È sempre più Juve, Lazio alti e bassi, per l’Inter il miglior attacco è la difesa, la corsa all’Europa League ora è riaperta

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È di nuovo lunedì e noi siamo tornati di nuovo. Abbiamo ammirato le prime due giornate di campionato post covid e come prevedibile, sono arrivate le polemiche. La cosa bella di questa Serie A d’estate è che ogni settimana vengono giocati 2 turni. Quindi nello stesso editoriale ci troviamo a parlare della stessa squadra che prima gioca male da una parte e perde, mentre 3 giorni dopo gioca male da un’altra parte e vince. È il caso della Lazio ad esempio. Ma partiamo con ordine e andiamo a vedere quella che è stata la 27esima giornata.

27esima: Sprint Juve, frenata Inter, stop Lazio

La giornata si apre col pareggio tra Fiorentina e Brescia per 1-1 e prosegue con l’asfaltamento del Lecce (che in questa settimana ci ha fatto l’abitudine) per 4-1 da parte del Milan che, anche senza Ibra, offre una buonissima prestazione al Via del Mare.

In serata la Juve, anche se ancora con le idee confuse, batte 2-0 il Bologna. Prima il solito Penaldo e poi al 36′ botta fortissima di Dybala, che sfrutta il bellissimo assist di tacco di un finalmente ritrovato Bernardeschi. Ritrovato…vabbè per una volta ha giocato come se fosse un calciatore normale, tutto qui. Poi una partita abbastanza di controllo fino a quando Danilo sostituisce De Sciglio (infortunato). Il brasiliano in 20 minuti riesce a fare un fallaccio su Juwara, scampandosi il rosso. Non pago, 5 minuti dopo ci ricasca, prendendo il secondo giallo e finendo sotto la doccia. Coerente.

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Nella giornata di martedì da segnalare un buon Napoli che vince 2-0 a domicilio a Verona, con gol del partente Milik (destinazione italiana o spagnola?) e Lozano. Torna al gol Belotti che dopo mezzo secolo trova la rete e col suo Toro vince 1-0 sull’Udinese. Anche il Cagliari torna alla vittoria con una rete al 93′ del Cholito Simeone. Da segnalare anche un Cornelius in formissisma che col suo Parma ne segna 3 al Genoa. Risultato finale 1-4 e tripletta del danese, così come all’andata. Coerente.

Premesso che mercoledì sera una bella Roma ribalta con un Dzeko sugli scudi la Samp (2-1 e doppietta del bosniaco), sono gli altri 2 match che regalano sorprese. A iniziare dal rocambolesco pareggio per 3-3 tra Inter e Sassuolo. Ad inizio match Ciccio Caputo versione Super Sayan imbuca Handanovic. Negli ultimi 5 minuti del primo tempo prima Lukaku su rigore e poi Biraghi portano in vantaggio l’Inter. Chi di rigore ferisce, di rigore perisce e all’81’ il redivivo Berardi, che segna solo quando vede nerazzurro, porta il risultato sul 2-2. All’86’ tap in facile facile di Borja Valero, 3-2. Quando sembra tutto finito però Magnani segna il definitivo 3-3. In mezzo c’è anche l’espulsione di Skriniar che prende ben 3 giornate di squalifica e poi quella cosa di Gagliardini. Su quella cosa di Gagliardini sapete già tutto.

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Altra gara spettacolare è quella di Bergamo, tra Atalanta e Lazio. Partono forti gli aquilotti che in 10 minuti sono già sul 2-0. Prima de Roon sbaglia porta e imbuca dietro il suo stesso portiere e poi il gol magico di Milinkovic-Savic dalla distanza. A proposito di magia, da quel momento la Lazio scompare completamente dal campo, lasciando tutti gli spazi possibili all’Atalanta. I ragazzi di Gasperini al 38′ con Gosens la riaprono. Mezz’ora dopo Ruslan Malinovsky cecchina Strakosha con una castagna assurda dai 25 metri con un sinistro imparabile, lasciando il portiere albanese in evidente stato di confusione. Tant’è vero che all’80’ Strakosha, probabilmente intento a catturare le farfalle che sorvolavano lo stadio “Atleti Azzurri d’Italia”, esce completamente a caso su un calcio d’angolo, lasciando la porta sguarnita e facendo segnare il definitivo 3-2 a Palomino. Spiaze per i ragassi.

28esima: Juve forza 4, Caicedo da Oscar, l’Inter la riprende all’ultimo

Giovedì tutti a casa per un giorno libero e venerdì sera si ricomincia. Juventus-Lecce finisce 4-0. CR7 (ormai sempre più Penaldo) si riprende la Juve. 2 assist per i suoi compagni di reparto argentini e classico gol dagli 11 metri. Una bella gara per i ragazzi di Sarri che però approfittano della goffaggine di Lucioni, che al 31′ lascia il Lecce in 10 per un intervento da ultimo uomo su Bentancur. Salentini sempre più in difficoltà ad abbandonare la zona retrocessione. I giallorossi ne prendono 4 contro il Milan lunedì e altri 4 contro la Juve venerdì. Coerenti.

