Iker Casillas lascia il calcio: le toccanti parole d’addio

“Ciao a tutti. Oggi è uno dei giorni più importanti e per certi versi più difficili della mia vita sportiva. È arrivato il momento di dire addio”. Inizia così la lunga e commovente lettera con cui Iker Casillas annuncia l’addio al calcio giocato.

Il numero uno che per 16 anni ha vestito la casacca bianca del Real Madrid ha deciso di mettere fine alla sua carriera agonistica, all’età di 39 anni. Ad annunciarlo è lui in persona, con un flusso di coscienza pubblicato sui suoi canali social.

Vita da fuoriclasse

Una vita, quella di Casillas, divisa in due e interamente circoscritta alla penisola iberica. Iker nasce nel 1981, e a soli 8 anni inizia la sua avventura nelle fila del Real Madrid. Da lì, il resto è storia. Il portiere militerà nelle categorie minori sino all’esordio in prima squadra, datato 1998.

In quella porzione di vita giocata per i blancos, Casillas colleziona 725 presenze e vince tutto. 3 Champions League, 5 campionati, 2 Coppe di Spagna, 4 Supercoppe di Spagna, 1 Mondiale per club, 2 Coppe intercontinentali, 2 Supercoppe UEFA.

Con la nazionale spagnola è campione d’Europa già nel 1997, con l’Under-16. Poi il Mondiale Under-20 del ’99 e, in prima squadra, gli Europei del 2008 e 2012 e il Mondiale in Sud Africa del 2010.

Nel 2015 lascia il Real Madrid, va via da casa ma non si sposta di molto. Passa al Porto, club con cui gioca 116 gare e vince 2 campionati, una Coppa di Portogallo e una Supercoppa. Ed ora, l’addio a quel calcio giocato che l’ha reso grande. E per cui sarà sempre ricordato come uno dei più grandi portieri al mondo.

iker-casillas

La lettera d’addio al calcio giocato

Qui la traduzione della sua lettera:

“Ciao a tutti. Oggi è uno dei giorni più importanti e per certi versi difficili della mia vita sportiva. E’ arrivato il momento di dire addio. Il mio percorso nel mondo del calcio è iniziato 30 anni fa, è stato lungo e, come ogni cammino, ha avuto momento buoni e altri meno buoni, gioie e dolori. In questo momento della mia vita, a posteriori, posso dire senza dubbio che ne è valsa la pena. Ho avuto la grande fortuna di potermi dedicare professionalmente a ciò che mi appassiona e mi rende felice: IL CALCIO.

Ricordo quando ero bambino e iniziavo a giocare nei campi di terra del mio quartiere, Navalacruz, o nell’antica Ciudad Deportiva del Real Madrid, per poi arrivare a giocare negli stadi più importanti del mondo e tra loro, specialmente, quelli in cui si è sviluppata la mia vita professionale, il Santiago Bernabey e il Do Dragao. A guardami indietro, mi rendo conto di quanto sia stato fortunato per quanto ottenuto e non mi riferisco solo ai titoli, ma all’aspetto umano. Oggi è un giorno difficile, ma non triste. Mi considero fortunato ad essere arrivato sin qui e per quello che ho ottenuto…sono felice.

Non voglio terminare senza dire grazie a chi mi ha accompagnato in questo viaggio: alla mia famiglia, per i sacrifici che hanno fatto affinché potessi arrivare dove sono arrivato e che mi hanno permesso di realizzare i miei desideri. Voi avete partecipato a tutto ciò che ho ottenuto durante la mia carriera. A mia moglie, i miei figli Martin e Lucas: grazie per il vostro appoggio, per tutte le ore che non ho potuto trascorrere al vostro fianco in questo ultimo periodo della mia sportiva. Senza dubbio al vostro fianco è tutto più facile.

Ai miei club: il Real Madrid, dove ho passato una vita, mi hanno educato, mi hanno visto e fatto crescere, mi hanno inculcato i loro valori, mi hanno reso ciò che sono oggi. Al Porto, per avermi accolto come ha fatto, per avermi insegnato a vedere le cose da un’altra propsettiva, per avermi dato l’opportunità di conoscere bene un club e una città che mi ha amato e sempre portato nel cuore. Sarete sempre parte di me.

iker-casillas

Ai presidenti dei club in cui ho giocato, per aver permesso di realizzare tutti i miei sogni. Ai miei compagni di squadra, senza di loro non avrei mai vinto nulla. Una squadra è la somma di tutti e ognuno dei suoi componenti rema insieme per raggiungere un obiettivo. Ai miei allenatori, per aver avuto fiducia in me, avermi ascoltato e insegnato tutto. Ai selezionatori delle differenti categorie della Nazionale Spagnola, per avermi convocato e permesso di formarmi nella squadra del mio paese e vincere i maggiori trofei.

A tutti i tifosi delle squadre in cui ho giocato, per avermi appoggiato e accompagnato, ma anche per aver preteso il massimo per vedere la miglior versione di me stesso. A tutte le persone che hanno lavorato e lavorano nei club in cui sono stato, per rendere le nostra vita più facile. Ai miei avversari e ai suoi tifosi, per il rispetto che mi hanno sempre trasmesso. Ai miei amici di una vita: per questo, per seguirmi tutta la vita. Agli amici che sono nati nel corso di questi anni. Sono in debito con tutti e ognuno di voi è stato decisamente vitale in tutta quest’avventura.

Però, soprattutto, grazie al calcio, per avermi permesso di essere parte di esso, per essere in uno sport meraviglioso, per avermi permesso di vivere una vita piena di passioni ed emozioni, per darmi momenti di felicità, per farmi crescere come sportivo e come persona, per avermi data la possibilità di condividere momenti con tante persone incredibili. In definitiva, GRAZIE PER TUTTO”.