Esclusiva OkC, Tacchinardi: “La Juventus è ricca di leader, il Napoli gioca un gran calcio”

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La redazione di Ok Calciomercato ha intervistato in esclusiva l’ex giocatore della Juventus Alessio Tacchinardi. Tra gli argomenti affrontati i bianconeri di Cristiano Ronaldo, Carlo Ancelotti, il derby di Torino e tanto altro.

Le parole di Alessio Tacchinardi a Ok Calciomercato

La Juventus sta dominando in campionato e in Champions. Nonostante le numerose difficoltà la squadra è prima in entrambe le competizioni. Mi sa fare un paragone tra la sua Juventus e quella attuale di Sarri?
“Sono due squadre diverse ma sicuramente con la solita mentalità, quella di vincere ed essere sempre vincenti in qualsiasi ambito. Ci sono caratteristiche diverse in molti giocatori, ma penso che siano due squadre fortissime. La Juventus attuale è la migliore in Italia e in Europa”.

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Lei ha giocato con giocatori del calibro di Deschamps. In questa Juventus, Ronaldo è il vero trascinatore o riesce ad individuare altri leader?
“In questa Juventus sicuramente Buffon è un leader al pari di Bonucci, Chiellini e Pjanic. Ce ne sono tanti di leader, come ce ne erano in passato nella mia Juventus. Ronaldo è in assoluto un trascinatore importante per questa squadra. La sua presenza è pesante anche per gli avversari, ma soprattutto, è un giocatore che ha tanta voglia di essere protagonista, un ragazzo che trascina i compagni di squadra. La Juventus di Sarri, fortunatamente, dispone di giocatori fortissimi e carismatici, il gruppo nel complesso è notevole”.

Carlo Ancelotti, da quando è al Napoli, ha riscontrato non poche difficoltà, ma ha ottenuto anche clamorose vittorie come quella in Champions contro il Liverpool. Mi parli del suo rapporto con Ancelotti (che lo ha allenato ai tempi della Juventus, ndr) e secondo lei dove può arrivare questo Napoli?
“Ancelotti per me è stato importantissimo e penso che sia uno dei migliori allenatori al mondo. Per quanto riguarda il suo Napoli, penso che stia confermando le sue straordinarie qualità da allenatore. Il Napoli gioca un gran calcio. A mio parere il arriverà sicuramente tra le prime quattro. È una squadra forte che gioca un ottimo calcio”.

Sabato ci sarà il derby della Mole. La Juventus è nettamente favorita, mentre il Torino, dopo un grande avvio di stagione, non riesce più a vincere. Un pronostico? E sa dirmi, da giocatore, quale è stato il derby più emozionante?
“I derby sono tutti belli, sentiti ed emozionanti. Nel bene mi ricordo un derby dove avevo fatto gol e avevamo vinto mentre, nel male, il famoso 3-3 da 3-0. I derby sono tutte partite a sé e può succedere di tutto. Detto questo, troviamo una squadra (Juventus) in grandissima fiducia e un’altra (Torino) in grandissima difficoltà. Insomma i bianconeri devono approfittare dell’aspetto mentale dei granata, però è anche vero che i derby sono tutti una questione a parte”.

Attualmente lei allena il Crema. Come procede la sua carriera da allenatore? Che differenze ci sono tra l’allenatore, fuori dal rettangolo di gioco, e il giocatore in campo?
“Procede bene. L’allenatore è un mestiere tanto bello, quanto difficile. È molto impegnativo, ma è veramente affascinante. Sono esperienze talmente diverse, da giocatore pensi solo a te e alla tua partita, a quello che fai. L’allenatore, invece, si deve immedesimare nella sua squadra tutto il giorno e tutta la notte. È un mestiere che, chi lo fa, ha un’enorme passione che lo trasporta”.

Ci sono scelte o errori che non ripeterebbe se potesse tornare indietro, consapevole di questa nuova mentalità da allenatore?
“È normale, così è la vita. Se uno fa da giovane degli sbagli o dice delle cose fuori luogo, poi con gli anni si cresce e si matura. Ma ti posso assicurare che si sbaglia ancora adesso. Ovviamente, quando si gioca, non si ha la reale percezione di cosa vuol dire allenare, è normale che a volte ti arrabbi. Una volta dall’altra parte però, vedi tutto in maniera diversa”.