Delusione in “Legends – Ci vediamo a Napoli”, Giordano: “Bisogna ripartire dai giovani”

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Stagione da dimenticare per il Napoli. L’eliminazione dalla Champions League è difficile da digerire, soprattutto vista la conseguente estromissione dal prossimo Mondiale per Club. La sconfitta di Barcellona e il destino dei partenopei al centro della quinta puntata di ‘Legends – Ci vediamo a Napoli’, prodotto dalla Media Company Nexting e da Sportface e in onda su Sportitalia (canale 60 del digitale terrestre) e Napoflix (canale 86), oltre che on demand sulla piattaforma Sportface TV (tv.sportface.it).

La puntata ha visto la padrona di casa, Jolanda De Rienzo, e i suoi compagni di viaggio, Alessandro Renica e Raffaele Di Fusco, accogliere in studio due leggende del Napoli: Bruno Giordano, centravanti che con Diego Armando Maradona e Antonio Careca componeva il tridente delle meraviglie ‘MaGiCa’, e Ciro Muro, ‘L’altro 10’, la riserva del Pibe de Oro.

Contro il Barcellona, il Napoli ha subito gol che non si possono prendere. Ma è un problema che non riguarda solo la squadra azzurra. La verità è che oggi non si sa più difendere, perché non si è più abituati a marcare a uomo. E per via dell’esasperazione della ‘zona’ non c’è neanche più un responsabile. Queste le parole di Bruno Giordano, alle quali fanno eco quelle di Ciro Muro. “In occasione del primo gol del Barcellona, Juan Jesus sarebbe dovuto uscire subito, con la seconda linea che sarebbe rimasta a coprire. Invece i difensori erano tutti troppo dietro – ha sottolineato l’ex attaccante del Napoli, spostando poi l’attenzione sulla prestazione di Victor Osimhen -. Queste sono partite che non puoi sbagliare, invece Osimhen lo ha fatto. Giocava contro una squadra di giovani e avrebbe potuto e dovuto fargli male”.

La sconfitta contro i blaugrana rischia di compromettere il presente e il futuro del Napoli, che la prossima stagione dovrà necessariamente ripartire. Con una rivoluzione che, secondo Bruno Giordano, potrebbe partire dai giovani. “Mi rifiuto di pensare che in Italia non ci siano giocatori giovani di talento – ha dichiarato l’ex componente della MaGiCa –. Napoli, ad esempio, è una piazza da cui potresti attingere molto per i giovani, come accade per Juve, Milan, Atalanta e Sassuolo, società che ‘vivono’ di questi ragazzi”. Il problema, come evidenziato da Raffaele Di Fusco, “è che il Napoli non investe. Basti pensare che la Primavera gioca in Serie B, a dimostrazione di quanto De Laurentiis ci creda. Sentiamo il presidente parlare da anni della scugnizzeria, ma sono rimaste solo parole”. Poca fiducia nei giovani, ma anche infrastrutture inadeguate. “Per lavoro ho visitato molti settori giovanili delle squadre del Nord, ad esempio quello del Sassuolo – ha spiegato Alessandro Renica -, e lì c’è tutto per questi ragazzi. A Napoli mancano campi, palestre e istruttori qualificati”.

Per non vanificare quanto di buono fatto negli ultimi anni, l’ideale sarebbe centrare la qualificazione ad una coppa europee. “Io non ho mai creduto alla qualificazione in Champions – ha ribadito Raffaele Di Fusco –. A questo punto spero nella qualificazione all’Europa League”. Una magra consolazione, visto lo scudetto cucito sul petto, ma anche l’unica ancora di salvezza. In quest’ottica sarà fondamentale ripartire in campionato, a cominciare dal match contro l’Inter in programma come posticipo di domenica 17 marzo. Una sfida proibitiva secondo Ciro Muro: “In questo momento i nerazzurri fanno paura, giocano un gran calcio, mentre il morale del Napoli è a terra. La squadra dovrà reagire”.