Esclusiva OkC, Collovati: “La Juve può vincere la Champions. Conte? Ha dato un’anima all’Inter”

La redazione di Ok Calciomercato ha intervistato in esclusiva Fulvio Collovati, ex calciatore di Milan e Inter, tra le altre, e Campione del Mondo con la nazionale azzurra nel 1982. Tra i temi trattati l’imminente giornata di Champions League, incentrando il discorso sulle squadre italiane, attese da partite importanti.

Le parole di Fulvio Collovati alla nostra redazione

Il gioco di Sarri si è dimostrato importante e per certi versi decisivo in Europa, basta pensare all’Europa League con il Chelsea. Crede che l’allenatore bianconero possa dare, nel corso della stagione, definitivamente la sua impronta di gioco e grazie a questa portare la Juve ad alzare la Champions?
“Perché no! C’è riuscito nel Chelsea, perché non potrebbe fare lo stesso con la Juventus. Poi la vittoria dipende da tanti fattori, tra i quali la fortuna. La Champions è diversa dal campionato proprio per questo: basta che vada male una partita e sei fuori. Di conseguenza è fisiologico che ci sia un indice di difficoltà maggiore rispetto alle altre competizioni. Pensiamo all’Ajax, lo scorso anno, che butta fuori la Juve, reduce dall’impresa al ritorno con l’Atletico Madrid”.

Restando sempre sulla Juventus, ad inizio stagione è stato attuato un cambio tecnico radicale, liberando un allenatore pragmatico come Allegri per prendere un esteta come Sarri. Secondo lei, tra le due tipologia di gioco differenti, quale è più incline e utile in campo europeo?

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“Allegri ha raggiunto due finali, per cui non si può definire il suo gioco puramente italiano, basato su tattica e risultato. Nel giro di cinque anni ha vinto tantissimo con la Juventus ed è arrivato sempre ad un passo dal trionfo anche in campo europeo. Le finali sono partite secche che le vinci o le perdi. Allegri sfortunatamente le ha perse, Sarri lo scorso anno è riuscito a vincere con il Chelsea. È difficile dire quale sia il metodo più attinente alla Champions. La vittoria, inoltre, dipende spesso da come stanno nei momenti decisivi gli uomini chiave, come Ronaldo e Pjanic. Senza di loro rischi di non arrivare da nessuna parte”.

Chiudendo il discorso Juventus, lei che ha solcato palcoscenici importanti nel Milan, nell’Inter e che è stato presente nella conquista della Coppa del Mondo nel 1982 con Bearzot, ci saprebbe delineare quali sono le componenti principali e decisive per condurre una squadra al trionfo in una competizione?
“Sicuramente l’esperienza e una buona componente di fortuna. Bisogna avere quel quid di buona sorte che è importantissimo. Penso alla squalifica di Nedved nella finale di Manchester nel 2003 della Juve contro il Milan, per cui gli episodi, gli infortuni, le squalifiche e lo stato di forma in generale possono incanalare la stagione in certi binari. Non bisogna dimenticare, inoltre, che la Juventus quest’anno ha cambiato allenatore e deve ancora assimilare concetti del gioco di Sarri. Ogni stagione è a sé, non si deve dare nulla per scontato”.

“L’Atalanta può ancora sperare nel passaggio del turno”

In Italia l’Atalanta ha dimostrato di essere una realtà solida e importante. In Europa no. Tralasciando la sconfitta con il Manchester City, che ci può stare, perché la Dea non è riuscita ad avere la meglio contro squadre alla sua portata come Dinamo Zagabria e Shakhtar?

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“È un problema d’esperienza, e forse di troppo entusiasmo. In Champions bisogna essere più pragmatici e saper leggere i momenti della partita. La troppa spavalderia e inesperienza hanno sicuramente penalizzato la squadra di Gasperini. È una squadra giovane ed inesperta, della quale però non bisogna mai fidarsi”.

Nonostante le tre sconfitte su tre, Guardiola nel post City-Atalanta ha ribadito più e più volte che l’Atalanta ha le potenzialità per vincere tutte le partite che mancano per completare il girone e passare il turno. Lei crede che questo sia veramente possibile? L’Atalanta ha ancora chance di passare o bisogna considerarla con un piede e mezzo fuori dalla Champions?
“Finché la matematica non la condannerà, l’Atalanta deve giocare per passare il turno. Magari proprio adesso che la si considera tagliata fuori, la giusta spensieratezza e una buona dose di libertà possono far compiere un’impresa agli uomini di Gasperini. Certo adesso è tutto più complicato, ma bisogna crederci”.

“Il Napoli? Può ambire ad arrivare in fondo”

In campionato non si è visto il Napoli che tutti ci attendevamo: per questo Inter e Juventus, seppur dopo undici giornate, sembrano avere una marcia in più. Mentre in Champions, il Napoli si è dimostrato all’altezza delle big europee. Se a questo aggiungiamo la storica vocazione di Ancelotti per la Champions, possiamo dire che i partenopei possono arrivare in fondo?

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“Assolutamente sì. Se l’anno passato in finale è arrivato il Tottenham, che non sta passando un grande periodo nel campionato inglese, il Napoli può certamente ambire alla vittoria finale, anche perché Ancelotti ha a disposizione giocatori di livello internazionale. In campionato è un momento particolare, probabilmente perché mancano le motivazioni giuste. In Champions, invece, in caso di vittoria contro il Salisburgo, i partenopei sarebbero praticamente qualificati con due turni d’anticipo. A ciò bisogna aggiungere che nelle partite ad eliminazione diretta, il Napoli è un avversario ostico da prendere con le pinze”.

“A Dortmund ambiente caldo, ma l’Inter può fare male ai tedeschi”

Mercoledì per i nerazzurri sarà una partita importante e decisiva. Ad attendere Conte ci sarà un clima ostico e rovente, con il Borussia che vorrà assolutamente fare risultato. L’Inter ha l’esperienza e le qualità per dettare il suo calcio anche in questi ambienti?

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“Contro il Dortmund, in Germania, ho giocato e ricordo l’ambiente abbastanza caldo. L’Inter, d’altro canto, sta bene. Molto dipenderà dalla voglia, dalla convinzione, dall’intensità degli uomini di Conte, caratteristiche tipiche dell’allenatore leccese, che sono state alla base delle ultime vittorie con Brescia e Bologna. Conte ha già dato un’anima ai nerazzurri, trasmettendogli la sua voglia di vincere sempre. Con lo spirito giusto l’Inter può uscire indenne da questa ostica trasferta, passare il turno, e recitare un ruolo importante anche in Champions, chiaramente con gli innesti giusti a Gennaio”.

Per concludere, ci dice le sue tre favorite per la vittoria finale della Champions?
“Barcellona in primis. Lo stesso Manchester City ha fatto capire che più che alla Premier punti alla Champions. E come terza indubbiamente la Juventus di Cristiano Ronaldo. Anche perché il Liverpool ha vinto lo scorso anno e quest’anno, contrariamente al City, sembra puntare alla Premier; il Bayern Monaco e il Real Madrid ad oggi hanno delle situazioni particolari e difficili; il PSG è una squadra molto emotiva e incostante”.