Doppietta in Europa League e colpi da fuoriclasse: alla scoperta di Ruben van Bommel, nuova stella dell’AZ

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L’Eredivisie è da tempo uno dei migliori campionati per quanto riguarda lo sviluppo giovanile. La filosofia delle squadre olandesi si basa, per lo più, sulla valorizzazione dei propri prodotti del vivaio che, lontano dai riflettori delle top leghe europee, riescono a lavorare senza troppe pressioni e con la consapevolezza di poter contare sulla fiducia della società. Inoltre, i giovani olandesi hanno la famosa “licenza a sbagliare”, caratteristica che in Serie A siamo ben lontani dal concedere.

In Italia, infatti, il campionato Primavera non è sufficiente per mettere alla prova e per preparare al meglio i calciatori, che nel momento del grande salto appaiono spaesati e non all’altezza della massima serie. Ma non solo, perché se messi in campo, da loro ci si aspetta sempre il massimo, con l’illusione che possano rivelarsi i prossimi titolari della Nazionale. Guardando la situazione da quest’ottica le aspettative saranno senz’altro disattese. Non esiste una via di mezzo, e questo non fa altro che arrecare danno ai giovani in rampa di lancio.

La programmazione in Eredivisie: un ambiente ideale in cui crescere ed imporsi

Dunque, questo ci riporta all’introduzione iniziale. In Eredivisie, a partire dagli investimenti sulle strutture giovanili, è tutto programmato nei minimi dettagli per poter far crescere un giovane calciatore. Questo sistema giova tantissimo al movimento calcistico olandese che ha a disposizione un costante cambio generazionale. Il livello medio del campionato non è certamente all’altezza di Premier League, Serie A e Bundesliga, ma è proprio questo a rendere l’Eredivisie un ambiente ideale per i calciatori in fase di sviluppo.

Ultimamente, poi, i risultati dei maggiori club olandesi in Europa sono in crescita costante. Ajax e Feyenoord, ad esempio, sono andati più volte ad un passo dal portare a casa la Champions League, coppa che nei Paesi Bassi manca ormai dalla stagione 1994/1995. Quell’anno i lancieri di Amsterdam salirono sul tetto del mondo grazie a giocatori del calibro di Kluivert, Rijkaard, Seedorf, Overmars, Davids e van der Sar.

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L’AZ: la fucina di talenti di Alkmaar

In Olanda gioca una squadra che non nutre della fama e del prestigio dei due club sopracitati, ma che a livello di valorizzazione giovanile, nelle ultime stagioni si sta dimostrando tra le migliori del campionato: l’AZ Alkmaar. Sono tanti i giocatori, ora affermati in altri paesi, lanciati dal club biancorosso: Tijjani Reijnders ora al Milan, il bomber Vangelis Pavlidis ora al Benfica, Milos Kerkez ora al Bournemouth, Calvin Stengs ora al Feyenoord ma a lungo obiettivo di mercato della Lazio, Jesper Karlsson e Sam Beukema ora al Bologna, Albert Gudmundsson ora alla Fiorentina e soprattutto Teun Koopmeieners ora alla Juventus.

A tutti questi calciatori, già lontani dall’Olanda, vanno aggiunti i grandissimi talenti attualmente in rosa e considerati già futuri fenomeni: il ventenne portiere Rome Jayden Owusu-Oduro, i difensori classe 2004 Wouter Goes e Maxim Dekker, il centrocampista classe 2006 Kees Smit e gli attaccanti Ernest Poku, classe 2004, e Troy Parrott, punta di 22 anni arrivata in estate dal Tottenham. Ma soprattutto, Ruben van Bommel, il protagonista di questa storia.

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L’ascesa di Ruben van Bommel: dal Meerssen all’AZ Alkmaar

Nato il 3 agosto del 2004 a Meerssen, Ruben viene da subito catapultato all’interno del mondo del calcio. Il padre, come avrete intuito, è Mark van Bommel ex centrocampista di Milan, PSV, Barcellona e Bayern Monaco, mentre il nonno è Bert van Marwijk storico allenatore che nella stagione 2001/2002 vinse la Coppa UEFA con il Feyenoord, attualmente ultimo trofeo europeo alzato al cielo da un club olandese. Ruben rimane immediatamente folgorato da questo sport e con gli insegnamenti del papà e del nonno inizia a giocare dimostrandosi da subito un esterno dalle doti innate.

