FIGC, Gravina: “Juve esclusa dalla Serie A? Ci sono regole chiare. Sul rinnovo di Mancini…”

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In una completa intervista ai microfoni di Radio Anch’io Sport su RadioRai, il numero uno della FIGC, Gabriele Gravina ha fatto chiarezza su molti temi. Dalla posizione della Juventus in ottica Superlega, passando per il nuovo format della Coppa Italia, arrivando fino al prossimo Europeo in programma a giugno.

Le parole di Gravina

Sulla propria candidatura per la giunta del CONI: “Io credo che il calcio rappresenti una federazione importante, ha il dovere di mettere a disposizione la propria esperienza, il proprio contributo e soprattutto rientrare nel massimo organismo sportivo, il CONI, per dare il proprio contributo e assolvere il proprio ruolo di servizio“.

La sua risposta alla Superlega: “Il concetto di sostenibilità è abbastanza ampio, richiede una trattazione approfondita e adeguata. Nella nostra economia di mercato, pensare che la soluzione al momento di difficoltà sia soltanto aumentare i ricavi è un errore madornale. Oggi il mondo del calcio ha raggiunto la soglia dei 5 miliardi di indebitamento, dobbiamo iniziare a mettere sotto controllo i costi. Mi sono permesso di dire che per la stagione 21/22 faremo una raccomandazione, che sarà inserita all’interno dei regolamenti delle singole leghe, di non superare la soglia dei costi della stagione 20/21 e poi ipotizzare un abbattimento dei costi dal 10 al 20 per cento all’anno nelle stagioni successive“.

Sullo scontro tra club e UEFA: “Chi non rispetta i principi a cui bisogna ispirarsi. Sono principi semplici, affermati dalla Carta Olimpica e poi riportati dagli statuti delle federazioni nazionali e internazionali. Sono principi chiari, in cui viene stabilita l’esclusività della gestione dello sport. Questo muro contro muro non fa bene al mondo dello sport, non fa bene ad alcuni club: mi auguro che nel giro di pochissimo, magari qualche ora, ci possa essere la fine di questa lotta tra la UEFA e i grandi club“.

La Serie A sapeva della Superlega: “Personalmente io no. Ci sono state avvisaglie, che circolavano da tempo, ma mai con questa violenza che è stata esercitata in 48 ore“.

Sulla Juventus e sulle possibili sanzioni: “Io mi auguro e auspico che questa controversia possa essere sanata nel più breve tempo possibile: siamo un po’ tutti stanchi di questo braccio di ferro tra l’UEFA e questi tre club. Io spero di poter essere mediatore tra la Juventus e la UEFA: non fa bene al calcio internazionale, al calcio italiano, alla Juventus. Sanzioni? No, abbiamo già detto che la federcalcio rispetta le regole. Le regole prevedono la non partecipazione al nostro campionato se non si accettano i principi previsti dalla federazione e dalla UEFA”.

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Nuova Coppa Italia, Serie B e calcio minore

Sul nuovo format della Coppa Italia: “Credo pesi un errore strategico, di metodo di lavoro, che purtroppo contraddistingue spesso il mondo dello sport e del calcio: la scarsità di dialogo. Io penso che le componenti debbano parlarsi e confrontarsi un po’ di più, partecipando ai processi legati a una progettualità. Non c’è collegamento con la Superlega, ma soltanto l’esigenza oggettiva di un calendario intasato, di molte gare previste in più rispetto al passato, il mondiale 2022 che spezza la stagione. Bisogna parlarsi di più, la federazione si adopererà: una modifica del format la auspicavamo un po’ tutti, così c’è stato un errore di comunicazione e di metodo“.

Sulla possibile promozione della Salernitana e quella posizione “scomoda di Lotito“: “Col presidente Lotito non lo so. Noi abbiamo un articolo chiaro, il 16 bis delle NOIF rafforza un principio statutario previsto all’art.7 comma 8: è una regola in linea con quelle UEFA che non consenta le partecipazioni in più società a livello professionistico. Il presidente Lotito ha goduto di una deroga avuta anni fa. Tutti sapevano cosa sarebbe successo: grandi auguri alla Salernitana per questo storico traguardo che potrebbe centrare, ma le regole sono le regole. La situazione di controllo non può essere continuata e comporterebbe la non iscrizione al campionato“.

Sul calcio minore: “Molti stanno tracciando delle traiettorie geometriche per evidenziare le perdite del mondo del calcio. Ce ne sono e ci preoccupano, ma a me preoccupa soprattutto un segnale devastante: la perdita di oltre duecentomila tesserati. Questo vuol dire meno possibilità di sviluppo per quanto riguarda la ricerca del talento, ma anche la mancata pratica sportiva con tutti i riflessi sullo stato di salute, sulle condizioni psicologiche dei ragazzi e sull’impatto sociale. Ci stiamo impegnando in una campagna che incrementi il tesseramento, lo possiamo fare anche agevolando delle ipotesi contributive a cui stiamo lavorando“.

Troppe polemiche nel calcio? “Il mondo dello sport è complesso, come quello del calcio. A volte si commettono errori: dobbiamo essere tutti più cauti e riscoprire l’aspetto del gioco. Ho visto tante polemiche nei giorni scorsi, ho visto l’aggressione alla figlia dell’allenatore Grassadonia a cui rivolgo affetto e solidarietà. Questo non è il gioco del calcio“.

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L’Europeo e il futuro di Mancini

Quale e come sarà la selezione dei tifosi che entreranno all’Olimpico?: “Ancora non lo sappiamo. Stiamo adottando una serie di criteri, c’è solo un principio a cui ispirarci: tutti dobbiamo essere in sicurezza. Non solo la tutela della salute dei professionisti in campo, ma anche quella dei tifosi sugli spalti“.

Sull’obiettivo della Nazionale: “Sicuramente, l’auspicio è quello di un buon campionato. Abbiamo un obiettivo che è quello di continuare a coltivare l’entusiasmo dei nostri tifosi“.

Sul rinnovo di Mancini: “Dobbiamo continuare a centrare obiettivi legati a questo percorso di crescita importate, che mi auguro possa avere Mancini come guida nei prossimi anni. L’auspicio è che nei prossimi giorni si possa annunciare la continuità di questa collaborazione“.