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La giornata di sabato si apre col pareggio tra Brescia e Genoa. 2-2. Nota di merito per il Grifone che si vede assegnare a favore 4 rigori in 2 partite. Nonostante ciò porta a casa un solo punto in settimana. Si prosegue con il 4-2 tra Cagliari e Torino con i sardi che sembrano tornati quelli di inizio campionato, pronti a dar fastidio a tutti e a sgambettare anche i top team.

Finalmente siamo allo spazio di questo editoriale dedicato alle polemiche, amor de mi vida. Lazio-Fiorentina è un bel match, non molto spettacolare, ma comunque godibile. L’immortale Ribery decide al 25′ di mettersi in proprio, saltare 1/3 della squadra avversaria e scaricare sul primo palo un gran destro che lascia immobile Strakosha (probabilmente ancora in stato confusionale dopo il gol di Malinovsky di mercoledì, sempre coerente).

Poi succede l’irreparabile. Al 65′ Caicedo controlla un lancio in area e vedendosi Dragowski pronto ad intervenire…si butta. Proprio palesemente. Si butta. Striscia il piede destro sul terreno fino a che non tocca il portiere avversario e lo prende. L’ecuadoregno si lamenta per terra come un bimbo a cui viene rubato il ciuccio fino a quando il buon Fabbri non indica il dischetto. Prestazione da incorniciare per Caicedo che, con una sola azione, riesce a vincere l’Oscar per miglior attore dolorante, la medaglia d’oro per il tuffo da trampolino e anche il primo posto al prossimo “Tutti giù per terra” su Striscia la Notizia. Chi invece la sua prestazione la sbaglia completamente è l’arbitro Michael Fabbri, che abbocca all’esca di Caicedo e fischia il rigore. In più non viene neanche richiamato al VAR per giudicare nuovamente l’episodio, errore grave per lui. L’arbitro ravennate sicuramente sarà fermato per il prossimo turno e molto probabilmente non dirigerà la Fiorentina almeno fino a fine campionato. Spiaze per Fabbri.

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Tornando al campo, dal dischetto Immobile non sbaglia e trasforma. A 10′ dal termine Luis Alberto vince un rimpallo al limite dell’area e con un destro precisissimo insacca alle spalle del portiere viola. 2-1 e Lazio ancora attaccata a -4 dalla Juve. I ragazzi di Inzaghi vincono ma sicuramente non convincono, sarebbe stato più giusto un pareggio.

Domenica, dopo la pasta al forno della zia (TVB <3), è il momento del big match di giornata: Milan-Roma. Un primo tempo noioso dove non succede nulla. Secondo tempo più emozionante, ma in campo c’è solo il Milan. La Roma sembra non volersi neanche sforzarsi più di tanto, ci prova ma non troppo, e alla fine si chiude in se stessa. 1 solo tiro in porta per i giallorossi non sono assolutamente abbastanza e nell’ultimo quarto d’ora prima Rebic dopo un’azione da ping pong e dopo Calhanoglu su rigore fissano il risultato sul 2-0 finale. La corsa all’Europa League è riaperta.

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Nelle partite delle 19:15 la parola chiave è “GOAL“. 18 reti in 4 gare. Ma che belle sono state queste partite? Un calcio spumeggiante, divertente, pieno di reti ma anche di errori. A partire da Napoli-SPAL. A gara appena iniziata gli azzurri segnano con “Ciro” Mertens. Alla mezz’ora il futuro napoletano Petagna la pareggia, ma dopo pochi minuti è Callejon a ristabilire la distanza tra le 2 squadre. Ci pensa poi il neo entrato Younes a chiudere la gara sul 3-1. Gara un po’ “gne” tra Samp e Bologna, almeno fino agli ultimi 20 minuti, dove segna prima Barrow su rigore, poi Orsolini, portando il risultato sullo 0-2. All’87’ riapre la gara Bonazzoli ma la Sampdoria finisce lì. Risultato finale 1-2.

