Esclusiva OkC, Rizzitelli: “Roma seconda? Sarebbe una sconfitta. Su Nazionale e Totti…”

Dopo la pausa per le nazionali, ci stiamo avvicinando all’ottava giornata di Serie A che ha in programma il big match del San Paolo tra Napoli e Roma.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Ruggero Rizzitelli, attaccante giallorosso dal 1988 al 1994, il quale ci ha dato in esclusiva un suo punto di vista sulla situazione degli Azzurri di Ventura e sull’attesissima sfida tra Sarri e Spalletti.

“Penso che i problemi ci sono e si siano visti”.

Riferendosi agli ultimi match disputati dall’Italia, Rizzitelli si è mostrato quasi “infastidito” da come siano state interpretate le prestazioni dei giocatori:

“Dopo la partita con la Spagna, ho sentito addirittura dire che avremmo meritato di vincere. In realtà non ci si può esaltare per aver avuto una reazione di venti minuti, dopo che non si è visto un pallone per tutta la partita. Con la Macedonia infatti, non c’è stata la prestazione. Sono arrivati i tre punti ma dalla Nazionale ci si aspetta di più, specie contro un avversario di quel calibro.

Penso che in questo momento non ci siano i giocatori adatti, non accetto più il discorso della ‘squadra giovane’ perché alla fine è tutta gente che ha già fatto la sua esperienza in Serie A”.

Il caso Pellè ha smosso le critiche di tutta la stampa nazionale e non solo, tanto da portare il ct ad escludere l’ex Southampton dal giro degli Azzurri.

“Ventura ha fatto bene. Quello di Pellè è un caso strano. Di giocatori che mandano a quel paese gli allenatori perché sostituiti ne ho visti tantissimi ed è normale, ma il fatto che non gli abbia neanche dato la mano lo trovo brutto e diseducativo, specialmente da parte sua. Se ora è in Cina a prendere tutti quei soldi lo deve anche alla Nazionale, per questo dovrebbe rispettarla di più in campo, prima di chiedere scusa a cose fatte”.

Sabato alle 15, sarà proprio Napoli-Roma a dare il via alla nuova giornata di Serie A. La partita promette spettacolo e Rizzitelli, prima di tutto, è convinto di una sola cosa:

“Dal San Paolo uscirà l’anti-Juve perché non credo che ci siano altre squadre in grado di infastidirla per il titolo. C’è anche da dire, però, che con qualsiasi risultato i bianconeri trarranno un vantaggio e se poi dovessero riuscire ad allungare ancora, potrebbe diventare già difficile prenderli”.

Le qualificazioni ai Mondiali hanno dato a Sarri un bel problema: l’infortunio di Milik toglie ai padroni di casa quello che stava diventando sempre di più un punto di riferimento.

“Brutta botta. Milik è un gran giocatore e non so se Sarri vorrà puntare su Gabbiadini per sostituirlo. Secondo me non è il centravanti al quale l’allenatore si è sempre affidato, si potrebbe pensare a giocare con Mertens schierato da ‘falso 9’ ma in ogni caso si snaturerebbero le caratteristiche che hanno reso bello il gioco del Napoli”.

Dall’altra parte c’è la Roma, di rientro dopo la vittoria con l’Inter ma fresca di saluti con Sabatini.

“La Roma contro i nerazzurri ha rialzato la testa. Non è concepibile che in Serie A si vedano create così tante occasioni da gol quindi c’è sicuramente qualcosa da rivedere, ma la vittoria è sempre un ottimo punto di partenza. Da quei tre punti Spalletti deve andare avanti ed aggiustare un po’ quei meccanismi difensivi che stanno mancando.

Sabatini ha detto delle cose giuste. La ‘rivoluzione culturale’ che voleva fare era quella di portare una mentalità vincente a Roma ed è necessario. Bisogna sempre giocare per vincere ed arrivare sempre più in alto perché, da un certo punto in poi, per una società come la Roma il secondo posto è comunque una sconfitta”.

In chiusura, Rizzitelli ha detto la sua su Francesco Totti, quali possano essere i pro ed i contro di un giocatore del genere e come questo, al di là del lato tecnico, possa influire sul resto della squadra:

“Francesco ha dimostrato di stare bene sul campo, non si possono pretendere 90 minuti ma sa ancora essere determinante, fare la differenza. Come ha detto Spalletti, però, non si può contare soltanto su di lui. Quando il tecnico dice che bisogna cercare altri come lui ha ragione: c’è bisogno di leader, di guide che sappiano sostituire la sua figura in campo e fuori. Adesso, probabilmente, i giocatori si appoggiano troppo sulle spalle di Francesco nel bene e nel male ma questo non può durare in eterno. Serve qualcuno che sappia prendersi le sue stesse responsabilità, prima che lui si ritiri”.