Esclusiva OkC, ag. Tosto: “Semifinale di Coppa Italia trampolino di lancio. L’Empoli è come toccare il cielo con un dito”

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Nonostante l’Empoli sia attualmente al terzultimo posto in classifica in Serie A e in piena lotta per evitare la retrocessione nel campionato cadetto, il 2025 resterà a prescindere un anno indimenticabile per la società toscana. I ragazzi di Roberto D’Aversa hanno battuto la Juventus ai calci di rigore all’Allianz Stadium dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, conquistando così l’accesso alla semifinale di Coppa Italia per la prima volta nella storia del club. L’allenatore si è dimostrato molto coraggioso e si è presentato con una formazione ricca di giovani (l’età media dell’undici iniziale è di 23 anni e 5 mesi), tra cui spicca il difensore Lorenzo Tosto.

Nato il 29 gennaio 2006 a Lucca, il figlio dell’ex calciatore Vittorio Tosto esordisce in prima squadra il 24 settembre 2024 nella partita contro il Torino e ora è a quota 4 presenze con i “grandi”: in Serie A debutta il 2 febbraio proprio contro la Vecchia Signora, mentre in Coppa Italia gioca da titolare i sedicesimi di finale contro i granata (vittoria per 1-2), gli ottavi contro la Fiorentina (5-6 d.c.r.) e i quarti contro la Juventus (3-5 d.c.r.).

In esclusiva per Ok Calciomercato Emanuele Polzella ha intervistato Giancarlo Tronchetti, agente di Lorenzo Tosto. Nel corso della conversazione il procuratore ha toccato numerose tematiche: l’impresa all’Allianz Stadium, il rapporto del suo assistito con D’Aversa, l’aneddoto legato al debutto del padre del diciannovenne, l’amore per l’Empoli e gli obiettivi futuri.

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L’intervista a Giancarlo Tronchetti

Che emozione è stata passare il turno in casa della Juventus?
“Un traguardo impensabile per tutti, anche per coloro che hanno visto la partita in televisione. Nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul passaggio del turno dell’Empoli all’Allianz Stadium, soprattutto perché era imbottito di giovani: Lorenzo e Konate sono del 2006, Bacci del 2005 e Marianucci del 2004. Forse neanche i calciatori immaginavano che potesse accadere una cosa del genere”.

L’Empoli ha raggiunto per la prima volta nella sua storia la semifinale di Coppa Italia: cosa significa essere protagonisti di questo traguardo?
“Per Lorenzo e gli altri giovani si tratta di un grande traguardo e rappresenta un trampolino di lancio per loro. L’Empoli è una delle poche società in Italia che ha il coraggio di puntare sui ragazzi e sfido chiunque a far giocare tutti questi giovani in una partita che sarebbe potuta diventare così importante per la storia del club. Onore all’Empoli, che ha dato la possibilità ai ragazzi di crescere e vivere un’emozione così intensa”.

Che impatto ha avuto Tosto con il calcio dei ‘grandi’? Si aspettava di esordire in prima squadra in questa stagione?
“Per come si è allenato durante la preparazione estiva, mister D’Aversa e lo staff hanno subito visto che si trattasse di un ragazzo di piede mancino con qualità tecniche molto importanti. Ovviamente è ancora in una fase di costruzione fisica, gli manca un po’ di massa muscolare e di barba sul viso, è uno sbarbatello (ride, ndr). Sin dall’inizio della stagione il tecnico ha deciso di tenerlo fisso in prima squadra per aumentare i carichi di lavoro e questo è il motivo per cui ha fatto soltanto qualche apparizione in Primavera. Onestamente pensavamo che potesse esordire e giocare alcune partite in Coppa Italia in questa stagione. Nessuno però si aspettava che l’Empoli arrivasse in semifinale, dando quindi l’opportunità a Lorenzo di giocare ulteriori gare”.

Ha esordito in Serie A contro la Juventus e ieri è stato uno dei protagonisti dell’impresa realizzata dall’Empoli proprio in casa della Vecchia Signora…
“Il padre di Lorenzo è Vittorio Tosto, ex calciatore di tante squadre di Serie A e B. Lui ha indossato la fascia di capitano dell’Empoli e inoltre ha esordito nel massimo campionato italiano con la maglia del Torino in una partita disputata allo Stadio Comunale. La città di Torino, quindi, per la famiglia Tosto ha un significato particolare”.

Che rapporto ha il calciatore con D’Aversa?
“Un ottimo rapporto e di stima reciproca. Lorenzo ha un carattere introverso e parla poco, ma lavora molto e soprattutto ascolta i consigli dell’allenatore. I suggerimenti del mister sono troppo importanti per la sua crescita”.

È cresciuto nel settore giovanile dell’Empoli e ora è in prima squadra: cosa significa questo club per lui?
“Significa senso di appartenenza come tantissimi altri giovani che sono arrivati all’Empoli da ragazzi o addirittura da bambini. Esordire in prima squadra è sicuramente un’emozione fuori dal comune. In altre società è difficile fare questo tipo di percorso”.

Quale è il suo obiettivo in questa stagione?
“L’obiettivo di Lorenzo è giocare più partite possibili e avere la chance di scendere in campo nella semifinale di Coppa Italia contro il Bologna, sarebbe importantissimo. Inoltre vuole dimostrare di essere un ragazzo in crescita e che può fare qualcosa nel mondo del calcio”.

Che difensore le ricorda?
“Dal punto di vista tecnico e fisico mi ricorda Alessandro Bastoni. Da piccolo era alto e secco come lui, poi ovviamente con il tempo ha messo massa muscolare. Si tratta comunque di quel tipo di giocatore molto tecnico e longilineo. Per me è il calciatore a cui somiglia di più, dato che anche Lorenzo gioca da braccetto di sinistra nella difesa a tre”.

In cosa può migliorare?
“Può migliorare nel duello uno contro uno e molto dipenderà dalla massa muscolare che acquisirà. Sistemato questo aspetto, potrebbe diventare un prospetto importante”.

Per quanto riguarda il futuro: quale è il piano dell’Empoli per Tosto?
“L’Empoli vede Lorenzo in un determinato modo. Sicuramente il prossimo anno avrà un percorso di crescita all’interno del club e mi auguro che resti in Serie A. Come fece Mattia Viti all’epoca, io credo che avrà la possibilità di giocare e migliorare nella società in cui è cresciuto”.

Il club toscano vuole blindarlo? E lui punta a restare?
“Sicuramente. Il percorso sarà certamente questo”.

Altre società hanno mostrato interesse nei suoi confronti?
“Lui per ora è contento all’Empoli, non sta pensando di dover cambiare aria. Sa benissimo di essere all’inizio della sua carriera, quindi non guarda eventuali telefonate da parte di altri club. Per Lorenzo giocare nell’Empoli è come toccare il cielo con un dito”.

In futuro potrebbe arrivare a giocare in una big?
“Tutti se lo augurano, a partire dalla famiglia fino ad arrivare a noi dell’entourage. Speriamo che in futuro possa diventare un giocatore importante nel panorama nazionale, ma bisogna andare sempre con i piedi di piombo e lavorare giornalmente per migliorarsi”.