Empoli, Corsi: “Vicario? Ci sono un paio di club esteri. Stamattina mi ha chiamato una big italiana”

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Grazie alla grandissima stagione vissuta, Guglielmo Vicario si è guadagnato la luce di diversi riflettori non solo in Italia, ma anche all’estero. Recentemente il portiere dell’Empoli, classe ’96, è finito nel mirino di numerosi top club ed è stato convocato in Nazionale dal mister Roberto Mancini per gli impegni della fase finale di Nations League (senza però scendere in campo). Sulla situazione di Vicario ha voluto fare chiarezza Fabrizio Corsi, presidente della società toscana.

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Le parole di Corsi su Vicario

In un intervento a Lady Radio, il patron dell’Empoli si è così espresso: “Ci sono delle squadre interessate che hanno fatto domanda. Un paio sono estere e con una di queste c’è un discorso piuttosto avviato. Stamani mi ha anche chiamato una grande società italiana sapendo tutto, anche più di me. Mi ha detto che potrebbero cedere il loro portiere all’estero e che sarebbero interessati a Vicario. Per me conta anche l’amicizia e da vari mesi mi hanno manifestato il loro interesse“. Per quanto riguarda la big italiana, diversi indizi ricondurrebbero all’Inter. I nerazzurri potrebbero dover cedere il loro estremo difensore, André Onana, sul quale si è mosso il Chelsea e non hanno nascosto il loro interessamento per Vicario.

Il possibile valore del portiere friulano

In merito al probabile valore di mercato attribuibile al giocatore, Corsi ha affermato: “Il valore lo fanno tanti fattori. In Italia ci farebbe comodo fare un po’ di concorrenza all’Inghilterra e ho la sensazione che ora stia un po’ succedendo. Siamo al primo giro di portieri, con quello dell’Everton che sta partendo per 45 milioni o quello del Brentford per cifre simili. E Vicario, perdonatemi, ma è superiore“. Il presidente ha poi ricordato quanto avvenuto con Vicario la scorsa estate: “Noi lo riscattammo per rivenderlo, pagandolo anche molto per le nostre casse. Pensavamo che la Fiorentina fosse una delle società interessate, così come il Napoli e l’Inter. Per noi è motivo d’orgoglio che sia nel mirino di squadre importanti, lui è anche una persona speciale, non solo un calciatore: ieri è tornato dalla Nazionale ed è venuto a regalarmi la maglia. Ha la maturità e l’equilibrio di un cinquantenne e se guardiamo all’atleta sembra una macchina da guerra“.