La Dea bendata non sorride più a Lookman: dalla (non) cessione al PSG alle critiche del Gasp

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Dai “Cuoricini” del 22 maggio 2024 al “Dimenticarsi alle 23” (mantenendo questa linea Sanremese) del 18 febbraio 2025. A soli 8 mesi di distanza, Atalanta-Brugge rischia di essere il capolinea dell’avventura di Ademola Lookman a Bergamo. E si, la storpiatura del titolo della canzone portata al festival da Elodie è ovviamente voluta. Questo perché, l’amarezza portata dall’eliminazione della Dea dalla Champions League rischia di rovinare la storia d’amore tra il Pallone d’Oro africano e Gian Piero Gasperini. Ma, andiamo per gradi.

Acquistato nel 2022 dal Lipsia per una cifra vicina ai 12 milioni di euro, nessuno si sarebbe aspettato un impatto del genere in Serie A da parte dell’attaccante nigeriano. All’inizio, il trasferimento del classe 1997 non fu accolto con molto entusiasmo perché, di fatto, il giocatore arrivato a Bergamo era acerbo e poco cinico. Prima dell’Atalanta, infatti, non riuscì mai a raggiungere la doppia cifra in stagione. L’ambiente nerazzurro, la maturazione anagrafica e fisica, però, hanno dato vita al calciatore ammirato nelle ultime stagioni.

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Lookman stende il Leverkusen degli invincibili: la magica notte di Dublino

La consacrazione è, senz’ombra di dubbio, arrivata nella scorsa stagione. Le statistiche parlano chiaro: 45 presenze, 17 reti e 10 assist. Il meglio di sé, però, Lookman l’ha offerto in Europa League. Un’Atalanta perfetta supera Sporting, Liverpool (vincendo 0-3 ad Anfield), Marsiglia e approda in finale contro il Bayer Leverkusen. Anzi, il “Neverlusen”. Questo perché la squadra di Xabi Alonso arrivò a Dublino da imbattuta (51 partite senza perdere).

La finale della Puskas Arena, contro ogni pronostico, sarà un tripudio italiano. L’Atalanta entra in campo con la fame di chi era intenzionato a scrivere la storia, i tedeschi, invece, sin dal primo minuto appaiono spaventati (o forse con la pancia piena dopo una stagione da incoronare). Fatto sta che in cattedra sale Ademola Lookman. In 75 minuti sigla una tripletta, rompe la striscia d’imbattibilità delle Aspirine e, regala il primo trofeo europeo della sua storia alla Dea. La sua prestazione, oltre ad attirare gli assegni dei top club, gli garantirà un solido quattordicesimo posto alla cerimonia del Pallone d’Oro.

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La mancata cessione al PSG: i primi segnali di rottura

Il mercato estivo, l’Atalanta lo vive da protagonista. Oltre al riscatto di Charles De Keteleare, sono 10 i colpi in entrata. Ma ciò che stupisce è la repentinità con cui la Dea reagisce agli imprevisti e l’ampia disponibilità economica. La Roma passa un mese sulle tracce di Raoul Bellanova, in soli 3 giorni alla fine l’ex Torino finisce a Bergamo. Gianluca Scamacca si rompe menisco e crociato e in 48 ore ecco arrivare Mateo Retegui dal Genoa. I nerazzurri non sembrano batter ciglio neanche quando Teun Koopmeiners (un altro dei punti fermi dell’annata precedente) inizia un ammutinamento pur di trasferirsi alla Juventus. L’Atalanta, però, è chiara sin dall’inizio: nessuno sconto. L’olandese sarebbe partito solo se le richieste economiche sarebbero state soddisfatte.

Quello che fa vacillare la famiglia Percassi è l’interessamento del PSG per Lookman. Tra il nigeriano e la società, però, esisteva un patto verbale che impegnava l’Atalanta a lasciar andare il calciatore al fronte di un’offerta di 30/35 milioni di euro. I francesi raggiungono un accordo con il ventisettenne, mettono sul tavolo la cifra prestabilita, ma, la trattativa si blocca. Questo perché la Dea, intanto, aveva già venduto Koopmeiners alla Juventus e, non voleva perdere un altro prezzo pregiato. A quel punto, l’ex Lipsia emula il centrocampista volato a Torino e si rifiuta di scendere in campo. Tant’è che nelle prime 3 giornate di campionato, Lookman non raccoglie neanche un minuto. Al termine della telenovela, lo strappo viene ricucito e il nigeriano torna a dare spettacolo in campo. Ma non finisce qui.

