Il terzo incomodo: Carlo Pinsoglio

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Bentornati in questa relativamente nuova rubrica di OkCalciomercato. “Il terzo incomodo” vi farà compagnia nelle prossime settimane andando ad analizzare le carriere, spesso trascurate, di coloro i quali sono (quasi) sempre una figura inutilizzata all’interno delle società calcistiche: i terzi portieri. Questi calciatori, che sono dei professionisti a tutti gli effetti, ogni settimana, ogni allenamento lavorano, sudano e faticano come tutti gli altri. Raramente però vedono i loro sacrifici ricambiati. È fare comune lasciare sempre in panchina questi ragazzi, al massimo viene concessa loro una passerella nell’ultima giornata di campionato. Per questo noi di OkCalciomercato ci sentiamo in dovere di dare il giusto spazio a questi “campioni” e di cantare le loro gesta eroiche tra i pali.

Il turno di oggi spetta ad un uomo che è un caposaldo della sua squadra. L’uomo spogliatoio per eccellenza. Un vincitore a guardare il suo curriculum. Uno dei suoi ultimi allenatori, Massimiliano Allegri, lo ha addirittura definito il migliore della stagione, sebbene abbia giocato una sola volta, all’ultima giornata, sostituendo Buffon. Probabilmente è anche il migliore amico in squadra di CR7. Sapete quindi di chi stiamo parlando: Carlo Pinsoglio.

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Un piemontese in Piemonte

Pinsoglio nasce a Moncalieri, a due passi da Torino il 16 marzo 1990. A 9 anni viene rilevato dalla Juventus che lo acquista dai pulcini della squadra della sua città. Continua a crescere nelle giovanili bianconere vincendo nel 2007 la Supercoppa Primavera e nel 2009 e nel 2010 il Torneo di Viareggio, dove vince anche il premio di miglior portiere del torneo. Per 3 anni è il portiere titolare della Juventus Primavera, giocando 52 partite e gioca anche un paio di partite con la Nazionale U20.

La 2009/2010 è una stagione abbastanza sfortunata per i portieri della Juventus, si infortunano a turno il titolare Buffon, la riserva Manninger e il terzo Chimenti. Capita quindi, in diverse occasioni tra Serie A ed Europa League, di essere convocato ed essere l’unico portiere della panchina bianconera. Avere ben 3 portiere infortunati completamente è però una cosa praticamente impossibile e quindi Pinsoglio non esordisce mai in Prima Squadra.

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Ormai “grande” è il momento di giocare da titolare in una squadra professionistica. Arriva quindi il prestito in una città che per lui aveva significato vittoria: Viareggio. In Serie C, con i toscani non è una grande annata la 2010/2011 ma, tutto sommato, anche se ai Play-Out, il Viareggio riesce a tenere la categoria.

I prestiti in Serie B

La stagione successiva il ragazzo prova l’avventura nella categoria appena superiore. Si trasferisce, sempre in prestito, al Pescara. Ad inizio stagione è anche il titolare di quel Pescara dei sogni, quello di Immobile, Verratti ed Insigne per intenderci. Alla guida però c’è un vecchio maestro di calcio, un vecchio scorbutico, comandante vecchio stile, Zdenek Zeman, con cui Pinsoglio litiga dopo pochi mesi. Perde quindi il posto da titolare e decide di andar via dall’Abruzzo. Quella squadra vincerà poi la Serie B come tutti sappiamo e quindi, anche se solo con 6 presenze all’attivo, si può dire che Pinsoglio ha vinto un campionato di Serie B.

Il buon Carlo torna quindi alla Juve già a gennaio e viene acquistato in comproprietà (vi eravate dimenticate di come si faceva il calciomercato prima, vero?) dal Vicenza per 1.5 milioni di euro. Con i biancorossi conclude la stagione, ma da portiere di riserva essendo arrivato da poco. La stagione successiva invece il posto da titolare è suo. O almeno, lo è fino a metà stagione. Il suo operato non convince e il Vicenza acquista Bremec per sostituirlo. I risultati della squadra però non migliorano e i biancorossi retrocedono. Da segnalare la gara del 23 febbraio 2013 contro il Sassuolo, dove il buon Pinsoglio fa ciò che riesce meglio ad un altro nostro pupillo: Tommaso Berni (QUI LA SUA STORIA). Ovvero, da panchinaro, si fa espellere per proteste. Conclude questa esperienza di 18 mesi con 26 gare all’attivo.

Piccola nota, tra il 2011 e il 2012 gioca anche 9 gare nella Nazionale U21.

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Delle nuove opportunità

Secondo la Juve però, la sua categoria è la Serie B, per questo viene trovata una nuova casa a Pinsoglio. Si tratta del Modena. In gialloblu è sempre titolare. Nella stagione 2013/2014 il Modena si piazza quinto, partecipa quindi ai Play-Off ma non riesce a vincerli, rimanendo nella serie cadetta anche nell’anno successivo. Anno successivo dove la titolarità è sempre più confermata. A non essere confermate però sono le prestazioni di squadra e il Modena arriva addirittura 17esimo. In queste 2 stagioni, le sue dove gioca di più, difende la porta per ben 83 partite.