Dopo aver giocato per 7 anni, dal 2013 al 2020, nella squadra della sua città, lo nota il PSV che lo aggrega immediatamente nel proprio settore giovanile. L’esperienza non è troppo felice e nello stesso anno passa al MVV, club di Maastricht. Probabilmente questo sarà il trasferimento che gli cambierà la carriera. Questo perché le prime esperienze nel professionismo, van Bommel le fa nella Keuken Kampioen Divisie, ovvero la Serie B olandese. Debutta ufficialmente in Eerste Divisie l’8 agosto del 2022 contro lo Jong AZ Alkmaar mentre, la settimana dopo viene schierato dal primo minuto nel match contro il NAC Breda. Contro il club giallonero riesce a siglare anche il suo primo gol tra i professionisti. Finirà poi la stagione con numeri impressionanti: 15 gol e 5 assist in 35 presenze. Lo nota dunque l’AZ che lo ingaggia e lo aggrega alla squadra B.

La stagione 2023/2024: l’anno della consacrazione

La stagione 2023/24 si può considerare l’anno della consacrazione di Ruben van Bommel. Il classe 2004 diventa infatti un titolare fisso del club di Alkmaar e al suo primo anno in Eredivisie riesce addirittura ad andare in doppia cifra: 10 gol e 1 assist in 41 presenze. È anche l’anno del suo debutto europeo, precisamente il 10 agosto, quando disputa 14 minuti contro il Santa Coloma nei preliminari di Conference League. Al ritorno parte titolare nella vittoria per 2-0, riuscendo a siglare anche la sua prima rete europea.

Dopo il primo anno tra i grandi, Ruben nell’annata attuale ha già iniziato alla grande inanellando una serie di grandi prestazioni. La stagione è appena cominciata ma in 8 partite lui è già a quota 6 gol e 3 assist. Attualmente è il vero trascinatore dell’AZ che al momento si ritrova al secondo posto dell’Eredivisie con 16 punti conquistati in 6 partite. Quest’anno, grazie al quarto posto della scorsa stagione, avrà anche modo di disputare l’Europa League, competizione in cui ha già dimostrato il suo valore.

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AZ-Elfsborg: 90 minuti da fenomeno

Se qualcuno ha ancora dubbi sul futuro assicurato di Ruben van Bommel, la partita tra AZ-Elfsborg è la rappresentazione della versatilità del ventenne olandese. Per la prima partita del nuovo format a girone unico dell’Europa League, l’AZ Alkmaar ha incontrato l’Elfsborg, squadra svedese allenata da Oscar Hiljemark una vecchia conoscenza del Palermo (entrambi i club dovranno sfidare anche la Roma di Ivan Juric). La partita non inizia nel migliore dei modi, con gli svedesi che passano in vantaggio al ventesimo grazie a Timothy Ouma. A partire da questo momento inizierà lo show di Ruben van Bommel.

L’esterno olandese, dopo aver tentato più volte nell’arco della partita la ricerca del gol, al quarantaquattresimo minuto si ritrova in area ad attendere un cross di Maikuma. Il traversone del compagno, però, è troppo sul portiere che non riesce a bloccarla. Sul pallone ancora in aria ci si avventa van Bommel che riesce ad anticipare l’estremo difensore avversario e deposita la palla in rete. Un gol da attaccante puro ma siglato da un’ala. Al quarantanovesimo minuto, invece, nell’area dell’Elfsborg arriva un altro spiovente che viene inizialmente spazzato dalla difesa. La respinta non è troppo forte ed il pallone capita sui piedi del ragazzo nato a Meerssen che di controbalzo spedisce la palla in porta, 2-1 e doppietta personale all’esordio in Europa League. Alla fine il match è terminato 3-2 in favore degli olandesi che hanno così conquistato i primi 3 punti della loro avventura europea.

Ruben van Bommel: l’identikit del classe 2004

Definire Ruben van Bommel una semplice ala d’attacco è riduttivo rispetto alle caratteristiche e alle potenzialità che ha dimostrato di avere. Il classe 2004, infatti, è veloce e tecnico proprio come un esterno, ma possiede anche una freddezza e un senso della posizione degno di un attaccante. Fa della sua progressione palla il piede il suo maggiore punto di forza e ama partire dall’esterno per poi accentrarsi andando verso la porta.

Inoltre, il ventenne si è dimostrato molto bravo ad attaccare lo spazio e ad inserirsi tra le linee tant’è che la maggior parte dei suoi gol sono stati segnati proprio grazie a quest’abilità. Da molti è stato paragonato ad Angel Di Maria anche se, per certi tratti ricorda di più il fuoriclasse egiziano Mohamed Salah, pur giocando sulla fascia opposta. I margini di una grandissima crescita ci sono tutti e giocare nel campionato olandese gli sarà di aiuto per proseguire la sua carriera.