Focus OkC – Mercato Torino, il colpo che non ti aspetti

Estate di rivoluzione per il Torino e per i tifosi granata che hanno potuto guardare con ottimismo alla sessione di calciomercato appena conclusa.

Finita l’era Ventura, la squadra aveva bisogno di essere aggiustata per venire incontro alle esigenze del nuovo mister Mihajlovic; tra cessioni importanti e acquisti di spicco, il giudizio sull’operato della società non può prescindere però dal colpo sensazionale messo a segno negli ultimi giorni di mercato, con l’arrivo di Joe Hart dal Manchester City.

MERCATO TORINO, VOTO 7.5

Dopo anni nel segno della continuità, lo zoccolo duro della gestione Ventura viene messo da parte. I granata si rifanno il look partendo dall’attacco, che aveva bisogno di due esterni d’attacco di qualità congeniali al progetto tattico di Sinisa Mihajlovic: arrivano Iago Falquè e Adem Ljajic, due profili importanti e di spessore, provenienti da esperienze in grandi squadre non esaltanti, ma certo non fallimentari. Lo spagnolo arriva in prestito con diritto di riscatto; il talento serbo costituisce invece un investimento importante, sugli 8,5 mln. Indolore il mancato riscatto, per scelta del giocatore, di Ciro Immobile: giusto puntare sul gallo Belotti. Grezzo ma promettente anche Lucas Boyè, argentino proveniente dal River Plate.

A centrocampo se ne va un pretoriano di Ventura come Gazzi, rimane Vives con i gradi di capitano ma Miha vuole altro: arriva così Valdifiori dal Napoli, un altro profilo di primo piano proveniente da una big. Rimangono tutti i giovani da lanciare come Baselli e Benassi, a cui si aggiungono il 21enne Gustafson e il 20enne Lukic: interessante soprattutto il secondo, che arriva dal Partizan Belgrado. Passa senza lasciare tracce Tachtsidis, prelevato dal Genoa per 1,3 mln e girato in prestito al Cagliari a fine mercato.

In difesa è rivoluzione vera e propria: al bando la difesa a tre tanto cara a Ventura, si passa a quattro e servono gli interpreti giusti. Se ne vanno quindi Gaston Silva, Jansson, Maksimovic, Bruno Peres e il capitano Glik. Il serbo e il brasiliano, desiderio di molte squadre prima di passare rispettivamente a Napoli e Roma, partono in prestito con obbligo di riscatto, per cui il Toro può fare cassa solo con la cessione di Glik, il capitano polacco allettato dalla Champions League col Monaco. La parola d’ordine per il mercato in difesa è stata una sola: esperienza. Per sostituire i partenti, arrivano vecchie volpi della Serie A come De Silvestri, Rossettini e Castan, giocatori di assoluto valore arrivati a prezzo di saldo per merito dell’operato del ds Petrachi. Esperienza che non andrà a mancare neanche da giocatori rimasti nel pacchetto arretrato come Moretti, Bovo e Molinaro: dovranno aiutare l’inserimento e la consacrazione di giovani come Ajeti, Zappacosta e Barreca.

Ma il capolavoro del ds Petrachi è evidente: il 31 agosto il Torino ufficializza l’acquisto in prestito dal Manchester City di Joe Hart. Operazione che sarebbe stata pura fantascienza solo qualche settimana fa, lascia un brivido di suggestione che riporta quasi agli anni ’90 quando anche una squadra di medio-alta classifica avrebbe potuto permettersi il lusso di prelevare il portiere titolare dell’Inghilterra e semifinalista di Champions. L’ingaggio lo pagherà in larga parte il City: lezione di mercato da Cairo e Petrachi.

Il giudizio sul mercato torinista, quindi, non può che essere positivo, pure al netto delle cessioni, inevitabili per un motivo o per l’altro, l’inizio di campionato è stato incoraggiante con il pareggio sfiorato a San Siro e la cinquina rifilata al Bologna: ora sta alla squadra di Mihajlovic rispondere sul campo alle alte aspettative createsi.