FIGC, Gravina: “Il sistema calcio va rifondato, altrimenti imploderà. Serve un cambio di direzione radicale”

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Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine di un convegno al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli a Santa Maria Capua Vetere e si è soffermato sulla crisi del sistema calcio. Presente all’evento anche il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.

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Le parole di Gravina

“Quando si parla di regole non dobbiamo limitarci alle regole in campo, sono altrettanto importanti quelle fuori dal campo, che salvaguardano la competitività sportiva e la stabilità economico-finanziaria del sistema. I bilanci dei club devono essere più corretti di quelli delle altre società, i dirigenti devono tenere un comportamento reale e corretto. Il sistema delle regole fa parte del sistema economico. L’etica è la precondizione del mondo dello sport e del calcio, è fondamentale”.

Gravina ha poi continuato il discorso: “Economia e calcio hanno in comune le regole che consentono di mettere insieme una capace organizzazione della comunità e del mondo del calcio e dello sport. Quando parliamo di economia nel mondo del calcio, parliamo di economia, etica e politica, sono tre elementi inscindibili. La politica deve capire che esiste un mondo, che è quello dell’industria del calcio, dell’economia, che merita rispetto. Non è più consentito svilire questo mondo. Il mondo del calcio è sveglio, sta reagendo, impatta per lo 0,58% da solo sul Pil del Paese”.

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Il numero uno della FIGC ha successivamente concluso l’analisi: “Versiamo nelle casse dello Stato 1 miliardo e 300 milioni l’anno, la nostra è una vera e propria industria. Non può essere considerato un elemento critico, il mondo del calcio si rivolge a 12 settori merceologici diversi. Quando il calcio grida aiuto, non è perché chiede assistenzialismo, ma rivendica un corretto posizionamento nell’industria, lo fa a ragion veduta. È arrivato il momento di un cambio totale di direzione, per farlo bisogna lavorare sulla crisi. Dobbiamo aumentare la produzione ma anche mettere sotto controllo i costi, altrimenti siamo nell’anticamera del fallimento. Bisogna rifondare il sistema. La riforma non è dei campionati, ma del calcio, ed è un elemento non più procrastinabile, il sistema rischia di implodere. Dobbiamo essere coerenti e soprattutto passionali e visionari. Serve un grande senso di responsabilità”.

Infine Gravina ha toccato il tema legato all’assegnazione di EURO 2032: “Stiamo lavorando per portare a casa l’organizzazione di un evento straordinario come l’Europeo del 2032, che permetterà di risolvere uno dei problemi che sta assillando il mondo del calcio, ovvero le infrastrutture”.