Esclusiva OkC, Iezzo: “Napoli? Gattuso riporterà autostima, Insigne è un campione”

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La redazione di Ok Calciomercato ha intervistato in esclusiva Gennaro Iezzo, portiere che ha militato nel Napoli per 6 anni, guidandolo alla scalata dalla Serie C all’Europa. Tema principale, e non poteva essere altrimenti, l’analisi del momento e dell’ambiente Napoli attuata da un napoletano doc.

Le parole di Gennaro Iezzo

Cosa può e deve fare il Napoli per ripartire? Quali tasti Gattuso deve toccare per consentire al Napoli di ritornare sui livelli a cui ci aveva abituato?
“Gattuso saprà perfettamente quali tasti toccare per non far diventare questa anomala stagione un’annata fallimentare. È una stagione particolare per il Napoli che è stato abituato, da 10 anni a questa parte, a solcare terreni europei e a lottare con la Juventus per il campionato. Perciò ritrovarsi in questa situazione di classifica è abbastanza particolare. Per Ringhio non sarà sicuramente un compito facile, ma credo che con il suo carattere Gattuso potrà ridare un po’ di autostima in più ai giocatori, perché non si può diventare brocchi all’improvviso. Il Napoli non deve pensare alla classifica, ma deve preoccuparsi di ritrovare quel gioco che ci ha fatto innamorare negli anni passati. Qualche innesto di qualità chiaramente non guasterebbe”.

Proprio in relazione agli innesti, è fatta per Demme dal Lipsia e vicino è anche Lobotka: secondo lei, oltre a questi due innesti a centrocampo il Napoli deve preoccuparsi di prendere altri giocatori? E come deve comportarsi con la situazione di Callejon e Mertens?

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“Il Napoli aveva bisogno di questi due centrocampisti centrali. Il mercato di gennaio può tranquillamente fermarsi qui. Non dimentichiamo, infatti, che il Napoli, soprattutto nel reparto offensivo, è coperto, così come sulle fasce. In questo senso bisognerà capire la situazione dei vari Ghoulam, Callejon e Mertens. Per quanto riguarda lo spagnolo e il belga, credo che molto dipenda da loro. Oggi, per il club è molto difficile proporgli qualcosa e i giocatori hanno il coltello della parte del manico. Personalmente li terrei entrambi, perché sono componenti essenziali. D’altra parte però per molti che stanno da tanto tempo a Napoli ritengo che sia maturato il tempo e che sia finito quel ciclo”.

Restando sul tema mercato e su giocatori che hanno fatto a Napoli tanti anni: a giugno sarà probabilmente rivoluzione, da chi e da cosa deve ripartire il Napoli di domani?
“Se avrà la forza di tenere il Napoli deve ripartire da giocatori come Koulibaly e Insigne, che hanno ancora l’età giusta per incidere e per trasmettere a chi verrà cos’è veramente il Napoli. Coltivo dubbi però sul fatto che si riesca a trattenere il senegalese, soprattutto nella probabile eventualità di non centrare la Champions. Napoli, comunque, è una piazza importante con dei tifosi splendidi che rispondono e che sono sempre stati vicini alla squadra anche in questi momenti”.

Proprio Insigne è stato oggetto di qualche critica, lei che ha vissuto e che è stato emblema dell’ambiente napoletano, cosa consiglia al 24 partenopeo?

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“Il valore di Insigne non deve essere messo in discussione, l’unica cosa che deve fare è mettersi con la testa basta e lavorare e non pensare a nulla. Purtroppo per i napoletani è sempre difficile indossare la maglia del Napoli, perché ti porti in campo il peso di tutta la città. I tifosi si aspettano sempre il massimo e non sopportano che il proprio beniamino sbagli qualcosa. Il problema è forse questo: lui, perché napoletano, è attaccato troppo alla maglia e quindi risente di questo peso. Insigne è un campione, è un patrimonio per il calcio italiano, deve rimanere sereno e lavorare, senza leggere giornali e sentire nessuno. Deve tapparsi le orecchie, anche perché è il giocatore che ha più personalità in questa squadra”.

Analisi sulle scelte di De Laurentiis

Trova giusta dopo il passaggio in Champions, avvenuto in maniera brillante, la scelta di De Laurentiis di sostituire un allenatore vincente e radicato come Ancelotti con un tecnico giovane come Gattuso?
“La scelta di prendere Gattuso è stata fatta per cercare di risolvere i problemi soprattutto in campionato e di scuotere l’ambiente. La Champions è stata condotta in maniera brillante, ma non è la priorità per il Napoli. I partenopei devono cercare di recuperare in campionato e cercare di entrare nelle prime quattro squadre, e Gattuso è stato preso per questo. Non si può parlare troppo della sfortuna: quando le cose girano male devi stare attento anche alle piccolezze, non ci si può permettere di essere superficiali. La sfortuna può ritorcersi contro una volta, ma non ci si può appigliare sempre ed esclusivamente a quello”.

Molti hanno accusato il presidente per alcune scelte, come quella del ritiro, che hanno creato ruggini all’interno dei rapporti fra giocatori e società. Come reputa le scelte di De Laurentiis?

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“Quando le cose vanno male le colpe devono dividersi. Sulla questione ritiro trovo veramente assurdo che i giocatori non si siano recati direttamente a Castel Volturno quella sera stessa, disobbedendo alle scelte del presidente. Sbagliata è stata anche la scelta di Ancelotti di andare davanti alle telecamere e dire di non essere d’accordo al ritiro, perché i giocatori si sono sentiti dalla parte forte. Quello che manca all’interno del Napoli è la presenza di un uomo che conosca sia la piazza che la società e che sappia gestire determinate situazioni”.