Si cambia aria quindi, e riannusata quella di Torino, si parte subito per Livorno. Alla corte degli amaranto è nettamente il portiere titolare per tutta la stagione. Ne gioca 35 di fila (non considerando il mese di dicembre 2015 dove causa infortunio, non ha potuto giocare) ma, nelle partite finali le sue prestazioni calano. Tant’è vero che per le ultime 2 decisive partite per evitare la retrocessione dalla Serie B, gli viene preferito il secondo portiere, Matteo Ricci. Nell’ultima e fondamentale partita di campionato contro il Lanciano che, ugualmente, si gioca la permanenza in serie cadetta, Pinsoglio parte dalla panchina.

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Gli amaranto sono anche in vantaggio per 2-0, possono salvarsi. Al minuto 68′ però Ricci si vede sventolato il cartellino rosso davanti, con rigore annesso. Entra Pinsoglio, ma subisce la rete dagli 11 metri. La partita prosegue, ma il Livorno è ancora avanti e con questo risultato ci si salva. A 5 minuti dalla fine c’è un calcio di punizione per i rossoneri, giocato anche abbastanza male con un cross sbilenco. Un pallone innocuo, che sta per finire in rimessa dal fondo…che però Pinsoglio prova a bloccare, con risultati disastrosi. Il pallone gli sfugge dalle mani e finisce, a porta vuota e 3 metri da questa, tra i piedi di Turchi che insacca. 2-2. Il Livorno è retrocesso, per un errore di Pinsoglio. La serata finirà ancora peggio, col portiere di Moncalieri che finirà in ospedale dopo aver preso un pugno da un tifoso. La sua avventura col Livorno finisce davvero nel peggiore dei modi.

Ultimo prestito e il sogno bianconero

Stagione 2016/2017, Pinsoglio prende anche parte al ritiro prestagionale con la Juventus, ma alla fine va ancora una volta in prestito, questa volta nel Lazio, al Latina, sempre in Serie B. Sinceramente è una stagione un po’ incolore, titolare sì, 39 partite, ma le prestazioni sue e di tutta la squadra non sono eccelse. Risultato: il Latina arriva ultimo, a pari punti col Pisa e quindi retrocede.

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Siamo finalmente all’estate 2017, ne abbiamo già scritto diverse volte, ma lo ripetiamo. La Lega Serie A obbliga le società ad avere in squadra dei calciatori cresciuti nel loro stesso vivaio e ciò permette a tante squadre di riportare all’ovile delle loro “vecchie” giovani promesse. È il caso di Berni per l’Inter, è il caso di Antonio Donnarumma per il Milan (E VE LO ABBIAMO RACCONTATO QUI), ed è il caso quindi anche di Pinsoglio con la Juventus.

Alla sua prima stagione, da terzo portiere, gioca solo una volta, ma che volta. Nell’ultima gara di Serie A 2017/2018 subentra, nella sua ultima partita con la Juventus (o almeno così si pensava) al capitano della rinascita: Gigi Buffon. Gioca 27 minuti e a dirla tutta subisce anche gol da Cerci…però, a 28 anni compiuti, esordisce, con il numero 16, finalmente, con la Juventus.

La stagione 2018/2019 per la Juve parte con uno stravolgimento. Cristiano Ronaldo è un nuovo giocatore bianconero. Alla Juve un numero 7 c’è già, ed è Cuadrado. Ovviamente però, se in squadra arriva il calciatore più forte del mondo, CR7, quel numero glielo lasci. Torni quindi a vestire il numero che avevi alla tua prima stagione a Torino, ovvero il 16. 16 però occupato da Pinsoglio che, con galanteria lo lascia al colombiano, prendendosi il 21 lasciato vuoto dalla partenza di Howedes. La stagione è un po’ la copia della precedente, la Juve come al solito vince già il campionato con settimane d’anticipo e quindi all’ultima di campionato c’è la passerella contro la Samp, in una sconfitta per 2-0.

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E infine questa stagione, la 2019/2020. Alla Juve torna il Pipita, Gonzalo Higuain che però non prende il 9, lasciato libero per una punta che non è mai arrivata, chiedendo quindi il numero 21. Da buon uomo squadra, anche questa volta Pinsoglio lascia il suo numero di maglia al compagno, scegliendo quindi il 31. Per il momento, e quando scrivo è il 29 di luglio 2020, Pinsoglio non ha ancora giocato. Sono pronto a scommettere però che, a campionato già vinto, in una delle due partite ancora mancanti alla fine della Serie A, ci sarà spazio per Pinsoglio. Anche stasera nel match contro il Cagliari, perché no?

Quel che è certo è che Pinsoglio è sicuramente il prototipo di uomo spogliatoio. Mai una lamentela, mai una pretesa, si è sempre messo da parte. Ma avete notato che praticamente ad ogni gol, qualsiasi giocatore segni, va ad abbracciare/indicare Pinsoglio? Cristiano Ronaldo in primis. Chiunque lo vorrebbe in squadra…anche se non per le sue qualità tecniche. Ma piuttosto per le sue qualità umane. Qualità umane che, ogni anno, gli permettono sempre di mettersi in mostra in un qualche modo. Qualità umane che gli hanno permesso di mettere in bacheca 3 campionati di Serie A, 1 Coppa Italia e 1 Supercoppa Italiana. Qualità umane di un ragazzo, ancora 30enne, che però e già una leggenda della Juve e che soprattutto è già entrato nel cuore dei tifosi bianconeri: Carlo Pinsoglio.

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