Europeo 2008: l’ascesa delle furie rosse

Ormai mancano pochi mesi al prossimi Europei di calcio e i turni di qualificazione sono quasi giunti al loro atto finale, con alcune nazionali che ancora si contendono i due posti disponibili per accedere alla fase ai gironi, come nel caso del gruppo D, tra Repubblica Ceca e Kosovo, e del gruppo B, tra Portogallo e Serbia. Per la prima volta nella storia del calcio, in occasione del 60° anniversario del primo campionato europeo, la competizione non si disputerà in due nazioni votate dai rappresentanti UEFA, come finora da protocollo, bensì sarà itinerante e le partite si giocheranno in 13 città europee, escluse le semifinali e la finale che si giocheranno in un’unica città come da tradizione.

cesc-fabregas

La Spagna di Aragonés

Il campionato europeo del 2008, giocatosi in Austria e Svizzera, è stato uno dei più significativi degli ultimi anni poiché ha permesso al calcio spagnolo di affermarsi come il più spettacolare e vincente. Reduce dal disastroso europeo del 2004, contraddistinto dall’eliminazione ai gironi per mano della Grecia, e dalla deludente sconfitta agli ottavi di finale contro la Francia al Mondiale tedesco del 2006, la nazionale spagnola punta a vincere il titolo europeo che manca nella propria bacheca da ben 44 anni. Inserita nel girone con Russia, Svezia e Grecia, la Roja vince nettamente le 3 partite e si qualifica alla testa del raggruppamento. Ai quarti di finale affronta l’Italia di Donadoni e riesce a superarla solo ai calci di rigore, al termine di una sfida molto combattuta. In semifinale ritrova la Russia, seconda classificata del girone, sconfitta con un perentorio 3-0. Approdati in finale, gli ispanici hanno la meglio sulla prima Germania di Joachim Löw grazie al goal decisivo del niño Torres.

david-villa

I protagonisti della cavalcata

Il protagonista indiscusso della nazionale iberica è l’attaccante David Villa, allora in forza al Valencia, che segna una tripletta in meno di un’ora alla Russia nella prima partita del gruppo D. Tuttavia, il goal più importante lo mette a segno in occasione della seconda partita contro la Svezia di Ibrahimović, in pieno recupero, portando il punteggio sul 1-2 e permettendo alla squadra di raggiungere una vittoria cruciale ai fini della qualificazione agli ottavi.

Il suo compagno di reparto, Fernando Torres, non è stato da meno. L’attaccante madrileno ha segnato la metà dei goal del guaje ma ha il merito di aver segnato il goal più importante del torneo, quello in finale contro la Germania, superando in dribbling Philipp Lahm, non proprio un avversario facile, e battendo Neuer con un preciso tocco sotto.

C’è senz’altro da aggiungere che la vena realizzativa degli attaccanti è stata molto stimolata dalla qualità del gioco espressa in mezzo al campo dal tris catalano: IniestaXaviFabregas. Con la loro rapidità di esecuzione e il loro estro creativo, hanno saputo smistare palloni, alleggerire qualsiasi pressing avversario e pungere con le loro geniali imbucate.

La Spagna di oggi

Iker-casillas

A distanza di 11 anni, la Spagna ha conquistato altri 2 trofei a livello internazionale, riconfermandosi campione d’Europa nel 2012, battendo 4-0 l’Italia di Prandelli nella finale di Kiev, e aggiudicandosi il suo primo Mondiale nel 2010 in Sud Africa, battendo 1-0 gli olandesi della finale di Johannesburg, diventando la prima nazionale europea a vincere un mondiale al di fuori del proprio continente.

Prima nel ranking UEFA da 10 anni, la nazionale di calcio spagnola continua a vincere ed affermarsi soprattutto grazie alla sua politica di investimento nei vivai delle squadre di club, la quale permette di far emergere tanti talenti locali, che sono fin da subito istruiti a giocare un calcio incentrato sul possesso palla e sulla fase offensiva, come nel caso del grande Barcellona di Pep Guardiola, che con questa idea di gioco è riuscito a vincere due Champions League in 4 anni, una nel 2009 e una nel 2012.