Granada, la sorpresa della Liga

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Il Granada, dopo dodici turni di Liga, si trova ad appena 2 punti dalla testa della classifica. Certamente un grande risultato per la squadra guidata da Diego Martinez, che solo pochi mesi fa militava nella Segunda Divisiòn spagnola.

Un inizio scoppiettante

Nelle ultime due giornate, dopo le sconfitte contro Getafe e Real Sociedad, il gruppo non ha sicuramente dato prova delle qualità viste nelle prime dieci. Infatti, fino al 30 ottobre la formazione andalusa si trovava in testa alla classifica. Il rinvio del Clásico tra Barcellona e Real Madrid al 18 dicembre ridimensiona, senza dubbio, i grandi risultati raggiunti finora dalla squadra, ma non toglie nulla al gioco e alla voglia di vincere a cui ci ha abituato il gruppo fino a questo momento, ponendo grandi aspettative sul continuo della stagione.

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Il giovane tecnico

Come detto sulla panchina siede Diego Martinez, 39 anni, esordiente che sta facendo vedere i frutti delle sue idee di calcio nella prima lega spagnola. Dal 2018 è l’allenatore del Granada e nello spogliatoio è riuscito a costruire una vera famiglia. Tutti devono essere seduti allo stesso tavolo per i pasti, tutti hanno diritto di parola nelle riunioni tecniche.

La squadra

Tra le rivelazioni c’è sicuramente il portiere Rui Silva. Il Granada lo ha preso nel 2017 e inizialmente lo ha usato come riserva, promuovendolo titolare solo nella passata stagione, quando è stato il portiere meno battuto della Segunda División. Nei titolarissimi emerge il nome di Gonalons. Il centrocampista, reduce dalla pessima esperienza alla Roma, si è inserito alla grande in un centrocampo che, dopo l’infortunio del leader Montoro, ha trovato un punto di riferimento anche nel giovane e promettente Yangel Herrera. Stiamo parlando di una squadra che predilige di gran lunga il collettivo al singolo. Basti pensare che, su 19 gol totali del gruppo, l’attuale capocannoniere della squadra è l’attaccante esterno Antonio Puertas a quota 3 reti. Insomma, gli andalusi possiedono una propria identità calcistica, conoscono a memoria i loro limiti e i loro punti di forza e, senza grandi ambizioni, sanno di poter arrivare davvero lontano.