante il tesissimo match tra Rangers e Celtic, la partita più affascinante in Scozia. All’89’ il Celtic passò in vantaggio e molti tifosi che supportavano il club di casa abbandonarono lo stadio. Negli ultimi secondi di gioco, però, Colin Stein segnò il goal del pareggio. Sulla scalinata 13 si creò una calca e un bambino cadde dalle spalle del padre, dando così il via a una reazione a catena. Alla fine morirono 66 persone (quasi tutte per asfissia) e oltre 200 rimasero ferite. Questo fu il secondo disastro che si verificò in quello stadio, dopo il crollo di una tribuna nel 1902 che causò 26 vittime.

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Egitto, 17 febbraio 1974: Zamalek-Dukla Praga

Il 17 febbraio 1974 fu programmata la prestigiosa amichevole tra lo Zamalek e il Dukla Praga. Inizialmente si sarebbe dovuta disputare allo Stadio Nasser, ma poi si decise di virare sullo Stadio Zamalek e questa scelta si rivelò fatale. Ben 80.000 persone furono sugli spalti, nonostante la capienza dell’impianto fosse di massimo 40.000: a causa dell’eccessiva quantità di pubblico presente, lo steccato di una tribuna crollò e persero la vita 48 tifosi. I feriti, invece, furono 47.

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Russia, 20 ottobre 1982: Spartak Mosca-Haarlem

Il 20 ottobre 1982, allo Stadio Centrale Lenin di Mosca, oggi noto come Lužniki, si consumò una tragedia dai contorni ancora oggi misteriosi. Il match in questione fu Spartak MoscaHaarlem, valido per l’andata dei sedicesimi di Coppa Uefa. Allo stadio vi erano 15.000 spettatori e tutti vennero disposti nella Tribuna Est poiché, a causa del ghiaccio, alcuni settori dell’impianto erano inagibili. Verso la fine della partita, un gruppo di tifosi iniziò ad avviarsi verso l’uscita, ma all’85′ Sergey Shvetsov mise a segno il gol del 2-0: la gente volle tornare indietro per festeggiare, ma la polizia decise di bloccarli. Si generò così una calca eccessiva, che portò al crollo delle scale di quel settore. Il bilancio ufficiale fu di 61 morti e 66 feriti, ma secondo il quotidiano Sovietski Sport furono 340 i decessi.

Inghilterra, 11 maggio 1985: Bradford City-Lincoln

L’11 maggio 1985 andò in scena allo stadio Valley Parade di Bradford il match tra Bradford City e Lincoln City, valido per il campionato di Third Division. Verso il minuto 40 della partita, divampò un incendio nel settore G della tribuna principale: l’arbitro sospese subito il gioco e la polizia iniziò a far evacuare i tifosi. La velocità e la crescita delle fiamme, però, furono più rapide del previsto e dopo solamente 4 minuti quella porzione di stadio fu completamente distrutta poiché l’impalcatura era in legno e la copertura era rivestita di una tela catramata che prese subito fuoco e alimentò il fumo. I feriti furono ben 265, mentre i morti 56.

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Belgio, 29 maggio 1985: Juventus-Liverpool

La strage dell’Heysel riguarda da vicino anche noi italiani. Il 29 maggio 1985 Juventus e Liverpool erano pronte a sfidarsi allo Stadio Heysel di Bruxelles nel match valido per la finale di Coppa dei Campioni (l’attuale Champions League). La tragedia, però si consumò un’ora prima del fischio d’inizio: i tifosi dei Reds decisero di assalire il settore Z, nel quale si trovavano principalmente gli ultras bianconeri. Le reti di recensioni crollarono e il cordone formato dai poliziotti fu rotto. Gli italiani si ammassarono nell’angolo più lontano e basso di quel settore e furono schiacciati l’uno sull’altro contro il muro divisorio, che crollò per l’eccessivo peso. Nella tragedia morirono 39 persone, di cui 32 italiane. I feriti, invece, furono 600. Nonostante il disastro, la partita venne ugualmente disputata e la Juventus conquistò la sua prima Coppa dei Campioni.

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Nepal, 12 marzo 1988: Janakpur Cigarette Factory-Muktijoddha Sangsad

La tragedia che si verificò in Nepal non fu per scontri tra tifosi, bensì per colpa di un fortissimo temporale che si abbatté su Katmandu. Gli oltre 25.000 spettatori presenti allo Stadio Dasarath Rangasala per assistere alla sfida tra Janakpur Cigarette Factory-Muktijoddha Sangsad furono colti di sorpresa e, presi dallo spavento a causa di un vero e proprio uragano, si diressero verso i cancelli dello stadio. La polizia, almeno inizialmente, non li aprì, creando così una vera calca di persone. Coloro che si trovarono a ridosso dei cancelli vennero schiacciati, mentre altri furono calpestati: vennero registrati 93 decessi e oltre 300 feriti.

