Esclusiva OkC, Galasso: “Il calcio italiano è in salute. Euro 2020? Nazionale carica e motivata”

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La redazione di Ok Calciomercato ha contattato in esclusiva Rocco Galasso, coordinatore marketing solidale e progetti speciali del Monopoli Calcio e Vice Presidente ADiSe, per fare il punto della situazione del calcio italiano a livello internazionale e non solo.

Le parole di Rocco Galasso ad Ok Calciomercato

Partiamo dal suo incarico nel Monopoli: come procede lo sviluppo dell’Area Solidale del club?
“Molto bene. A Monopoli ho trovato un contesto già molto preparato a questa tipologia di eventi. Qui è stata stabilita una struttura dell’area marketing nel solidale non occasionale, ma stabile. Il Presidente Lopez e l’Avvocato Radicchia sono molto sensibili a questa causa, e mi hanno scelto in quanto adeguato a questo tipo di incarico, con la programmazione di eventi nello stesso ambito solidale. Iniziative del genere sono state fatte in passato anche da altri club, che legano il discorso sportivo con la solidarietà. Con questo impegno le società vedono aumentare il consenso verso loro stesse”.

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La vediamo costantemente impegnata anche nel ruolo di Vice Presidente ADiSe, al fianco di Beppe Marotta: ci racconta che 2019 è stato e cosa prevede il 2020 dell’ADiSe?
“Il mio impegno nell’associazione riguarda la classe dei dirigenti di calcio, che si differenziano in direttori sportivi e operatori nella Lega Nazionale Dilettanti. Questi ultimi sono un notevole crescendo nell’organizzazione sportiva, con numerosi corsi di qualifica nel ruolo. Questo è un segnale molto importante in quanto nei dilettanti sono necessari requisiti non solo calcistici ma anche gestionali, come la programmazione dei bilanci. Questi due aspetti devono andare di pari passo, perciò chi va a gestire una società deve essere qualificato in entrambi i compiti.

Inoltre la Commissione ADiSe, con il mio contributo e quello del Presidente Marotta, sta lavorando per la riforma statuaria, cercando di capire come debba essere maggiormente tenuta in considerazione la figura del direttore sportivo nell’ambito dell’organizzazione sportiva. Essa non è una figura complementare, ma fondamentale, e per niente facile. Ultimamente si notano alcune situazioni di escamotage per non impegnare i direttori sportivi, con presidenti totalizzanti. Non è affatto un successo della categoria. Molti ds sono a casa, sostituiti da persone senza titoli. Ciò non fa bene al calcio. I direttori sportivi hanno fatto un’abilitazione specifica, e le società devono averne rispetto. Chi non si avvale della figura del direttore sportivo vuol dire che non vuole lavorare pulito”.

Manca poco all’evento di chiusura del calciomercato: sarà anche quest’anno una grande occasione di ritrovo per i massimi dirigenti dei club italiani e non solo?
“Il calciomercato ha avuto molte trasformazioni nelle procedure della campagna trasferimenti: operazioni che una volta si facevano esclusivamente nelle aree destinate, oggi vengono eseguite online o per via telefonica con terminali appositi. Nonostante ciò, il luogo stesso rimane di grande interesse, soprattutto mediatico, ma anche come possibilità di incontri. Infatti ci sarà un corso di aggiornamento obbligatorio per i direttori sportivi, e questa sarà l’occasione per vederli tutti insieme riuniti a ragionare sull’argomento. Quindi la tre giorni conclusiva del calciomercato resta un appuntamento di grande interesse per tutta la famiglia calcistica”.

Proprio dal calciomercato assistiamo ormai da tempo al trasferimento in Italia di grandi campioni: il calcio nostrano sta tornando al top a livello internazionale?
“Lo speriamo tutti. I nostri top club hanno dimostrato di voler tenere il passo delle squadre europee più importanti. Questa è una fase dove il calcio italiano si sta riproponendo come calcio di grande interesse sul palcoscenico internazionale”.

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In questo senso, cosa aspettarsi dalla Nazionale di Mancini ad Euro 2020?
“È una Nazionale carica e motivata, Mancini sta lavorando bene. In Italia ci sono giocatori che possono competere con quelli delle altre nazionali, perciò la base c’è. In questi anni è mancato un punto di riferimento centrale nel sistema organizzativo, non sono mai stati in discussione i valori stessi dei giocatori professionisti. Abbiamo la fortuna di scommettere su una valida linea verde, che dà l’idea di avere una impostazione convincente e di prospettiva. Speriamo che ci dia grande soddisfazioni”.