Giù le mani da Zaniolo

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Ci risiamo. Nicolò Zaniolo è finito di nuovo sotto i riflettori. Tristemente non (solo) per il suo importante gol contro il Borussia Mönchengladbach e neanche per qualche suo “incredibile” comportamento fuori dalle righe, che fino a qualche tempo fa, per giocatori più gonfiati e magari più scarsi, sarebbe stato ignorato.

Sì, perché sembra che a Nicolò, un ragazzo di appena 20 anni che gioca nella Roma, non possa essere perdonato nulla. Tutto ciò che accade è per colpa sua e della sua immaturità. Addirittura la sua affettuosa madre, rea di essere attiva sui social (chi non lo è oggi?), viene strumentalizzata per colpevolizzarlo e attaccarlo.

Sia chiaro, nessuno qui vuole insinuare che le sciocchezze non si debbano pagare, ma a questo dovranno pensarci eventualmente Fonseca e Mancini (come tra l’altro ha già intelligentemente fatto).

La strada intrapresa da Zaniolo

Tutto nasce dalla triste, infelice e goffa uscita di Fabio Capello nel post partita di Inter-Borussia Dortmund. Tra gli elogi (meritati) ad Esposito, si sente un “Non prendere quella strada!” in riferimento ad un altro talento italiano: Zaniolo, per l’appunto.

Caro mister, quale sarebbe la strada intrapresa da Nicolò? Quella di esordire ad appena 19 anni in Champions League, niente meno che al Santiago Bernabeu? Quella di essere l’italiano più giovane della storia a segnare una doppietta in Champions? O forse quella di essere stato eletto miglior giovane della Serie A 2018/2019?

Ma forse, nell’essere poco lungimiranti e nell’estremizzare questa incessante ricerca della disciplina, finendo poi per strumentalizzarla a proprio favore, fa più comodo fossilizzarsi su qualche foto di troppo o su un ritardo nel ritiro della Nazionale?

Sicuramente il 22 romanista avrà tanto da imparare, da un punto di vista tattico e disciplinare (ci mancherebbe, ha 20 anni…) ma è altrettanto sicuro che tanti ragazzi non possono che vedere in lui un modello da raggiungere.

Siamo sicuri che lo stesso, fortissimo, Esposito non metterebbe la firma, a 20 anni e 84 giorni, per avere 35 presenze e 4 reti in Serie A, 7 presenze e 2 reti in Champions e 3 presene e 2 gol in Europa League? A 20 anni e 84 giorni?

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“La nostra Nazionale non ha talenti”

Quante volte negli ultimi anni abbiamo sentito dire questa frase? “La nostra Nazionale non ha talenti”. Ovunque, dalla tv al bar sotto casa. Sarà vero? Non siamo qui ora per stabilirlo e sicuramente alcune nazionali (Spagna, come al solito) sono avanti a noi per numero di talenti sfornati e per struttura dei settori giovanili.

Il punto però non è questo. Perché se anche poi viene fuori qualche gioiello, questo dovrà convivere con la paura e con la pressione che solo in Italia gli si addossa. Siamo nel Paese in cui ci si lamenta per la mancanza di giocatori talentuosi, per poi affossarli e colpevolizzarli per settimane dopo un piccolo errore.

Basterebbe, come nel caso di Zaniolo, focalizzarsi prima su quello che dice il campo e magari commentare gli errori che avvengono nel rettangolo di gioco e non quelli in camera d’albergo con il suo amico Kean.

E c’è poco da fare, il campo dice che Nicolò è una forza della natura: un gigante di 190 cm con una velocità ed una tecnica che la sorte inspiegabilmente ha concesso ad un corpo così possente.

Le sue progressioni, che nascono da una forza nelle gambe imbarazzante nei confronti di chi lo marca, sono la prova tangibile che il ragazzo al momento è unico nel suo genere e, per il bene del calcio italiano, va preservato.

In questo modo potremmo anche evitare isterismi e drammi davanti ad un eventuale fallimento degli Azzurri, con inutili frasi fatte. Come “I giovani italiani non giocano” oppure “I nostri giovani sono scarsi”.

Quindi, per favore, giù le mani da Zaniolo.