Dybala, stabilità difensiva, gol sbagliati e infortuni: primo bilancio della nuova Roma di Mourinho

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Paulo Dybala e Bryan Cristante - Foto Antonio Fraioli

La Roma di José Mourinho cade 1-0 contro l’Atalanta di Gian Piero Gasperini all’Olimpico, dove non perdeva dallo scorso 9 gennaio contro la Juventus con il risultato di 3-4, quando il clamoroso black-out dei giallorossi portò alla rimonta dei bianconeri in pochi minuti nonostante la partita sembrasse ormai chiusa.

Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca ai tifosi capitolini per come la squadra si è espressa, una partita che riflette quelli che sono stati i punti di forza e di debolezza della squadra dello Special One in queste prime nove partite stagionali.

José Mourinho – Foto Antonio Fraioli

Cosa funziona

Il rapporto tra la squadra e l’allenatore. Uno dei punti di forza di questa Roma è sicuramente la voglia di vincere e di migliorare partita dopo partita, conferita da Mourinho ai suoi calciatori. La squadra giallorossa appare un gruppo unito in cui tutti remano verso lo stesso obiettivo, una caratteristica peculiare delle squadre allenate dal portoghese. Lo Special One sa come coccolare i suoi giocatori e allo stesso modo sa quando è il momento di lanciare loro un segnale, come nella conferenza stampa alla vigilia della gara di Europa League contro l’Helsinki, in cui l’allenatore ha lasciato intendere che ci sarebbe stato (e ci sarà) poco spazio per il turnover: “I giocatori si devono abituare a questo tipo di situazioni. Per la crescita di una squadra e per la competitività è bene che non ci siano zone di comfort per alcuni giocatori”.

La stabilità difensiva. La pesante sconfitta di Udine, dove la Roma ha incassato 4 gol dalla squadra di Sottil, gonfia in maniera importante il dato delle reti subite (7) nelle prime sette gare di campionato. Eppure i giallorossi rispetto allo scorso anno si mostrano più solidi e sicuri in difesa, merito di un sempre monumentale Chris Smalling ma anche della crescita di Roger Ibanez. Il ventitreenne brasiliano sembra aver migliorato quei cali di attenzione che tanto penalizzarono la Roma la passata stagione, soprattutto nei big match. La prestazione difensiva in casa della Juventus e la partita contro l’Atalanta lasciano pensare che il poker subito ad Udine potrebbe rivelarsi solamente un episodio isolato, dovuto ad una serata decisamente nera per tutta la squadra.

Paulo Dybala. L’acquisto più importante del mercato giallorosso risulta anche il calciatore più decisivo della squadra in questo avvio di stagione. Nel riscaldamento dell’ultima partita di campionato ha avvertito un fastidio all’adduttore sinistro e per questo non è sceso in campo, ma in attesa degli accertamenti è doveroso sottolineare la partenza stagionale della Joya, che non appariva così in forma da anni. Dybala è il faro dell’attacco giallorosso: autore fin qui di 4 gol e 2 assist in otto partite tra campionato ed Europa League, con lui in campo la Roma riesce a concludere più facilmente verso la porta avversaria e soprattutto a finalizzare le azioni di attacco, un problema davvero importante della squadra di Mou in queste prime uscite stagionali.

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Nicolò Zaniolo e Gianluca Mancini – Foto Antonio Fraioli

Cosa non funziona

Le difficoltà a segnare. La problematica che è sotto gli occhi di tutti è che la Roma fa troppa fatica a fare gol: secondo la classifica di Understat, la Roma si trova in cima per expected goals con 17.5, ma le reti segnate in campionato sono solamente 8. Questo significa che i giallorossi hanno segnato 9 gol e mezzo in meno di quelli che avrebbero dovuto segnare secondo i dati. Un fattore su cui Mou e i suoi calciatori dovranno assolutamente lavorare se l’obiettivo stagionale è quello di tornare in Champions League.

Il modulo e gli infortuni. La questione della coppia di centrocampo titolare Cristante-Matic è una delle più discusse. I due calciatori sembrano troppo simili per giocare insieme, soprattutto nel 3-4-2-1 di Mourinho. La squadra appare troppo disordinata e i due mediani incollati alla difesa: questo rende la Roma una delle ultime squadre per quanto riguarda il recupero palla nella trequarti avversaria. Una passività evidente che sembra migliorare quando la squadra passa al 4-2-3-1, il modulo con cui Mourinho iniziò la sua avventura a Roma, con cui la squadra risulta più organizzata e meglio disposta. Anche senza un box-to-box come Mady Camara, arrivato gli ultimi giorni di mercato in prestito con diritto di riscatto dall’Olympiacos per sopperire all’infortunio di Gini Wijnaldum. L’infortunio che, dopo la rottura del crociato di Darboe, ha dato inizio ad una serie di problemi muscolari, come gli stop di Zalewski, El Shaarawy, Kumbulla e recentemente il capitano Pellegrini insieme a Dybala, oltre la lesione del menisco di Karsdorp. Senza dimenticare gli infortuni traumatici: la suddetta frattura della tibia destra di Wijnaldum e quello di Zaniolo, che durante Roma-Cremonese ha subito la lussazione della spalla sinistra. Una Roma non particolarmente fortunata che si lecca le ferite con l’obbligo di ripartire con ordine e determinazione dopo la sosta.