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La lite post Venezia: l’intervento di Stephen Pagliuca

Il 20 ottobre del 2024, il caso Lookman esplode nuovamente. L’Atalanta esce vittoriosa per 0-2 dalla trasferta contro il Venezia e Lookman viene sostituito all’intervallo. Se per molti poteva essere una mossa “conservativa” in vista dell’impegno di Champions League contro il Celtic, è lo stesso Gasperini a rialimentare le polemiche. In conferenza stampa, alla domanda sulla sostituzione, il Gasp non ha peli sulla lingua: “È uscito perché faticava a rientrare e non riusciva a giocare per la squadra. In quel momento avevamo bisogno di legare di più la squadra”.

Da alcune voci, Lookman non prese bene la sostituzione e le conseguenti parole del suo allenatore. Per calmare il classe 1997 fu necessario l’intervento del comproprietario Stephen Pagliuca che, dopo un colloquio con il 27enne, riuscì a far rientrare nuovamente l’allarme. Il contenuto della chiacchierata non è dato saperlo, ma, è probabile che al nigeriano sia stata promessa la cessione a fine stagione.

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L’ultimo atto: le parole (non troppo ironiche) di Gasperini

Il conflitto tra Lookman e Gasperini è probabilmente continuato in silenzio per il bene della squadra, ma, la partita contro il Brugge ha fatto nuovamente esplodere il tecnico ex Genoa. Per la Dea, il playoff di Champions League è risultato fatale per gli equilibri dello spogliatoio. I bergamaschi, per la partita di ritorno al Gewiss Stadium erano chiamati a ribaltare il 2-1 dell’andata, match terminato tra le polemiche a causa di un assurdo rigore assegnato al club belga. I tifosi presenti allo stadio, però, assistono ad uno scenario improbabile: alla fine dei primi 45 minuti, infatti, il Brugge è avanti per 0-3.

Nella ripresa, Gasperini manda in campo l’eroe di Dublino, appena rientrato da un infortunio, che ci mette poco meno di un minuto per dare l’illusione di poter compiere un miracolo. L’occasione che può riaprire tutto accade al 61′, quando l’arbitro assegna un calcio di rigore alla Dea. Il calciatore designato per i piazzati, però, non è il nigeriano bensì uno tra Retegui e De Keteleare. L’ex Lipsia, in fiducia dopo il gol dell’1-3, si incarica della battuta del tiro dagli 11 metri. Il risultato è una conclusione centrale parata da Mignolet. L’entusiasmo dell’Atalanta si spegne inesorabilmente e la gara termina con una clamorosa eliminazione. Ancora una volta il danno lo crea Gasperini. Il tecnico dei nerazzurri si presenta nella mixed zone del post partita e attacca Lookman: “Credo che Lookman sia uno dei peggiori rigoristi che io abbia mai visto. Li calcia malissimo, anche in allenamento ha una percentuale realizzativa davvero bassa. C’erano Retegui e De Ketelaere che potevano tirarli, ma sull’onda dell’euforia per il gol appena segnato ha voluto prendere lui il pallone. Un gesto che non mi è piaciuto”.

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La replica di Lookman: “Mi ha ferito, è stato irrispettoso”

In mattinata, poi, non si è fatta attendere la replica di Ademola Lookman. Il nigeriano ha definitivamente preso una posizione contro il suo allenatore, sancendo, molto probabilmente, anche la fine della sua avventura all’Atalanta. Se prima ci poteva essere uno spiraglio per il suo rinnovo, ora le possibilità sono più che remote. L’attaccante ha così risposto tramite una storia sul suo profilo Instagram:

“Mi rattrista dover scrivere questo comunicato in un giorno come questo, soprattutto per quello che abbiamo realizzato insieme come squadra e come città. Essere preso di mira in questo modo non soltanto mi ferisce, ma mi sembra anche molto irrispettoso, soprattutto per il duro lavoro e l’impegno che ho sempre messo davvero ogni giorno per contribuire al successo di questo club e degli incredibili tifosi bergamaschi“.

“A dir la verità, ho dovuto affrontare molti momenti difficili durante il mio periodo qui; e della maggior parte dei quali non ho mai parlato perché credo che la squadra debba sempre essere protetta e venire prima di tutto. Questo rende ciò che è successo ieri sera ancora più doloroso. Come squadra, soffriamo insieme ai nostri incredibili tifosi per il risultato di ieri. Durante la partita il rigorista designato mi ha incaricato di calciare il rigore. E per aiutare la squadra mi sono preso la responsabilità in quel momento di farlo. La vita è fatta di sfide e della capacità di trasformare il dolore in forza. E continuerò a farlo”.