Il Napoli torna a esultare e conquista il secondo scudetto negli ultimi tre anni. Risultato straordinario per la squadra partenopea, che riscatta il decimo posto in classifica della precedente stagione e porta a casa il titolo al termine di un duello mozzafiato con l’Inter. Decisiva la vittoria per 2-0 contro il Cagliari grazie alle splendide reti dei due principali protagonisti della cavalcata, ovvero Scott McTominay e Romelu Lukaku. In seguito a questo successo i campani chiudono a quota 82 e battono i nerazzurri per un solo punto: si tratta quindi del quarto scudetto nella storia del Napoli, un traguardo che vale il sorpasso sulla Roma (ferma a tre) nell’albo d’oro.
In esclusiva a Ok Calciomercato abbiamo intervistato Arturo Di Napoli, ex attaccante proprio di Inter e Napoli. Nel corso della conversazione Re Artù ha toccato diversi argomenti: dal capolavoro di Antonio Conte al futuro dell’allenatore, passando per l’MVP del campionato dei partenopei e arrivando fino al grande lavoro di Simone Inzaghi sulla panchina della Beneamata e alla finale di Champions League contro il PSG.

L’intervista ad Arturo Di Napoli
Che valore ha questo scudetto per il Napoli?
“Ha un valore enorme perché corona un percorso incredibile fatto dalla squadra di Conte. Ricordiamo il tipo di campionato che fece il Napoli l’anno scorso e oggi invece è campione d’Italia, la cavalcata è stata davvero pazzesca”.
Quale è stato il momento decisivo?
“Dopo l’avvio di stagione non facile con la pesante sconfitta contro l’Hellas Verona, piano piano Conte è riuscito a costruire un gruppo. La consapevolezza definitiva è arrivata dopo le vittorie contro Juventus e Atalanta e da quel momento i giocatori hanno creduto fortemente di poter arrivare fino in fondo”.
Quanto è importante il lavoro di un allenatore in una squadra?
“Si diceva sempre che l’allenatore conta poco rispetto ai giocatori, ma in realtà c’è bisogno di qualcuno che li faccia girare. Guardate il PSG, ha avuto grandissimi campioni e non è mai riuscito ad andare avanti. Il tecnico è una linea guida fondamentale per una squadra. Al lavoro di Conte do una percentuale alta in questo scudetto”.
Conte resterà al Napoli?
“Difficile rispondere a questa domanda. I segnali dati ieri non sono incoraggianti, anche se questo è semplicemente un parere personale. Credo che la permanenza di Conte al Napoli sia sotto il 50%”.
Chi potrebbe essere il suo sostituto ideale?
“Trovare un sostituto di Conte non è affatto semplice, ma Allegri ha voglia di riscatto dopo essere stato fuori tanto tempo. Massimiliano potrebbe dare un segnale anche in Champions League, ma spero fino in fondo che Conte possa restare al Napoli per dare continuità al progetto che ha costruito”.
Conte è il miglior allenatore italiano?
“No, ma è uno dei migliori”.
Chi è stato l’MVP del Napoli?
“Direi Scott McTominay, ha rotto gli equilibri ed è stato fondamentale”.
Cosa pensa di Lukaku? L’ex attaccante dell’Inter è stato decisivo per la vittoria dello scudetto del Napoli…
“Con Conte ha un’alchimia pazzesca. Non è stato il Lukaku che tutti conoscevamo all’Inter, ma è diventato un punto di riferimento per lo spogliatoio del Napoli. Secondo me ha avuto un ruolo fondamentale in questo scudetto nonostante sia stato un po’ discontinuo”.
Considerando la forza della rosa dell’Inter, questo scudetto è stato vinto dal Napoli o perso dai nerazzurri?
“L’Inter è una squadra forte, ma quando hai tanti infortuni e sei costretto a giocare su tre fronti, perché la tradizione te lo impone, diventa un peso. Non mi piace dire che i nerazzurri abbiano perso lo scudetto, perché non si valorizzerebbe il lavoro di Conte e dei calciatori del Napoli. Il campionato funziona così, una vince e le altre guardano. Io direi che i partenopei hanno meritato lo scudetto e non c’è stato alcun demerito da parte dell’Inter, gli episodi cruciali hanno condannato i nerazzurri. Questo scudetto è stato vinto dal Napoli e non perso dalla Beneamata”.
Come valuta il lavoro di Inzaghi?
“Lo reputo fantastico, ha valorizzato tanti calciatori e portato molti introiti al club. Quando un allenatore fa questo significa che sta lavorando alla grande. Inoltre, soffermandoci su alcune partite, non mi ricordo un’Inter così bella. Inzaghi mi piace molto e secondo me ha fatto un super lavoro. Si tratta di un tecnico aziendalista, che porta introiti e che valorizza la squadra. Ha trascinato nuovamente i nerazzurri in finale di Champions League e speriamo che questa volta l’esito sia diverso”.
Il giudizio resterebbe comunque positivo anche in caso di sconfitta in finale di Champions League?
“È chiaro che le vittorie cambiano i giudizi di un’annata. Sarebbe paradossale che l’Inter chiudesse la stagione con zero trofei, ma dopo aver perso Coppa Italia e Serie A è quasi obbligata a vincere la Champions nonostante non sia una cosa facile. Io sono fiducioso”.
Come vede la finale di Champions?
“Una partita da 50 e 50, si azzerano tutti i valori. Ci saranno una concentrazione e un’adrenalina fuori dal comune, mentre la stanchezza sarà spazzata via. In finale, a prescindere dalla competizione, non c’è mai un favorito”.

