Fabio Quagliarella: impossible is nothing

Genova, domenica 20 novembre, a Marassi sta andando in scena il lunch match della 13esima giornata di Serie A. Il Sassuolo conduce per due a zero e la Sampdoria è tutt’altro che arrembante. I tifosi in tribuna mugugnano, un po’ per la fame e un po’ perché vedono avvicinarsi la sesta sconfitta stagionale. A dieci minuti dalla fine le speranze dei blucerchiati sono ormai ridotte all’osso e più di qualche spettatore prende la via di casa. Peccato per loro. Al minuto 84 Muriel riceve palla sulla trequarti, si gira e serve Quagliarella in profondità, che solo davanti al portiere prima colpisce il palo e poi sia avventa sulla ribattuta a porta vuota. 1-2 e palla al centro. La Samp ci crede e due minuti dopo il Sassuolo cede sotto la pressione dei padroni di casa. Acerbi sbaglia il disimpegno liberando la strada ad uno scatenato Quagliarella che ricambia il favore al colombiano e gli serve l’assist del 2-2. Come spesso succede nel calcio, a spuntarla è chi ci crede di più. Nel recupero Schick viene atterrato a pochi passi da Consigli: sul dischetto si presenta Muriel, che firma il 3-2 e la sua doppietta personale. Partita da incorniciare per la Sampdoria, per Muriel e per tutto il calcio italiano.

Il protagonista della giornata però è un ragazzetto di 32 anni, nato in provincia, con la 27 sulle spalle. Sì, perché con la rete di domenica Fabio Quagliarella ha fatto 100 in Serie A, e affianca il trio Totti-Cassano-Gilardino come quarto giocatore in attività ad aver raggiunto la tripla cifra.quagliarella-100-ok-calciomercato

“ANCORA NON RIESCO A CREDERCI”, SCRIVE QUAGLIARELLA IL GIORNO DOPO LA PARTITA SUL SUO PROFILO FACEBOOK

Dal 14 maggio 2000, data dell’esordio in massima serie, sono passati 16 anni, 340 partite, 8 squadre diverse, non sempre in prima divisione. Ma soprattutto sono passati 100 gol. Segnati davvero in tutti i modi: di destro, di sinistro, di testa, di tacco, da lontanissimo, in rovesciata, di rimpallo, su rigore. Il repertorio di Fabio Quagliarella è veramente immenso. Professionista esemplare, oltre che un centravanti straordinario, si è sempre distinto per lo stile, dentro e fuori il campo. Mai una dichiarazione fuori posto, un “mal di pancia”: solo abnegazione, umiltà, talento e mentalità. Queste le caratteristiche che lo hanno accompagnato nella sua carriera da girovago.

Tra i tanti soprannomi inventati per il “Quaglia”, probabilmente “Eta Beta” (appioppatogli ai tempi della Juventus) è quello che meglio ricalca la sua attitudine in campo. Come il simpatico personaggio alieno di Topolino che tirava fuori dalla tasca qualsiasi oggetto, anche il più impensabile, l’attaccante di Castellammare è in grado di rendere possibili gol che per molti altri giocatori risulterebbero impensabili ancor prima che irrealizzabili. Con buona pace dei suoi allenatori, Quagliarella sente e gioca le partite a modo suo, trovando il momento giusto per colpire anche quando sembra impossibile, grazie a giocate che spesso vanno al di là della semplice intuizione, e si avvicinano di più al colpo di genio.

CURIOSITA’: IL PRIMO E IL 100ESIMO GOL LI HA SEGNATI CON GIAMPAOLO IN PANCHINA

100 reti, molte delle quali straordinarie, che spesso e volentieri non sono state celebrate a dovere dal loro autore. In un calcio che sta perdendo anno dopo anno le sue bandiere, Fabio Quagliarella rappresenta una classe diversa, quella del “Bomber di categoria”. Nick Amoruso, Christian Vieri, Vincenzo Iaquinta, Marco Borriello sono solo alcuni dei suoi illustri colleghi. Con loro “Eta Beta” non solo condivide la valanga di gol messi a segno, ma anche l’attitudine al cambiamento, a lasciare quando non va e la capacità di reinventarsi, accettando sfide sempre nuove.

 Nonostante il feeling mai del tutto scattato con il Napoli (ed i napoletani) e la Nazionale, il cannoniere campano è stato in grado di rendere ad alti livelli per tantissimi anni, con molti club diversi, facendosi amare dai tifosi di tutt’Italia. Compito tutt’altro che facile per chi come lui è passato al Torino, al Napoli ma anche alla Juventus, Sampdoria e Udinese. Capace di segnare e lasciare il segno in ogni squadra dove ha militato, la carriera dell’attaccante blucerchiato è stata avara di trofei, visto che è riuscito a vincere in Italia solo con la maglia della “Vecchia Signora”.

Raggiunta quota 100 gol in Serie A, Quagliarella è pronto per stupirci ancora, e a dispetto dei suoi 32 anni gioca con l’entusiasmo di un ragazzino alla ricerca della rete perfetta, quella più spettacolare. Come ammette sul suo profilo social 24 ore dopo la partita: “il mio gol più bello? Ancora devo segnarlo”.

Nel mare magnum dei gol spettacolari messi a segno da Quagliarella, ne abbiamo scelti 5, tutti con maglie diverse, non necessariamente i più belli o i più difficili, ma quelli che probabilmente riassumono al meglio il repertorio di questo splendido attaccante.

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NAPOLI- Stop, controllo e destro all’incrocio dei pali senza neache guardare la porta. Il più classico dei gol “alla Quagliarella”
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JUVENTUS. “El taconazo”. Taglio sul primo palo e colpo di tacco con palla che si infila sul secondo palo. Il tutto in equilibrio più che precario
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TORINO. Un’altra qualità di Quagliarella: la cattiveria sotto porta. Qui si avventa sulla sponda di un compagno e con un poderoso colpo di testa spedisce la sfera sul palo più lontano
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UDINESE. Sforbiciata al volo da fuori area al San Paolo, contro il suo Napoli. Coefficiente di difficoltà altissimo
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SAMPDORIA. Forse la sua rete più celebre. Un altro dei gol “alla Quagliarella”, con la variante della distanza: 40 metri dalla porta non sembrano essere un problema