De Laurentiis: “Se Insigne non dovesse trovarsi bene in Canada lo riaccoglieremo a braccia aperte a Napoli”. E su Spalletti…

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Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha parlato al termine della cerimonia in onore di Diego Armando Maradona presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, nella quale ha consegnato al sindaco della città una copia in miniatura della statua raffigurante “El Pibe de Oro”. Il numero uno del club partenopeo ha affrontato tantissimi temi, soffermandosi sulla situazione contrattuale di Spalletti, sull’addio di Insigne, sullo stadio e sul calciomercato.

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Le sue parole

Su Spalletti:È di livello altissimo, ha un contratto e ho sempre dichiarato di essere un contratto di 2 anni con opzione a mio favore per il terzo. Non l’ho preso qui per fare bubù-settete, l’ho preso perché era il signor Spalletti. Sta lì, è lui che deve sentire che Partenope sta sulla sua testa e sulla sua anima: se si tingerà di azzurro, non ne potrà fare a meno. Lasciamolo lavorare e ambientare: io per otto mesi non ho rilasciato interviste, anche per me c’era la necessità di conoscere l’allenatore e l’uomo. E secondo me l’allenatore è formidabile e l’uomo è serio, due cose che mi fanno dire che anche questa volta ho fatto centro“.

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Su Insigne: “Chi ama Napoli, il calcio Napoli e un calciatore come Insigne che ha dato tutto a questa maglia viene allo stadio a prescindere dal prezzo. Noi tra l’altro abbiamo messo prezzi super stracciati perché è l’ultima in casa e per salutare Lorenzo. Poi se Insigne non dovesse trovarsi bene nella casetta in Canada allora lo riaccoglieremo a braccia aperte a Napoli”.

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Sullo stadio: Il sindaco, che è stato anche ministro, conosce le regole del dover amministrare il paese, si è fatto assegnare da Roma una persona perfetta per il bilancio, perché questo Comune è sempre stato disastrato sul bilancio. Lui ha dovuto, in questi 7-8 mesi, immergersi e capire: lo stadio noi lo rimetteremo a posto e lo faremo diventare un bellissimo stadio, ma dobbiamo studiare tutte le problematiche collaterali che lo facciano funzionare. Viabilità, servizi e trasporti, possibilità di far vivere la struttura 7 giorni su 7 e non solo. In una città e in un quartiere come quello, bisogna trovare le opportune volontà, di chi abita in quel quartiere, per concertare le cose in modo da rispettare tutti. Io vorrei abbandonare l’idea del vecchio: io sono un visionario e tutto quello che ho predetto, pur non venendo dal calcio, si è avverato. È vero che in Inghilterra ci sono gli stadi migliori al mondo e c’è una legge che ha messo fuori causa gli hooligans, ma noi qui non possiamo mettere fuori causa la mafia, la camorra, la sacra corona unita. Noi abbiamo più capacità di adattamento però. Dodici anni fa con Piva, a Milano, facemmo una serie di altri progetti per il San Paolo, oggi Maradona, ma abbiamo trovato difficoltà in questa città“.

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Sul calciomercato: “Il prossimo calciomercato lo immagino aperto e con tanta voglia dopo il Covid per cambiare. Sarà un mercato brillante. Io voglio sempre un Napoli cazzutissimo, l’essere napoletano significa avere una squadra competitiva al massimo dei livelli”.