Udinese-Atalanta è il festival degli attaccanti. Doppietta bergamasca di Muriel, doppietta friulana con Lasagna. E ovviamente il solito gol di Zapata, non dimentichiamolo. Tutti bellissimi gol, soprattutto i due di Muriel che quando trova un po’ di continuità dimostra certamente di essere un calciatore top, sempre pronto ad esplodere...e qualche giornalista ad Avellino ne sarà contento. Passiamo ora al Sassuolo, che sa soltanto fare 3-3. Dopo quello in settimana con l’Inter, stesso risultato con il Verona. Coerenti. Primo tempo da sonnifero, fuochi d’artificio nel secondo. Migliore in campo Boga, autore di una doppietta. Per il Verona segnano Lazovic, Stepinski e Pessina. Per il Sasol, oltre il già citato Boga, al 97′ ci pensa Rogerio a togliere la ragnatela dal palo e anche le castagne dal fuoco per i neroverdi.

A chiudere la giornata c’è Parma-Inter. I ducali passano in vantaggio al quarto d’ora con Gervinho, e ci rimangono fino all’85’. Prima de Vrij pareggia, e poi, a 2 minuti dalla fine, Bastoni trova il gol del sorpasso e del definitivo 1-2 per i nerazzurri. Nel mezzo l’espulsione di Kucka che lascia il Parma in 10, permettendo la rimonta, ma soprattutto l’espulsione di Berni, alla seconda espulsione stagionale. Tommasone Berni è un essere mitologico, capace di essere espulso anche senza scendere in campo. In 6 anni di Inter, non hai mai giocato un minuto. Il suo ultimo incontro giocato è datato 28/10/12. Quasi 8 anni fa. In carriera ha all’attivo 3 espulsioni, arrivate tutte mentre il buon Tommasone sedeva tranquillamente in panca. Nella sua ventennale carriera da professionista ha collezionato un totale di 123 partite giocate, vale a dire una media di 6,15 gare a stagione. Andando a vedere con precisione, Berni è stato il portiere titolare in 2 anni e mezzo alla Ternana in Serie B (stagioni 2003/2006) e un’altra mezza stagione, sempre in serie cadetta alla Salernitana (gen.-giu. 2009). Al suo attivo ha anche una Supercoppa Italiana vinta nel 2009 con la Lazio. Ma quanto è bello essere Tommaso Berni?

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Ah, quasi dimenticavo, ha segnato Bastoni, quindi devo per forza scrivere nel pezzo “L’Inter cala l’asso di Bastoni” come hanno fatto tutti. Se non scrivi “L’Inter cala l’asso di Bastoni” non sei nessuno.

You’ll never walk alone e altre cose

Dopo 30 anni, finalmente il Liverpool ha nuovamente vinto la Premier League. 30 lunghi anni di attesa. Quante cose sono cambiate in questi ultimi 30 anni. La tecnologia, la vita di tutti i giorni, la musica e tante altre cose che sicuramente sono cambiate ma che io non so visto che 30 anni non ero neanche nato. Sono impreparato lo so.

liverpool

Con ben 7 turni di anticipo la matematica ha consegnato ai Reds il trofeo tanto desiderato. Tanti giocatori e tanti allenatori hanno provato a raggiungere questo obiettivo ma non ci è riuscito nessuno. Fernando Torres, Luis Suarez, il capitano di una vita Stevie G, l’irreprensibile trio italiano Aquilani, Borini, Balotelli. Insomma, solo grandi campioni. Tanti applausi sia per il tecnico tedesco Klopp che per i tanti campioni presenti in squadra, Van Dijk, Salah e Mané su tutti.

Siamo a fine giugno ed ovviamente è iniziato il calciomercato, anzi, le trattative, visto che il calciomercato vero e proprio inizierà a settembre. I primi colpi però sono già impostati e conclusi, in attesa dell’ufficialità. Sulla bocca di tutti c’è lo scambio molto gonfiato tra Juve e Barcellona. Pjanic in catalogna e Arthur sotto la Mole. 60 milioni alla Juve per il bosniaco e 70+5 di bonus al Barca per il brasiliano. Circa 45 milioni di euro di plusvalenza per ogni squadra. I prezzi sono ovviamente gonfiati, permettendo alle società di dare ai propri giocatori delle valutazioni fittizzie, venderli a cifre superiori e rientrare nei paletti del FFP con la grande plusvalenza appena fatta. È moralmente corretto fare tutto ciò? No, non lo è. È consentito dal regolamento? Sì, lo è. Quindi l’argomento si chiude qui.

Gran colpo di Marotta che porta a Milano il terzino marocchino Hakimi. Questa volta i 40 milioni sono “giusti” come valutazione. Quinquennale da 5 milioni di euro a salire per il ragazzo. L’Inter quindi si assicura un futuro top player della fascia destra che sarà il perno e anche il futuro della squadra nerazzurra. Anche se ciò vorrà dire che uno tra D’Ambrosio e Candreva perderà il posto da titolare…#primagliitaliani.

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Noi ci risentiamo lunedì prossimo, in attesa di altri gol da commentare, partite da vedere e polemiche da sviscerare.

P.S. Benvenuto al Benevento in Serie A.