Inghilterra, 15 aprile 1989: Liverpool-Nottingham Forest

Il 15 ottobre 1989 si verificò uno degli episodi più tristi della storia del calcio inglese. All’Hillsborough Stadium venne programmato l’atteso match tra Liverpool e Nottingham Forest, valido per la semifinale di FA Cup. Il primo errore fu commesso nell’assegnazione dei settori: i numerosissimi tifosi dei Reds vennero sistemati nella Leppings Lane (capienza 14.600 posti), mentre gli ultras dei Tricky Trees nella Spion Kop End (21,000 posti). A pochi minuti dal fischio d’inizio, una grande folla di tifosi si accalcò al Gate C della Leppings Lane per entrare nella parte centrale del settore. Tutti coloro che avevano già preso posto, quindi, vennero spinti verso le pareti laterali e furono schiacciati. La partita fu sospesa dopo 6 minuti di gioco. Persero la vita 96 persone, mentre i feriti furono 766.

Francia, 5 maggio 1992: Bastia-Olympique Marsiglia

Il 5 maggio 1992 lo Stadio Armand Cesari di Furiani fu il teatro della tragedia che costò la vita a 18 persone, mentre ne rimasero ferite 2357. La partita in questione fu Bastia-Marsiglia, valida per la semifinale di Coppa di Francia. Per aumentare la capienza dell’impianto, in una sola settimana venne smantellata la vecchia Tribuna Nord Claude Papi e sostituita con una metallica provvisoria da 10.000 posti. Oltre ai numerosi avvisi con l’altoparlante riguardo alla fragilità della struttura, i primi segnali negativi arrivarono con la caduta di alcuni bulloni. Poco prima del calcio d’inizio, infine, la tribuna cedette improvvisamente.

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Guatemala, 16 ottobre 1996: Guatemala-Costa Rica

Un ulteriore disastro avvenne il 16 ottobre 1996 all’Estadio Mateo Flores di Città del Guatemala in occasione di Guatemala-Porto Rico, match valido per le qualificazioni al Mondiale di Francia del ‘98. La capienza massima dell’impianto era di 38.000 persone, ma se ne presentarono 47.000. Quando le squadre scesero in campo per il riscaldamento, lo spettacolo fu agghiacciante: migliaia di tifosi erano schiacciati contro le recinzioni. La polizia aprì i cancelli, ma ormai fu troppo tardi per evitare la morte di 83 tifosi a causa del sovraffollamento. I feriti furono oltre 200.

Sudafrica, 11 aprile 2001: Kaizer Chiefs-Orlando Pirates

L’11 aprile 2001 fu il giorno della sfida tra Kaizer Chiefs e Orlando Pirates, le due squadre più importanti del Sudafrica. La partita in scena all’Ellis Park Stadium di Johannesburg, però, si trasformò in una tragedia e venne interrotta dopo appena 17 minuti. Alla base del disastro ci fu la vendita eccessiva dei biglietti: l’impianto, infatti, poteva contenere 68.000 spettatori, ma vennero strappati 120.000 tagliandi. L’affollamento provocò la morte di 47 tifosi, che vennero spinti contro le barriere di filo spinato.

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Ghana, 9 maggio 2001: Hearts of Oak-Asante Kotoko

Sempre nel 2001 si consumò un’altra tragedia nel mondo del calcio africano. All’Accra Sports Stadium si stava disputando il derby tra Hearts of Oak e Asante Kotoko quando, al minuto 85 con il punteggio di 2-1 per i padroni di casa, i tifosi ospiti iniziarono a lanciare oggetti in campo. Al termine del match, infuriati per la sconfitta, i supporters del Kumasi scagliarono sul terreno di gioco anche i sedili, costringendo gli agenti a rispondere con i lacrimogeni. Da quel momento si scatenò il panico: migliaia di spettatori (in totale erano 70.000) provarono a scappare, ma nella fuga molti rimasero schiacciati. Alla fine il bilancio fu di 126 morti e un numero non calcolato di feriti.

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Egitto, 1 febbraio 2012: Al-Masry-Al-Ahly

Il periodo buio del calcio africano continua. L’1 febbraio 2012 morirono 74 persone al termine della partita tra Al-Masry e Al-Ahly, valida per il campionato principale dell’Egitto e terminata a sorpresa con il punteggio di 3-1. Il teatro della guerriglia fu il Port Said Stadium di Port Said, all’interno del quale si consumò “il peggiore disastro nella storia del calcio egiziano”. Nonostante la vittoria, i supporters di casa decisero di invadere il campo per attaccare sia i giocatori rivali sia i tifosi. La polizia, incapace di fermare quanto stesse accadendo, si tenne in disparte, lasciando scontrare le due tifoserie. Ben 74 sostenitori della squadra ospite morirono, alcuni furono accoltellati o uccisi con delle pietre, mentre altri persero la vita in mezzo alla folla poiché la polizia decise di non aprire i cancelli. I feriti furono oltre 1000.

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Camerun, 24 gennaio 2022: Camerun-Isole Comore

Il 24 gennaio 2022, poco prima del calcio d’inizio della partita tra Camerun ed Isole Comore, valida per gli ottavi della Coppa d’Africa, morirono 8 persone (oltre 50, invece, i feriti) all’esterno dello Stadio Olembe di Yaoundé. Davanti all’ingresso Sud si creò una calca infernale, che costò la vita a quei tifosi, i quali rimasero intrappolati, schiacciati contro le inferriate o calpestati dalla folla. Nonostante questo, però, la partita venne giocata ugualmente e terminò con il punteggio di 2-1 per i padroni di casa. La capienza dello stadio fu ridotta all’80% a causa delle restrizioni legate alla diffusione della pandemia di COVID, ma questo non bastò per evitare la tragedia.